Villeneuve: le gare da ricordare

11 maggio 2012 19:49 Scritto da: Davide Reinato

Come abbiamo visto, le sei vittorie di Gilles Villeneuve non rendono omaggio alla grandezza del personaggio. La sua breve carriera in F1 è comunque costellata da episodi che l’hanno lanciato nella leggenda.

Quando si pensa a Villeneuve, non si può che andare in dietro con la mente fino al GP di Francia 1979, a Digione. Gilles partiva dalla terza posizione, dietro le due Renault di Jean Pierre Jabouille e René Arnoux. Con una partenza fulminante, il canadese riesce a inserirsi in seconda posizione e vi rimane per 45 giri.

Mentre Jaboullie conduce la gara senza problemi e si invola verso la vittoria, dietro di lui rimangono le vettture di Villeneuve e Arnoux a darsi battaglia. Entrambi hanno le auto con problemi tecnici: Gilles ha problemi ai freni, René di pescaggio di benzina. I due ingaggiano un duello mozzafiato che resta nella storia dell’automobilismo. Si toccano ripetutamente, ma il duello è leale. Alla fine, Gilles riesce con un colpo di reni a mettersi davanti al rivale francese, conquistando la seconda posizione. Subito dopo la corsa, i due hanno detto ridendo: “Ci siamo divertiti come i matti!”.

A Zandvoort, per il Gran Premio d’Olanda 1979, Villeneuve regala un altro assaggio della sua personalità. Nel giorno in cui Jones va a vincere e Scheckter realizza una grande rimonta, passando dal diciannovesimo al secondo posto, Gilles si ritrova a dare spettacolo. Poco dopo la metà gara, va in testacoda in una chicane a causa della ruota posteriore sinistra forata che, lentamente, si sta sgonfiando. Due giri dopo la ruota cede di schianto sul rettilineo davanti ai box e Gilles esce nuovamente di strada, ma non si arrende. Fa retromarcia e si porta nuovamente in pista, facendo un intero giro su tre ruote, con il braccio alzato per segnalare agli altri piloti l’avaria della sua vettura che, dopo poche curve, diventa più che evidente.

Gilles era anche conosciuto per la sua lealtà, talmente grande che spesso arrivava a trasformarsi addirittura in ingenuità. Il piccolo canadese ebbe modo di dimostrare alla squadra tutta la sua dedizione, diventando il perfetto gregario di Scheckter al Gran Premio d’Italia 1979. In quel weekend, Gilles aveva preso da parte Jody, promettendogli di fare da scudiero per l’intera gara. Aveva dato la sua parole e così fece: rimase dietro al suo compagno per l’intera corsa, conquistando una doppietta che regalerà anche il mondiale a Maranello. Una gara che merita di essere rivista per intero.

3 Commenti

  • riscossa rossa

    Ottima correzione, la stavo inviando io. Gilles fece una gara perfetta e doppiò quasi Jody.
    La T4 venne messa a dura prova in quel gp. peccato che alla fine subì la rimonta delle due Renault. L’intero gran premio è disponibile in rete in versione televisione austriaca. Non sono d’accordo con l’intervista rilasciata dal figlio di Gilles in occasione del trentennale della scomparsa: non fu uno spettacolo per soli due giri ma fu entusiasmante e tiratissimo tutto il Gran Premio (senza soste per nessuno ovviamente)!! Villeneuve non molla mai e, secondo me, l’ultimo sorpasso che riesce a fare alla fine della salita in un buco lasciato da Arnoux è la chicca dentro il suo capolavoro. Siamo a livelli di Jarama 81.

  • un grande pilota, forse il più spettacolare di sempre.
    anche grazie a lui ho iniziato fin da bambino ad amare questo sport.
    grazie Gilles.

  • gliarrabbiatirestano

    Piccola correzione al riassunto della gara di Digione. Villeneuve al via conquista la prima posizione, Jabuille scivola in seconda, Scheckter se non sbaglio la terza, mentre Arnoux che partiva secondo scatta malissimo (come al suo solito) e scivola molto molto indietro. Per i primi 20 giri Villeneuve fa faville e guadagna più di un secondo a giro su Jabuille però mette subito alla frusta gomme e vettura che presto cominciano a cedere. Il vantaggio si stabilizza e poi comincia a calare inesorabilmente. Jabuille comincia a guadagnare più di due secondi al giro e quando lo raggiunge, il cadese nulla può fare e viene passto al giro 47. Nel frattempo dietro Scheckter era andato in crisi nera con le gomme, mentre Arnoux aveva recuperato dalla brutta partenza fino al terzo posto. Il problema è che a un certo punto aveva accumulato quasi un giro di distacco da Villeneuve. Il canadese però è in crisi nerissima e Arnoux guadagna dai 3 ai 5 secondi al giro tanto che lo raggiunge a soli sei giri dalla fine. Per Villeneuve sembrano non esserci speranze: troppa è la differenza di passo tra le due vetture per poter sperare di resistere. Il francese però ha qualche problema con la velocità di punta e non riesce a sfruttare in pieno la scia e la potenza del suo motore turbo sul lungo rettilineo e così per il canadese si presenta la possibilità di fare una vera impresa. Con quelle vetture li e con un divario di passo tanto netto nessuno sarebbe stato in grado di resistere, sarebbe stato quasi impossibile anche nel 2010! Ma Villeneuve non obbedisce alle leggi dei comuni mortali e trasforma quella che per Arnoux sarebbe stata una semplice pratica da archiviare in una rognosissima gatta da pelare. E’ qui che sta il succo dell’impresa! Nessuno avrebbe potuto resistere in quelle condizioni, nessuna tranne lui. Si aggiunga a questo che quando a tre giri dalla fine Arnoux finalmente lo attacca e lo sorpassa lui spiattella la gomma eppure con la forza della disperazione con una vettura più lenta si aggrappa ai tubi di scarico della renault e al successivo passaggio davanti al traguardo è nella posizione di tentare un estremo arrembaggio. La cosa da notare è che è abbastanza distante da Arnoux, ma la curva permette azioni coraggiose e lui stacca più di dieci metri più tardi, spiattella tutte e due le gomme anteriori, ma si rimette davanti e si tiene Arnoux dietro tutto il giro. Le ultime due magie, le più grandi le deve fare ancora. Primo resistere all’esterno alla staccata in fondo al rettilineo del traguardo, cosa che non gli era riuscita due giri prima e con delle gomme che per le spiattellate saranno diventate quadrate. Ci riesce a metà nel senso che Arnoux non lo supera, ma lo affianca soltanto. Dopo un pò di sportellate, però, si ritrova dietro e così ci vuole l’ultima magia, quella definitiva che chiuda la partita: un attacco all’interno all’imbocco della parabolica che ha il sapore dell’impossibile. Nessuno sorpassa lì! E lui non è nemmeno un pò affiancato ad Arnoux, ma coma il francese allarga la traiettoria per imboccare correttamente la parabolica, Gilles ritarda la frenata e si infila riuscendo miracolosamente a tenere la corda e a fare il resto della curva correttamente. E’ fatta! Punti di sorpasso non ce n’è più e il miracolo è compiuto.
    Negli anni successivi l’unica situazione vagamente paragonabile a questa è stata la lotta per il secondo posto tra Mansell e Berger in Messico nel 90. Mansell riuscì a spuntarla con una vettura che a causa delle gomme finite era più di 2 secondi più lenta letteralmente terrorizzando Berger e superandolo con un sorpasso impossibile all’esterno della Peraltada.

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