Minardi: “Se Massa non migliorasse, punterei su un giovane”

24 maggio 2012 00:20 Scritto da: Marco Di Marco

Giancarlo Minardi, un uomo cresciuto a pane ed automobili, fondatore dell’omonima scuderia di Formula 1 ed ottimo talent scout. Nel 2005, con la cessione del pacchetto azionario della Minardi Team da parte di Paul Stoddart – ultimo proprietario della squadra – alla Red Bull, si è conclusa la sua avventura nella massima serie. Attualmente gestisce un’attività di consulenza nel settore sportivo automobilistico per conto della CSAI, guidando i giovani talenti tricolore nella strada verso la Formula 1.

In questa intervista gentilmente concessaci, ha affrontato a tutto tondo l’attuale momento del mondiale.

Nel recente Gran Premio di Spagna Pastor Maldonando ha recitato il ruolo da protagonista nel corso dell’intero weekend, venendo subito acclamato dai media come nuovo talento e non più come semplice pilota pagante. Lei, che ha visto correre per la sua scuderia sia validi talenti che piloti paganti, ritiene che si possa  parlare di vero e proprio manico oppure che la vittoria di Barcellona sia stata solo un caso isolato difficilmente ripetibile?

GM: “Pastor  lo ritengo un valido pilota e non è certo una sorpresa. Probabilmente ha commesso qualche errore di gioventù, ma ha vinto in tutte le categorie inferiori, dalla F.3000 alla GP2. Certamente non è facile oggi per un giovane farsi notare e gli abbinamenti pubblicitari sono ormai vitali. Ha la fortuna di essere appoggiato dal suo Paese, e sta ripagando la loro fiducia, Certamente farà ancora parlare di se soprattutto se questa Williams continuerà su questi ritmi. Attenti a Monte Carlo”.

Lei ha tenuto a battesimo numerosi piloti dal piede pesante, tra cui Fisichella, Trulli e Alonso. L’ultimo è divenuto bicampione del mondo, mentre i primi due hanno colto solo qualche successo isolato. Tra tutti i piloti che ha avuto nella sua scuderia, chi ritiene sia stato dotato del maggior talento? Ed inoltre, tra i piloti con maggior talento, chi ritiene sia stato perseguitato dalla sfortuna di trovarsi sempre alla guida di monoposto poco competitive?

GM: “I piloti che hanno corso in Minardi hanno tutti la stessa importanza e occupano lo stesso posto nel mio cuore.  Sono stati indispensabili ad aiutare il team a compiere 340 GP in 21 anni di F1. Come succede spesso nella vita, non sempre riesci a trovarti nel posto giusto al momento giusto. Questo purtroppo ha fatto la differenza in alcuni casi. Ovviamente sono onorato di aver fatto debuttare Fernando Alonso”.

La Scuderia Toro Rosso è subentrata alla Minardi ed idealmente persegue la medesima filosofia, ovvero dare la possibilità a giovani talentuosi di esordire nel mondiale. Tuttavia, la brusca scelta di appiedare Buemi ed Algersuari  a fine inverno, ormai a giochi fatti, per far posto a Ricciardo e Vergne ha fatto parecchio discutere. Lei come giudica il comportamento dei vertici della scuderia?

GM: “Non mi permetto di giudicare le scelte della Toro Rosso. Solo loro sono a conoscenza del reale valore dei piloti sostituiti. Un Team che lotta per i piazzamenti e non per la vittoria, conosce i termini di valutazione in base alla loro esperienza. Posso solo dire che Vergne mi piace e, se supportato, farà strada”.

Felipe Massa è di sicuro il personaggio negativo di questo 2012. Le sue prestazioni nei confronti di Alonso sono a dir poco imbarazzanti ed anche la stessa Ferrari, nei comunicati ufficiali, fatica non poco a difenderlo. Lei fosse al posto di Domenicali cosa farebbe? Andrebbe avanti con questa formazione o cercherebbe nell’immediato un sostituto col rischio di “bruciarlo,  vista l’impossibilità di svolgere test?

GM: “Non sono Domenicali, per fortuna, perché in questo momento è più facile sbagliare che fare bene. Certamente prima di sostituire un pilota attenderei che la vettura diventi più competitiva, cosa che sta succedendo gara dopo gara. Per il momento andrei avanti con la stessa formazione. Se nella seconda parte di campionato la situazione non dovesse migliorare, allora punterei su un giovane”.

Il 2012 è il primo mondiale dalla fine degli anni sessanta ad oggi privo di piloti italiani. Lei che è stato un sostenitore della scuola tricolore come vede le prospettive future? Crede che il problema sia soltanto economico o si può parlare di una carenza di talenti?

GM: “L’Italia ha molto piloti talentuosi. Purtroppo mancano le risorse economiche. Inoltre sono venuto a mancare quei team, come la Minardi, che investivano per necessità o virtù sui giovani. Fanno bene quei piloti che decidono di avvicinarsi al professionismo puntando sul altre categorie, anche a ruote coperte”.

Schumacher ha recentemente attaccato la Pirelli affermando di dover essere costretto a guidare sulle uova. Villeneuve, nel recente show a Fiorano dove ha girato sulla 312 T4, ha criticato la F1 moderna per via della estrema semplicità dei sorpassi dovuta al DRS. Ciò nonostante gli spettatori seguono numerosi le gare che sono finalmente divenute incerte e combattute. Lei, da uomo di motori, si diverte a vedere i gran premi o pensa che le gare siano diventate troppo semplici ed artificiali?

GM: “Credo che i G.P. quest’anno siano molto movimentati e affascinanti. Cinque Piloti e altrettanti Team vincitori diversi la dicono lunga sulle difficoltà che le squadre incontrano nella valutazione e gestione degli pneumatici.  Andiamo avanti così e poi eventualmente vediamo cosa modificare per il futuro. Una cosa è certa: nessun G.P. è scontato in partenza e a mio parere questo crea interesse”.

Lei ha avuto non solo ottimi piloti che hanno condotto le sue vetture, ma anche ottimi tecnici che le hanno progettate. Esempi lampanti sono Brunner e Costa. Proprio quest’ultimo, lo scorso anno, è stato al centro delle critiche per la scarsa competitività Ferrari ed è stato licenziato in tronco. Lei che lo conosce bene, ritiene che la scelta effettuata dalla Ferrari sia stata corretta?

GM: “Aggiungerei alla Sua lista anche l’Ing. Tredozi che, a mio modesto parere, non è secondo ai nomi citati. Sulla sostituzione di Costa non posso pronunciarmi in quanto è una decisione maturata all’interno dell’Azienda. Prima di esprimere giudizi si deve vivere la quotidianità. Una cosa posso dire:  avrei fatto altre scelte nei potenziamenti dell’organico”.

Ultima domanda. Alla luce di queste prime gare, sbilanciandosi, secondo lei chi vincerà il mondiale?

GM: “Dopo cinque gare ci sono due piloti a pari punti e uno di questi è Alonso, risultato insperato all’inizio della stagione visto i problemi. La Ferrari sta migliorando, anche se è stata aiutata dalla fortuna in alcune circostanze. Credo che la lotta al titolo comprenderà anche Alonso, insieme a Vettel, Hamilton e Raikkonen”.

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