Indy 500, solo 14 giri per Alesi: ne valeva la pena?

27 maggio 2012 19:21 Scritto da: Antonino Rendina

Facciamo un passo “breve”, da Montecarlo superiamo l’Atlantico e buttiamo un occhio alla 500 miglia di Indianapolis,  una delle gare più illustri del mondo. C’è Rubens Barrichello, ormai titolare effettivo in IndyCar, c’è soprattutto Jean Alesi.

Qualcuno l’ha preso per pazzo, qualcun altro per un eroe. Di mezzo c’è un pilota quarantottenne che non voleva sentirsi un ex, che inseguiva un sogno e che in un modo o nell’altro l’ha coronato.

Alesi, indimenticato ex di F1, ha strappato con le unghie e con i denti una qualificazione impossibile a Indianapolis. Ultimissimo in griglia per colpa di un motoraccio, quello Lotus, acciaccato, spompato e dimissionario. Troppo lenta la Black e Gold versione Yankee rispetto alle concorrenti per far fare bella figura al veterano francese.

Eppure Jean ce l’ha fatta, regalandosi l’emozione di prendere il via dopo aver ascolato il famigerato “The Star-Spangled Banner” e aver vissuto la botta di adrenalina dettata da una bandiera verde che sembra non arrivare mai.

Come il “Don Chisciotte” di Cervantes, Alesi ha combattutto la sua battaglia contro i mulini al vento, correndo contro quei 210 miglia orari di media che sono imbarazzanti rispetto ai tempi del gruppo. Non ne ha colpe ma la sua 500 miglia è stata una 30 miglia o poco più. Quattordici tornate, una passerella che sa di calvario, una firma in calce che brucia più che pesare.

Fermato dalla direzione gara perchè troppo lento. Jean Alesi, il pilota di F1 che qualche migliaio di Km più su – a Montreal – ha fatto piangere di gioia l’universo ferrarista ,si ritrova piccolo e quasi fa tenerezza. Una mascotte e non il guerriero che merita di essere. Insomma, ma ne valeva davvero la pena?

Mesi di preparazione fisica, contratti, viaggi, impegno assoluto per salutare la sua America così, sorridente con una coppola in testa ma non certo da protagonista. A nessun pilota, di nessuna categoria, piace essere fermato perchè troppo lento. Nemmeno se la colpa è tutta della monoposto.

Dà fastidio a prescindere, è un colpo duro da digerire. Soprattutto se ti chiami Alesi. Diciamolo pure è sata una figura magra, magrissima. Anche se a vincere probabilmente sono state le ragioni del cuore. Una storia da dimenticare e allo stesso tempo una storia da raccontare questa esperienza oltreoceano di Jean. Sono due facce della stessa medaglia, da mettere al collo con fierezza nel gioco di passione che sono i motori.

Eroico, folle, gliadiatore, inopportuno, avventato? Decidete voi. Certamente irriducibile, se così ha commentato la sua gara “Le regole sono queste, peccato. Ma farò di tutto per esserci anche l’anno prossimo”. Non avevamo alcun dubbio Jean.

18 Commenti

  • L’unico che può rispondere è… lui!
    Aspettiamo qualche intervista. Tanto è la domanda che tutti vorranno fargli….

  • secondo me,alesi si è passato un piacere con la P maiuscola;beato lui,non è da tutti!forse molti criticano per pura invidia..

  • @Minideto
    Grazie per avermi fatto notare l’errore,intendevo comunque dire che il testacoda è stato causato da ovvie ragioni…
    Sato ha compiuto la scelta migliore, si trova a suo agio nella Formula Indy, ha raggiunto il podio quest’anno ed è sempre agguerrito, aggettivo che ben si inserisce nella Indy.

  • comunque conway è il secondo jolly che si gioca,dopo il volo di due anni fa eccone un altro.
    fossi in lui ringrazierei di essere vivo e mi farei qualche domanda perchè è meglio non scoprire se ce ne sarà un terzo di questi jolly.

    il cameracar di castroneves è qualcosa di impressionante,stavolta per fortuna il destino era dalla parte del pilota.

  • ridicolo è un po forzato…posso dire inadeguato ?? per me non ha alcun significato rischiare a 48 anni e i risultati si sono visti…!!!

  • Apprezzo le persone che hanno delle ambizioni, come jean che si è messo di nuovo in gioco con questo ennesimo target personale, comunque sei stato un grNde e hai dimostrato a tutti di avere le giuste qualità per essere considerato uno dei big di tutti i tempi.
    Vedete le competizioni, per chi le sente dentro, sono passione, amore e tante altre sensazioni che solo chi ama davvero la sua squadra puó apprezzare, qui non si sta parlando di semplici Per questo automobili, qui si discute della propria passione. A questo proposito vanno gli apprezzamenti a jean alesi uno dei migliori piloti al mondo!

  • Ronny
    mag 27 – 22:40
    ne aggiungerei un altro…ridicolo..

    Penso che di ridicolo qui ci sia solo il tuo commento mediocre!

  • gara emozionantissima.

    che rischio per conway e castroneves!!!!

  • Ma non lo sapeva che il team era di secondo piano ?

  • tragedia sfiorata, ho ancora il cuore in gola!!
    youtu . be /ktemUBXwlLE

  • adesso aspetto la gara di nascar..:)

  • Quoto tutto ciò che riassume in modo efficace gabriele, l’ovale a velocità sostenute è difficile da sostenere, lo testimoniano i numerosi errori, in quanto si è portati a mantenere un ritmo notevole a lungo, pertanto la minima distrazione, si trasforma spesso in un incidente o in un testacoda. Basti vedere Sato, terzo all’ultimo giro, uscito di scena per un testacoda. Le formule statunitensi, per noi europei, si presentano quasi come esotiche, ma nascondono un fascino che, al di là di tutto, attira in America, in generale, un numero di appassionati considerevole ed unico.
    Detto ciò, ammiro comunque l’idea di Alesi, ha voluto mettersi in gioco e, suo malgrado, non ha trovato un valido appoggio. Il motore Lotus è particolarmente debole, al punto tale che il team stesso aveva l’intenzione di ritirarsi dalla gara. Comprendo quindi la scelta dei commissari, sugli ovali le vetture troppo lente sono delle mine vaganti, avrebbero compromesso la sicurezza in pista, già precaria nella Indy.

  • comunque è sempre una gara pazzesca quella di indianapolis..una gara infinita!bravo anche barrichello a tenere il passo,anche se è arrivato solo decimo..cmq non credete,l’ovale è difficilissimo,specialmente a queste velocità

  • Fermato dalla direzione gara perchè troppo lento?
    Ma questi sono fuori come un balcone!

  • ferraristasempre

    credo che mettersi in gioco gli abbia fatto comunque piacere. guardandola da fuori in effetti può venire da dire “ma chi te l’ha fatto fare?”, però nonostante tutto credo che gli sia piaciuto più passare questa domenica così che non seduto negli studi rai a commentare montecarlo 😀
    tra gli aggettivi… diciamo folle e romantico, dai XD

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