Webber: “Ho rallentato per aiutare Seb? Stupidaggini”

Qualche giorno dopo essere diventato il sesto vincitore in sei GP, Mark Webber torna a commentare la gara monegasca nella sua rubrica sul sito della BBC. In particolare, il pilota australiano risponde a chi crede che domenica abbia fatto gioco di squadra, facendo da tappo agli avversari per permettere a Vettel di sopravanzarli.

Il Campione del Mondo in carica ha effettuato un primo stint di circa 15 giri più lungo di quello dei suoi diretti rivali e si è trovato così a condurre con un certo vantaggio su Webber, inseguito a ruota da Rosberg, Alonso, Hamilton e Massa, che sembravano però averne di più dell’australiano. Il comportamento delle Pirelli è stato ancora una volta imprevedibile e le Soft si sono dimostrate  durevoli ma inaspettatamente lente ad entrare in temperatura. Questo, unito al fatto che i sorpassi nelle stradine del Principato sono praticamente impossibili, ha permesso a Vettel di fare la lepre, staccando il trenino di inseguitori di oltre 17 secondi, e rientrare in pista quarto, guadagnando due posizioni a scapito di Hamilton e Massa.

Ma è stata davvero tutta una questione di gomme, oppure, come hanno pensato i più maligni, Webber ha deliberatamente alzato il piede per permettere la fuga del compagno di squadra? “Sono stupidaggini – commenta l’australiano – Non puoi fare il furbetto a Monaco. Alla fine, le gomme di Seb si sono consumate e si è dovuto fermare perché noi cominciavamo ad essere più veloci, ma se avesse potuto avrebbe spinto per vincere. Se avessimo voluto provare qualche furbata, avrei potuto fare di meglio. Ero molto distante da Seb. Se avessi voluto farlo rientrare davanti agli altri, avrei potuto rallentare e sarebbe stato ancora meglio per il team. Solo che non era nei piani. Il punto è che provando a fare una cosa del genere mi sarei esposto ancora di più alla pressione dei ragazzi là dietro – Nico e Fernando, in questo caso. E in più i meccanici al pit stop avrebbero potuto commettere qualche errore con la sosta di Seb, e avremmo fatto tutto per nulla. Vieni sempre fregato quando fai il furbo. Quindi semplicemente non provi a farlo.”

Insomma, la dimostrazione del fatto che non abbiamo provato il giochetto è che poteva riuscire male. Di certo non la più elegante delle arringhe, ma proviene comunque da Webber, uno che nel paddock è noto per la sua schiettezza e la sua sincerità. E il fatto che non sia mai riuscito a scollarsi di dosso Rosberg ed Alonso, neanche dopo la sosta di Vettel, fa pensare che realmente la Red Bull numero 2 non ne avesse tanto di più. Il tutto tenendo sempre in mente, comunque, che nessun gioco di squadra è impedito dal regolamento. Questo vale oggi per la Red Bull, domani per chiunque altro.

8 Commenti

  1. Webber ha fatto la sua gara guardando, a mio parere, anche un pò negli specchietti, magari aspettando di trovare la sagoma di Perfettel dietro di lui.
    Non dimentichiamo che anche quando Perfettel vinceva sempre Webber era il suo cagnolino addomesticato!

  2. Perchè, qualcuno aveva messo in dubbio la tattica di Webber?
    E’ stato evidente che Webber era il più lento dei primi 3, altrimenti li avrebbe staccati.
    E’ vero che Vettel ha usufruito della lentezza di Mark ma non era una cosa voluta. Semplicemente l’australiano non poteva girare più forte!

  3. E’ credibile, viste anche le precedenti lamentele di Webber sul presunto trattamento da n°2, secondo me non si sarebbe prestato volentieri a questo giochetto.

    Anche se, a pensar male si fa peccato ma… 🙂

    P.S. Il nome dell’autrice dell’articolo non mi è nuovo, dove l’avrò sentito?… XD

  4. Anche secondo me Webber non ne aveva di più, hanno semplicemente sfruttato molto bene la strategia e, se iniziava a piovere Vettel rischiava di vincere la gara. Domenica Mercedes e Ferrari erano le monoposto più veloci sul passo gara, quindi ha ragione Webber. E tutto sommato va bene così.

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