Ecclestone e Domenicali: un’intervista doppia

20 giugno 2012 17:21 Scritto da: Valeria Mezzanotte

Il Team Principal della Scuderia Ferrari e il patron della Formula Uno: questi i protagonisti di un’intervista pubblicata dalle riviste tedesche Sport Bild ed Auto Bild e parzialmente riportata dal sito ufficiale della Rossa. Domenicali ed Ecclestone hanno spaziato su vari argomenti, con risposte che probabilmente non saranno ricordate come le più spregiudicate, ma che offrono comunque spunti interessanti.

Invitato a immaginarsi nei panni di Domenicali, Ecclestone non si tira indietro, affermando che proverebbe a rendere la macchina più veloce. La domanda sorge spontanea: cercherebbe di assumere Adrian Newey? Le risposte, tuttavia, sono meno scontate…

BE: “Tutti vogliono avere Newey ma lui deve anche adattarsi alla squadra”.

SD: “Newey è certamente uno dei migliori ingegneri in Formula 1 ma do ragione a Bernie: in questo sport il lavoro di squadra è la cosa più importante e noi in Ferrari abbiamo un ottimo team, fatto di persone che stanno crescendo insieme e che ora possono dimostrare ciò di cui sono capaci”.

Come a dire, insomma, che non sono stati solo i doveri coniugali a trattenere Newey a Milton Keynes. Quando si nomina il progettista Red Bull, comunque, è difficile non finire col parlare della sua famosa tendenza a sfruttare a pieno i regolamenti, arrivando al loro limite e talvolta superandolo. Tendenza che in passato gli ha certamente procurato più benefici che danni. A Maranello, per contro, nelle ultime stagioni sono stati spesso criticati per quella che viene vista come una mancanza di inventiva. La Ferrari è forse troppo onesta?

SD: “No, cerchiamo soltanto di restare entro i limiti delle norme”.

Non che questo voglia dire che le regole, o il modo in cui vengono applicate, siano granché gradite:

BE: “In realtà ho capito poco delle decisioni della FIA. Penso che le regole tecniche debbano essere scritte in modo che anche uno come me le possa capire”.

SD: “I tifosi non capiscono perché una vettura oggi è legale e domani illegale. Questo toglie credibilità allo sport: le regole devono essere più semplici”.

Un altro uomo Red Bull spesse volte collegato alla Rossa è Sebastian Vettel. Il suo futuro è a Maranello?

SD: “Nella vita mai dire mai!”

BE: “Io non glielo consiglierei: è ancora troppo giovane! Di solito un pilota termina la sua carriera alla Ferrari, quindi un giorno potrebbe accadere”.

Nonostante le insistenti voci di un precontratto già firmato, che potrebbe portare il tedesco alla Ferrari nel 2014, c’è chi resta scettico, ritenendo impensabile una convivenza con Alonso, sia per i trascorsi dello spagnolo che per la usuale politica di gestione dei piloti della Rossa. Ecclestone e Domenicali, però, fanno spallucce:

BE: “Questo non sarebbe un problema: entrambi sono piloti costantemente alla ricerca di nuove sfide ed essere nella stessa squadra sarebbe una nuova grande, sfida. Entrambi penserebbero che possono battere l’altro perché sono sicuri di loro stessi e Stefano farebbe in modo che fossero trattati allo stesso livello. Dovrebbe fare come feci io alla Brabham nel 1979 con Niki Lauda e Nelson Piquet: gli dissi ‘ragazzi, è semplice: chi è il più veloce è il numero 1 della squadra”.

SD: “Credo che siano entrambi ragazzi intelligenti che potrebbero tranquillamente coesistere”.

L’idea di un team Alonso-Vettel non sarebbe quindi così bislacca. Comunque, accanto allo spagnolo in questo momento c’è Felipe Massa

BE: “Per me è evidente: Felipe ha molto talento. Non c’è molto altro da aggiungere…”.

SD: “Giusto, concordo pienamente. C’è tanta pressione ma mi ricordo molto bene il 2008, quando Felipe ebbe dei problemi nelle prime due gare e poi lottò fino all’ultimo per il titolo. Quest’anno non è poi così diverso: dopo la bella gara di Felipe a Monaco gli stessi giornalisti che prima lo criticavano hanno iniziato a chiedermi perché non avesse ancora il contratto per il prossimo anno. Una cosa è certa: come Team Principal l’ho sempre incoraggiato e protetto”.

BE: “I media esercitano pressione e cercano di influenzare le decisioni, non solo in Italia. Alcuni piloti si preoccupano molto meno di queste cose, altri di più: Felipe è un ragazzo sensibile. Non è molto corretto vedere come certi media vogliono destabilizzarlo”.

Non sono mancate le classiche domande su quanto Ferrari e Formula Uno significhino l’una per l’altra – anche se per Ecclestone non è certo il lato più romantico del loro rapporto ad essere interessante:

BE: “Sarebbe molto importante (che un pilota Ferrari vincesse un Titolo a breve, ndr.). Provate a fare un giro in città per il weekend di un Gran Premio, non importa in quale Paese. Quali prodotti i negozi offrono di più? Quelli Ferrari. Non ho visto da nessuna parte shop con merchandising solo McLaren, Mercedes o Red Bull. Questo già dice tutto”.

SD: “La Formula 1 fa parte del nostro DNA. Abbiamo corso sin dalla prima stagione e non riesco ad immaginare la Formula 1 senza Ferrari. Di conseguenza, lavoriamo insieme a Bernie per il futuro”.

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