Alonso a Valencia non può sbagliare: fuori i secondi!

22 giugno 2012 13:24 Scritto da: Antonino Rendina

Un bagno di folla che nemmeno per Hispanico ne “Il Gladiatore” di Ridley Scott.

Alonso è il Massimo Decimo Meridio di Valencia, l’uomo più osannato, amato, atteso di questo Gran Premio. Con migliaia di appassionati in delirio.

Da pretendente al titolo, il principe della Asturie non si tira indietro: “La Ferrari c’è, ce la giochiamo, siamo competitivi”. Fernando non si nasconde davanti ai tifosi ma l’eco delle sue parole travalica i confini iberici e fa breccia nelle menti dei tanti supporter italiani.

Quei ferraristi che sono lo zoccolo duro del sentimento rosso, un numero indecifrabile di innamorati fedeli che aspettano da cinque anni un titolo troppe volte sfuggito al fotofinish.

Questo Gran Premio d’Europa è, per tanti motivi, uno snodo cruciale. Il fatidico “nodo gordiano” per venire a capo del quale serve una soluzione drastica. In questo caso è vincere o qualcosa di molto vicino alla vittoria.

Fernando Alonso ci ha abituato a fare il giocoliere con le Ferrari appena discrete avute tra le mani. I suoi guanti hanno guidato macchine non sempre performanti, e lui ci ha messo sempre rabbia, grinta, furore agonistico.

Si è conquistato la stima anche dei tifosi più scettici, dei più incalliti e nostalgici “raikkoniani”, perchè oggettivamente ha salvato innumerevoli volte la Ferrari dal baratro.

Be’ adesso Matador è chiamato a un compito più difficile. Non più quello di metterci le pezze, anche se tessendo fili di superba bellezza, ma quello di fare l’andatura, di auto- incoronarsi sovrano di un “mondiale in cerca di autore”.

Nando gioca in casa, la Ferrari c’è e il contesto tecnico sembra adattarsi alla Rossa. La F2012 si adatta a menadito alle mescole medie e soft e sui circuiti stradali ha dimostrato un invidiabile equilibrio di assetto.

Alonso non può sbagliare nulla, dovrà gestire la pressione, ma mai come stavolta ha un obbligo di risultato preciso: tenersi dietro Lewis Hamilton, un cavallo pazzo sguinzagliato e veloce, e Sebastian Vettel, che sta facendo della consistenza la sua arma migliore per rimanere sempre ai vertici.

Avversari durissimi, con auto performanti, ma la Ferrari deve dare la sua spallata a questo mondiale. Sarebbe opportuno passare dalla “potenza all’atto” per dirla con Aristotele.

Il bonus dei “sette vincitori” sembra essersi esaurito, a meno di un exploit Lotus. A Valencia plausibilmente la magia finirà e sul gradino più alto del podio potrebbe salire uno dei soliti noti.

In tanti sono rimasti stupiti dai progressi del Cavallino, in tanti l’aspettano al varco. L’incertezza di questo mondiale è il più limpido degli assist per tornare davanti a tutti. Il rischio è quello di essere ricordati come degli eterni incompiuti.

Fernando dovrà trovare il modo di cavare dal buco il centodieci per cento per vincere quella che è a tutti gli effetti una sfida tra piloti. Se è vero che le monoposto sembrano equivalersi allora vincerà il più bravo. E a quel punto diventa tanto difficile accontentarsi quanto bluffare

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