Maldonado prigioniero di se stesso, ma Gillan lo difende

11 luglio 2012 07:30 Scritto da: Antonino Rendina

Il trionfo di Barcellona un’esplosione festosa di gioia, talento, attitudine. Al fine settimana perfetto di Pastor Maldonado, splendido vincitore in Catalogna, non hanno però fatto seguito prestazioni limpide ma quattro Gran premi a secco, con errori (meglio orrori) di una certa gravità.

Pastor è un pilota veloce, mentalmente molto sicuro di sè, “cattivo” oltre ogni limite. In questo ricorda Juan Pablo Montoya, un altro sudamericano dal carattere molto latino. Per gente così alzare in piede il bagarre equivale a una sconfitta.

Bisogna tenere giù al di là del risultato, sono piloti vecchio stampo. E’ un codice d’onore, è un modo per dimostrare di valere, per lasciarsi dietro tutti i “complessi di inferiorità” verso quei fighetti di piloti europei. Maldonado è così; ma l’immagine del  pilota che lotta con il coltello tra i denti rischia di lasciare il posto a quella di un “pirata” goffo e maldestro.

L’arrembanza diventa irruenza, la danza armonica tra le curve un balletto sgraziato, l’acceleratore una condanna e il freno un lusso. E non è un caso se, dopo l’incidente di Silverstone, Sergio Perez gli abbia dato in mondovisione dell’“idiota”. Il messicano non è uno “stinco di santo” eppure è esausto dei derby ravvicinati con Maldonado. Quello della Gran Bretagna è stato il secondo dopo la fiancata nelle libere di Montecarlo, un’altra maldonadata degna di nota.

Per non parlare dell’attacco sconsiderato e forzato nei confronti di Hamilton a Valencia. Insomma il venezuelano fino a dieci non riesce a contare. E siamo certi che l’istinto mai come questa volta è frutto di una scelta calcolata. Un modo d’essere di un pilota che rischia di diventare schiavo del suo personaggio.

Il passo dallo spettacolo al circo è fin troppo breve, e Pastor nelle ultime due gare sembra aver subito una metamorfosi kafkiana, di quelle anguste, claustrofobiche, soffocanti. Se non ne esce quanto prima rischia di passare alla storia come un pazzo scatenato e non come il pilota che ha riportato la Williams al trionfo dopo otto anni.

E forse, visto il piede pesante che  ha, non se lo merita. Di questo avviso è anche l’ingegnere capo operazioni della Williams Mark Gillan, che ha difeso a spada tratta il suo pilota:

Secondo noi Pastor non ha tutte le colpe per l’incidente con Perez. Maldonado è un vero combattente, in pista è aggressivo ma nelle ultime gare abbiamo fatto qualche incidente. Per me sono semplici incidenti di gara. Penso che il ragazzo sia stato solo sfortunato, non riesco a vedere dell’altro. Noi comunque gli abbiamo parlato, gli abbiamo detto che deve portare al traguardo la macchina ma domenica lui ha frenato sulle linee e ha perso aderenza. Per questo ha colpito Perez, non lo ha fatto di certo apposta. Comunque il punto di forza di Pastor è la testa. E’ un pilota determinato che spinge come un matto ed è molto veloce. E dato che è un pilota davvero forte quanto è accaduto nelle ultime gare non ci preoccupa per niente”.

Dalle parole di Gillan esce lo stesso profilo di Maldonado descritto da Frank Williams qualche tempo fa. Ovvero quello di un pilota molto deciso e caratterialmente determinato. Che rischia però di perdersi del tutto se non esce fuori da questo suo “personaggio” ante litteram.

Il venezuelano deve crescere, maturare, perchè va bene avere “testa” nel senso di convinzione e autostima ma bisogna saperla usare anche nei duelli con gli avversari. Attaccare si, ragionare anche. Altrimenti un punto di forza come la combattività diventa il peggiore dei “talloni d’Achille”.

11 Commenti

  • Maldonado – Montoya a mio parere una brutta accoppiata, abbiamo visto tutti Montoya dove è arrivata la sua carriera, forse lo stesso Pablo è a suo agio, ma noi tifosi di formula uno riconosciamo senza alcun dubbio che la sua carriera nel circus è stata breve, molto breve..non vorrei però che Maldonado diventasse il suo erede, vorrei un Pastor Maldonado ridimensionato, capace di capire il suo limite nel pilotare una monoposto di formula uno, accettare malgrado tutto quello che si dice che chi frena è un pollo..allora potremmo vedere gare soddisfacenti di questo pilota, per ora personalmente non ho stima di lui, mi ha colpito la sua gara di barcellona..ma solo quella!
    Auguri a Maldonado comunque..speriamo che un giorno maturerà e non andrà anche lui in america per la classe INDY!

  • Ma se Maldonado era a 50cm dal cordolo, come si puó parlare di “perdita di aderenza per aver frenato sulla linea bianca”???????

    Ha fatto una cazzata Pastor, punto. Ha oltrepassato il limite della gomma…non lo ha “sentito” e quindi ha tutta la colpa nel contatto…

    Certo, non va lapidato per questo visto che non é stato un eccesso di foga il suo…

    Peró trovo ridicolo il voler cercare giustificazioni assurde che non stanno né in cielo, né in terra…

  • Deve imparare a darsi una regolata altrimenti rischia di finire a correte con Montoya in NASCAR!

  • sicuramente era imbattibile a battaglia navale!

  • Caribbean Black

    @minideto….

    Ciao mindeto :)

    Beh, oddio….tutti vicinissimi mi sembra un po azzardato ora come ora, visto che silverstone ha emesso la sua senenza impietosa, eliminando dai giochi di competitività, mercedes e mclaren, con ferrari e red bull che godono di un buon margine di sicurezza sulle ranault, che da inizio anno ad oggi non sono ne migliorate ne peggiorate.

  • ovvio che non è pericoloso per Gillan, porta in dote 35mln di euro…..Maldonado quando era in gp 2 ci ha messo 3 o anche più anni a vincere il campionato…non perchè gli mancava la velocità ma perchè faceva un incidente dietro l’ altro. Un po’ come quest’anno..

  • Rosso dentro

    più che altro sta gettando via il potenziale suo e della macchina…

  • Purtroppo quando si guida una vettura che non è al massimo, si cerca in tutti i modi di raccogliere punti con quello che si ha ed in queste circostanze a volte l’irruenza, l’inesperienza e la voglia di far bene prendono il sopravvento.

    Ma alla fine meglio essere considerati irruenti che una pippa.

  • Per me i “gesti” da evitare sono le ruotate volontarie in prova, tipo a Hamilton in Belgio l’anno scorso e a Perez quest’anno a Monaco.
    Per il resto normali incidenti di gara di un pilota che vuole crescere. A fine anno si tireranno le somme, ma non vedo gli estremi per una criminalizzazione.

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