Hockenheim ’94, il rogo di Verstappen e la zampata di Berger

19 luglio 2012 16:18 Scritto da: Marco Di Marco

Il circuito di Hockenheim, sino alla sciagurata “Tilkezzazione”,  è stato considerato da tutti gli appassionati – insieme con Monza – un vero e proprio tempio della velocità capace di regalare gare memorabili come quella della stagione 1994.

La vigilia di quel weekend di gara vide le monoposto scendere in pista con le modifiche aerodinamiche imposte dalla Federazione per limitarne le prestazioni velocistiche. Un alettone posteriore di dimensioni ridotte, così come modifiche all’airscope per diminuire i cavalli delle vetture, furono le misure drastiche imposte dalla FIA per rendere le vetture maggiormente addomesticabili alla luce del fatale incidente di Senna.

Le qualifiche videro inaspettate protagoniste le due Ferrari 412T2 di Berger e Alesi. I due piloti del cavallino si piazzarono ai primi due posti della griglia, seguiti da Hill e Schumacher.

Alla partenza i due alfieri in rosso mantennero le posizioni, seguiti da un impressionante Ukyo Katayama al volante della Tyrrell fiondatosi al terzo posto, mentre a centro gruppo si scatenò il caos.

Andrea De Cesaris al volante della Sauber si toccò con Alex Zanardi al volante della Lotus, coinvolgendo gli incolpevoli portacolori della Minardi Pierluigi Martini e Michele Alboreto, mentre Hakkinen e Blundell rispettivamente alla guida di McLaren e Jordan strinsero in una morsa David Coulthard al volante della Williams.

Lo scozzese, non avendo pù spazio di manovra, colpì Hakkinen, danneggiando non seriamente l’ala anteriore, ma questa collisione provocò una serie di contatti a catena dove rimasero coinvolti anche Irvine, Brundel, Frentzen e Barrichello.

Le emozioni non erano tuttavia finite. Dopo pochi metri Jean Alesì dovette alzare bandiera bianca a causa di un cedimento del motore Ferrari, mentre Schumacher superò Katayama portandosi in seconda posizione. Il giapponese della Tyrrell si trovò a lottare con Damon Hill per il terzo posto e, alla terza chicane, il contatto tra i due fu inevitabile. Entrambi riportarono danni alle sospensioni e il ritiro fu inevitabile.

Alla fine del primo giro solo 13 vetture erano ancora in gara.

Le Benetton sembravano avere in pugno la situazione, ma il copione di quel gran premio aveva una sceneggiatura decisamente avvincente.

Al quindicesimo giro, Jos Verstappen si fermò per il cambio gomme ed il rifornimento. Fu un attimo. Il bocchettone del rifornimento non entrò perfettamente e meccanici, vettura e  pilota furono inondati dal carburante. Pochi millesimi di secondo ed il box Benetton divenne una palla di fuoco. Il pronto intervento dei membri del team riuscì ad evitare conseguenze catastrofiche, ed in pochi secondi la situazione fu subito sotto controllo.

Non fu l’unica emozione vissuta quel giorno dal team di Flavio Briatore. Il leader del mondiale, Michael Schumacher, navigava tranquillamente in seconda pozione quando il v8 Ford decise di ammutolirsi al giro 19.

Senza più la pressione del tedesco, Gerard Berger riuscì a condurre incontrastato la gara sino alla bandiera a scacchi, cogliendo un trionfo che a Maranello mancava dai tempi di Prost nel 1990.

Alle sue spalle si piazzarono Olivier Panis ed Eric Bernard, entrambi al volante della Ligier motorizzata Renault che, proprio da quella gara, vide l’ingresso nel team di un uomo storico delle corse: Cesare Fiorio.

Oggi, quel tempio della velocità non è più lo stesso dopo la violenza a cui è stato sottoposto dall’architetto di fiducia di Ecclestone, ma nonostante l’eliminazione degli immensi rettilinei delimitati da chicane degne di frenate da pelo sullo stomaco e spesso protagoniste di sorpassi ed incidenti memorabili, il fascino irresistibile di Hockenheim continua a sedurre i piloti.

5 Commenti

  • Unico appunto, la Ferrari usata il quel GP era la 412T1b, che esordì nel GP di Francia :)

    Per il resto, più che violenza, io lo definirei vero e proprio “stupro” con “mutilazioni”…

    Ricordo quel GP del ’94, come dice giustamente Franko71, l’urlo del V12 Ferrari sui lunghi rettilinei mi faceva ( e lo fa ancora quando mi riguardo la registrazione 😀 )venire la pelle d’oca.

    Berger era uno specialista di quel tracciato, ci è sempre andato fortissimo, e anche se non si fosse fermato, non credo che Schumacher avrebbe potuto vincere.

    Però che soddisfazione vedere il Ford Zetec-R V8 andare arrosto, nel tentativo di tenere la scia della Ferrari… 😀

    Se non ricordo male, in una intervista Schumacher diceva che aveva “staccato” il limitatore per poter far prendere al motore più giri possibile, ma anche quell’espediente non bastava per arginare la potenza del V12 di Maranello…

    Che Goduria…

    • Ora si preferisce congelare i motori e far spendere miliardi alle squadre nella ricerca aerodinamica…mah! Io credo che sia più facile vedere un giorno sulle auto di serie una tecnologia sviluppata su un motore che non gli scarichi soffiati o lo l’estrattore double-deck.

  • Rosso dentro

    Tilke dovrebbe essere arrestato per “distruzione di bene pubblico” o qualcosa del genere

  • Che gara e che urlo il V12 Ferrari di Berger. Che bel ricordo!
    Ora andiamo al circuito, che era bellissimo, che fine ha fatto? Perché Tilke esiste? Perché gli danno da progettare circuiti di F1? Perché ha distrutto Hockenheim, uno dei miei preferiti?
    Bernie, ne hai di peccati…

  • Ragazzi ogni vostro articolo è un capolavoro!
    complimenti!

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