Sorpassi fuori pista: c’era già stato un chiarimento

24 luglio 2012 15:54 Scritto da: Valeria Mezzanotte

La penalità imposta a Vettel al termine del GP di Germania per il suo sorpasso fuori pista su Jenson Button è stata chiaramente uno degli argomenti più chiacchierati del weekend. A due giorni di distanza, AUTOSPORT rivela che prima della gara di Silverstone tutti i piloti erano stati avvisati su un chiarimento dell’articolo 20.2 del regolamento sportivo, ovvero quello che stabilisce che i piloti devono usare il tracciato in ogni momento, senza potersi avvantaggiare da un’eventuale escursione nelle vie di fuga.

L’episodio che aveva spinto Whiting a fare delle precisazioni su questa regola era avvenuto in occasione del GP del Bahrain, in cui Lewis Hamilton, a causa della decisa difesa da parte di Rosberg, era uscito fuori dal tracciato ma aveva comunque superato l’avversario. A differenza di quanto successo tra Vettel e Button domenica, i commissari avevano stabilito che il sorpasso di Hamilton era stato ultimato una volta che il pilota era rientrato in pista, e non mentre ne era ancora ai margini. Per questo, dopo quell’episodio il direttore di corsa ha deciso di specificare nel regolamento che, in ogni caso dubbio, è nel poter degli steward decidere se un pilota ha effettivamente ottenuto un vantaggio lasciando il tracciato oppure no. Per intenderci, non è più tutto bianco o nero, non è più sufficiente vedere in quale posizione il pilota rientra in corsa: i commissari possono riservarsi il diritto di giudicare se l’uscita di pista è stata un fattore determinante nella manovra, come hanno ritenuto nel caso di Vettel domenica.

Il chiarimento di Whiting, che era contenuto nella stessa nota che riguardava la difesa dai sorpassi, afferma: “Qualsiasi pilota che lascia il tracciato (il che avviene quando nessuna parte della sua macchina resta in contatto con la pista, come stabilito dall’attuale regolamento), può tornare in pista senza però ottenerne un vantaggio. Mentre l’articolo in questione afferma che un pilota non deve avvantaggiarsi in nessun modo uscendo dal tracciato, pensiamo che sia giusto che i commissari giudichino a loro discrezione nei casi in cui non sia completamente chiaro se il pilota ha ottenuto un vantaggio diretto o immediato”.

Non una modifica dell’articolo, quindi, ma un’integrazione per inglobare nel regolamento situazioni che di fatto si sono già presentate, come appunto quella in Bahrain.

Ogni GP è anche un’occasione per studiare ed applicare delle modifiche al regolamento (con esiti non sempre apprezzati da tutti). Ma anche la gara di Hockenheim ha offerto uno spunto su cui Whiting dovrebbe riflettere: i secondi addizionati a mo’ di drive through post-gara dovrebbero mimare quelli che il pilota avrebbe perso se la penalità gli fosse stata imposta durante la corsa. In una pista in cui si impiegano meno di 15 secondi a percorrere la pit-lane, una penalità post-gara di 20” è inopportuna ed eccessiva.

9 Commenti

  • Beh dal momento che uno fa il furbo e anche il team non interviene per tutelarlo io darei la penalità fissa che siano venti o che siano dieci piuttosto che trenta secondi non importa.una volta le vie di fuga in asfalto non esistevano,c’era la ghiaia o l’erba,bisogna tornare a questo x evitare questi episodi?!o ci si può arrivare con la propria testa?io mi sentirei una merda a fare un sorpasso irregolare e ho corso so cosa dico.non capisco che gusto ci sia fare il furbo.poi in questa occasione ancora di più,perché button accusava il degrado e l’avrebbe passato nel giro seguente.resto veramente basito alle volte…

  • anch’io penso che 20 secondi di penalità sia una punizione troppo dura,tutto sommato non c’è stata una situazione di pericolo,sarebbe bastato restituire la posizione a button,invece cosi vettel ha perso anche il quarto posto..forse la fia cè andata un po giù pesante,per rifarsi su horner e newey,non avendo potuto fare niente per le mappature..

  • Io non starei a sindacare sui secondi di penalità, se 18 anziché 20 o 22… Se la cosa comincia a diventare discrezionale a seconda del gp siamo a posto!!
    E’ una punizione ed i piloti sanno che c’è, quindi quando fanno una manovra così sanno a cosa vanno incontro, che facciano poi i loro calcoli…
    Nel caso specifico di Vettel si vede chiaramente che punta sin dal centro curva a passare all’esterno quindi punizione sacrosanta. La prossima volta avrà più pazienza, in fondo aveva ancora 3 giri per tentare il sorpasso

  • Non è sufficiente il solo tempo di attraversamento della pit lane a simulare un drive trough: si deve anche tener conto della decelerazione, eventuali curve in ingresso box (ad Hockenheim ce né una di raggio inferiore rispetto alla quella molto veloce della pista), e poi della successiva accelerazione in uscita fino alla corrispondente velocità di regime nel punto di immissione (ad Hockenheim l’uscita box confluisce in un altro tratto di pista piuttosto veloce).
    Mi sa che 20 secondi non si discostano poi molto dalla realtà, peraltro non verificatasi durante la gara e quindi mancante della controprova sul campo.

    • Valeria Mezzanotte

      Il tempo di un drive through è inferiore ai tempi delle soste, in cui il pilota oltre che restare fermo per qualche secondo deve anche girare verso il proprio box, il che ovviamente toglie un po’ di tempo rispetto all’andare semplicemente dritti. Ebbene, se guardi i tempi di tutte le soste effettuate domenica ne vedrai davvero poche al di sopra dei 20 secondi. Prendiamo anche come esempi la prima di Alonso e la seconda di Button, togliendo il tempo del pit-stop:
      – Alonso: 17.570 – 3.3 = 14.27
      – Button: 16.831 – 2.3 = 14.53
      Questi sono grossomodo i tempi che avrebbero impiegato ad entrare, passare davanti al proprio box senza fermarsi, e rientrare in pista. Sono tempi più bassi di 20 secondi, che mi fanno pensare che con un drive through durante la gara Vettel avrebbe probabilmente conservato la posizione su Kobayashi, e chissà forse anche quella su Raikkonen.
      Anche se la differenza fosse minore, comunque, è un dato di fatto che le pit-lane hanno una lunghezza differente in tracciati differenti. Mi sembra giusto fare i pignoli e considerare il tempo che fanno effettivamente perdere, più che affidarsi a una stima generale. Perché altrimenti irregolarità commesse al termine della gara hanno un peso diverso rispetto a quelle commesse in altre fasi.

    • Mi meraviglio di tutti questi pollici rossi, perchè la tua analisi è quella che si avvicina di più.

      Infatti, dai miei calcoli approssimativi, se Vettel fosse stato penalizzato avrebbe perso poco meno di 20 secondi:
      17.512 di pit line – 3 secondi (circa) di cambio gomme + 1,5 secondi (circa) persi per rallentare dall’inizio della corsia di decelerazione alla linea dello speed limit della pit-line + 2,5 secondi circa per la differenza di velocità tra una vettura in pista e l’inizio della corsia di acelerazione (da quando si disattiva il limitatore) fino alla prima curva (curva 2).

      17,5 – 3 + 1,5 + 2,5= 18,5 secondi

      Secondo me, se Vettel avesse subito ammesso dell’errore e si fosse scusato con Button, avrebbe avuto 15 secondi di penalizzazione. La sua arroganza lo ha portato ad ottenere “il massimo della pena”!

      • Quoto tutto, in fondo ha pagato la sua arroganza, poteva tranquillamente superare Button incrociando la traiettoria, le gomme dell’inglese non gli avrebbero consentito un grip tale da consentirgli di difendersi. Oppure aspettare il giro dopo o qualche altra curva, ha scelto la via più facile modificando il raggio di curva che gli consentiva un accelerazione migliore.

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