Maldonado sogna un titolo iridato con la Williams

19 agosto 2012 12:09 Scritto da: Ilaria Della Pepa

Pastor Maldonado? Wolff lo ha difeso di recente, ma in non perdono occasione per sottolineare che sia un cosiddetto pilota pagante, peraltro non sempre ineccepibile nei comportamenti in pista. 

Il venezuelano, però, la sua prima preziosa vittoria l’ha portata a casa, in questo campionato 2012 così incerto. E per il domani non si nasconde e dichiara di sentirsi pronto anche per la lotta al titolo mondiale: “Il prossimo anno? Mi piacerebbe rimanere ancora in Williams, e prima di andarmene sarebbe bello vincere il campionato con loro“.

Il primo amore o, come in questo caso, la prima squadra non si scorda mai: il venezuelano ha esordito infatti proprio nello storico Team inglese riuscendo a vincere il suo primo GP a Barcellona.

Sarebbe bellissimo per il giovane Maldonado ripetere la stessa ebbrezza della prima volta nel caso di una vittoria iridata: “La Williams è una scuderia storica, leggendaria, che ha dato tanto alla formula uno, e sarebbe bello diventare campione del mondo qui con loro“.

Ma ogni obiettivo si raggiunge un passettino alla volta e lo step più importante è ancora in forse: il venezuelano non ha ancora raggiunto un accordo per la stagione 2013, e nella conferenza stampa tenutasi a Maracaibo, precisa che: “…C‘è ancora un contratto per il futuro da firmare, e in F1 è tutto molto incerto, dato il grande numero di squadre sulla griglia di partenza“.  Un segnale a qualche altro team nel quale potrebbe correre il prossimo anno? Si vedrà presto, il valzer dei sedili deve ancora entrare nel vivo d’altronde.

Concludendo sulla sua condotta non proprio ortodossa degli ultimi tempi, Maldonado si è soffermato sui problemi avuti in pista con Hamilton: “Rispetto moltissimo Lewis, è un gran pilota e tra di noi ci sono ottimi rapporti“.

Ma se ancora qualcuno avesse dubbi sul fatto che Pastor fosse un “vero pilota”, ecco completato il suo “elogio” all’anglo-caraibico della McLaren: “Ci rispettiamo molto, ma in pista è un’altra cosa, e quando si corre ognuno è alla ricerca del risultato, si difende il proprio team ed è normale che accadano certi episodi“.

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