Piquet Jr: “Oggi Senna non avrebbe vinto nulla”

20 agosto 2012 17:55 Scritto da: Ilaria Della Pepa

Non bazzica più nel Circus dopo lo scandalo del Crash-Gate del 2008, e torna a farsi sentire nella pausa estiva di un campionato che a quanto pare un po’ gli manca. E’ Nelsinho Piquet, che con una dichiarazione su piloti del passato si mostra un po’ polemico e irriverente verso leggende che lo hanno preceduto (e non soltanto anagraficamente parlando).

Una sorta di sfogo che ha come bersagli Emerson Fittipaldi e Ayrton Senna: del primo, il figlio del tre volte campione del mondo Nelson, discute le scelte fatte dopo il ritiro; del secondo mette in discussione addirittura il talento.

Dopo aver lasciato le corse, mio padre poteva rimanere nell’orbita della Formula 1, dei pettegolezzi, della celebrità come Emerson Fittipaldi, ma ha scelto di crearsi un business, investire – dice Nelsinho – magari rischiando di più ma guadagnandone in denaro“.

Un confronto spesso aspro quello tra i due brasiliani: “Di certo” continua l’ex pilota Renault “mio padre era meno amato di Emerson. Non è bello e nemmeno troppo politicamente corretto, cosa che lo ha portato anche a rispondere alle provocazioni di chi lo circondava“.

Ma secondo Piquet jr tutto questo è avvenuto per proteggere la sua famiglia dalla ribalta della celebrità di quel mondo così poco riservato: “Ha sempre e solo parlato di automobili e corse con i giornalisti, mai una parola sulla nostra vita privata, a differenza di altri“.

Se queste parole risultano un po’ dure, suonano anche più pesanti quelle spese a proposito del terzo brasiliano, il più amato probabilmente dal popolo carioca: Ayrton Senna ha senza dubbio attratto su di sè tutto l’affetto dei brasiliani (e non solo), vivendo nella leggenda anche dopo la tragedia di Imola ’94.

Una leggenda, appunto, che (quasi) nessuno si permetterebbe di discutere: “Se Senna avesse corso una decina di anni fa, nona avrebbe raggiunto nessun risultato. Uno come lui non avrebbe vinto un mondiale nella F1 moderna. Era velocissimo, ha commesso pochi errori, ma dal punto di vista tecnico e meccanico non aveva grandissimo talento“.

Una freccia avvelenata scagliata contro un mito: Nelsinho Piquet ha deciso di farsi definitivamente odiare dal suo popolo e dall’intero mondo di appassionati di Formula 1?

42 Commenti

  • Senna era si talento puro, ma le sensazioni raccolte in pista erano tradotte in indicazioni tecniche per gli ingegneri… Senna scendeva dalla macchina e scriveva pagine di appunti su come migliorare la vettura…
    Questo Piquet purtroppo è “jr” in tutto, anche come cervello! :-(

  • Giusto per rispondere all’immane idozia detta da questo “nano”:
    “L’esperienza di Senna alla 1000 km del Nurburgring 1984
    Senna pilota di durata? Una volta sola, alla 1000 Km del Nurburgring 1984, al volante di una Porsche 956, come compagno di Johansonn e Pescarolo, che ricorda: “E’ arrivato, mi ha dato quattro secondi a giro e se è andato dicendo che la vettura era pesante, non camminava e non era per niente interessante”. Ecco com’è andata. Domenica 15 luglio al Nurburgring si disputa la 1000 KM, gara valida per il campionato mondiale Prototipi. Ayrton vuole imparare bene la nuova pista tedesca che a ottobre ospiterà il GP d’Europa, ma la Toleman non ha in previsione dei test e così chiede a Domingo Pietade, divenuto poi direttore AMG, di aiutarlo a trovare una vettura competitiva per la corsa. Domingo chiama Reinhold Joest e gli offre la disponibilità di Senna. “Un altro brasiliano – dice Joest- quanto paga?” “Non paga e non ne vuole – risponde Domingo- ma se ti segnalo un pilota, sai che ti puoi fidare.” La Porsche che guiderà Ayrton, con Henry Pescarolo e Stefan Johansson, ha il numero di gara 7 ed è decorata con i colori giallo-nero-bianco e la scritta dei jeans francesi New Man. Il giorno della gara piove e subito Senna gira al ritmo dei più veloci, tenendo il passo di Ickx, Bellof e Boutsen che, con una vettura impegnativa e difficile come la Porsche 956 del gruppo C, corrono tutto l’anno. Ad un certo punto, con la pioggia battente, detiene addirittura il giro più veloce, poi però la vettura è attardata da problemi elettrici e da una foratura e termina ottava, a 10 giri dalla Porsche vincitrice di Bellof e Bell. Ayrton non aspetta nemmeno la fine e dopo il suo ultimo turno di guida, riparte per l’Inghilterra. La sera, Domingo sta per andare a dormire quando Ayrton lo chiama per raccontargli le sue sensazioni di gara e cosa pensa della Porsche 956. Il brasiliano inizia una descrizione che più analitica non potrebbe essere. Domingo è stanco e vuole andare a letto, ma i due restano al telefono oltre un’ora. Il giorno dopo, di prima mattina, il fax di Reinhold Joest ‘sputa’ il rapporto tecnico che Senna ha scritto durante la notte. Joest è sbalordito: contiene un’analisi completa e dettagliata sul comportamento della vettura, i suoi difetti e i correttivi da apportare. Chiama subito Pietade e gli dice: “Quel Senna: facciamogli subito un contratto per correre sia nel campionato Prototipi che in America nell’Imsa!” Domingo risponde: “Forse non hai capito; Senna su un prototipo lo hai visto una volta e non ce lo rivedrai mai più”. In seguito Joest mostrò a Bob Wolleck il report di Senna. “Era incredibile – commentò l’alsaziano- in pochi giri aveva Ayrton aveva capito tutto di una vettura complicata come la 956. Piloti che percorrevano 10.000 km all’anno confondevano ancora la causa con l’effetto, mentre le sue indicazioni erano precise, anche nei consigli tecnici che dava per risolvere i problemi”.

  • Basterebbe un solo aggettivo per commentare queste dichiarazioni però mi viene da pensare e da rispondere che forse Senna non avrebbe raggiunto gli stessi risultati correndo.Applicando lo stesso criterio per suo padre,sicuramente avrebbe potuto al massimo seguire le gare dalla tribuna.Vorrei anche ricordare a Nelsinho che suo padre ha vinto il titolo 1981 grazie ai”regali” del team Williams,nel 1983 ha vinto con la benzina non regolamentare(con la complicità di un certo ENZO FERRARI) e nel 1987 aveva un missile.Ben altra cosa i titoli vinti da Senna

  • Io credo che Ayrton Senna sia stato l’ultimo vero fenomeno della Formula 1. Se non fosse morto così prematuramente anche il grandissimo Michael Schumacher probabilmente non avrebbe vinto così tanto.
    E’ vero che la Formula 1 moderna è fatta per i piloti-ingegneri (Prost, Schumacher, Alonso) però Senna è stato talmente forte che avrebbe imparato anche a fare l’ingegnere!

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