“Una F1 meno casuale!”: dal vangelo secondo Ross Brawn

22 agosto 2012 16:16 Scritto da: Diego Mandolfo

La Formula 1 non vuole la “casualità”. E’ questo il verdetto di Ross Brawn, commentando la prima metà di questo Campionato 2012 e prefigurando cosa sia auspicabile per la seconda.

In un’intervista rilasciata all’inglese Autosport, il Team Principal della Mercedes AMG ha ribadito che la F1 ha bisogno di avere dei punti di riferimento fermi, cui gli spettatori possano guardare fino alla fine del campionato, anzichè avere fattori che falserebbero i valori in campo così da avere, per esempio, sette vincitori diversi nei primi sette gran premi, com’è stato all’inizio di questo 2012.

Per Brawn, se il Circus vuole mantenere l’attenzione del pubblico alta fino all’ultimo GP, bisognerà che nei risultati e nelle performance dei piloti ci sia meno casualità da qui all’epilogo di questa stagione. “Penso che quest’anno ci sono stati alcuni elementi casuali rivelatisi emozionanti, ma credo che quest’eccitazione svanirà se tutto continuerà ad essere così casuale. In Formula 1 noi abbiamo il dovere di fare in modo che la casualità non sia troppo forte. C’è, per esempio, un divertente analogia con la pesca cui ho pensato l’altro giorno. Nella pesca, la cosa grandiosa è che un assoluto principiante può arrivare e prendere un pesce enorme, perchè interviene la casualità. E’ una cosa molto divertente per i partecipanti, ma che non fa della pesca uno sport molto interessante per gli spettatori. Questa casualità è qualcosa che noi non possiamo avere nel motosport“.

Molti, in questi mesi, hanno additato gli pneumatici Pirelli come i principali responsabili della casualità nei risultati di questa F1 2012. Le gomme italiane, in realtà, hanno dato al Circus quello che il Circus aveva richiesto, aumentando esponenzialmente lo spettacolo. Lo stesso Brawn è ora abbastanza ottimistico: crede infatti che adesso i team possano far tesoro di quanto capito finora del comportamento delle Pirelli. Il Team Principal di Stoccarda chiude poi con una sua visione della Formula 1 che, condivisibile o no, appare inevitabilmente figlia di quella gloriosa F1 degli anni di Schumacher e Hakkinen, quando la vittoria in questo sport era un affare tra Ferrari e McLaren; quando le due scuderie erano un modello (irraggiungibile) per tutti e quando proprio lui era uno dei protagonisti di questa eterna sfida:

Penso che ci debba sempre essere un modello cui guardare. Un team o due che devono fare da punto di riferimento e tutti gli altri che provano a batterli o che aspirino a batterli. C’è bisogno di questo ordine affinchè la gente si goda la stagione, altrimenti c’è la casualità. Noi vogliamo vedere ragazzi che gareggiano fra di loro, vogliamo che chi è in testa al Mondiale (primo o secondo) sia anche in testa alle gare a darsi battaglia, non magari uno nel mezzo del gruppo e un altro completamente fuori dai giochi perchè in quel week end non hanno capito gli pneumatici“.

Una visione, se vogliamo, molto poco romantica e poetica della F1 di oggi. Una visione molto pragmatica e cinica ma anche realistica: che i più forti stiano sempre davanti e gli altri li guardino da dietro, li seguano, li ammirino e aspirino a essere veloci come loro (non potendolo mai fare). E’ un ordine delle cose dove i valori sono chiari e netti fin dall’inizio, dove non c’è spazio per l’imprevisto, la bella favola dell’underdog che vince e strapazza i mostri sacri. Un mondo dove non ci possono e non ci devono essere sorprese, dove l’ordine delle cose è quello e quello soltanto. Dove a vincere erano o Ferrari o McLaren: basta! Anche perchè, a onor del vero, erano le scuderie più forti. Tuttavia in uno sport come questo un Andy Murray avrebbe dovuto perdere contro Federer nella finale per l’oro del Tennis Maschile a London 2012, un’Italia non sarebbe dovuta arrivare ad essere Vice Campione d’Europa a Polonia-Ukraina 2012, una Ducati non avrebbe dovuto spezzare (anche se solo per un anno) il dominio Honda-Yamaha nella MotoGP del 2007 e via così. Sono filosofie diverse ma in fondo “per lo troppo variar Natura è bella”.

In conclusione, Ross Brawn vorrebbe una Formula 1 dove solo i più forti vincono, dove non ci sia spazio per gli outsider, magari più furbi e bravi degli altri a sfruttare il Regolamento o le gomme. Insomma una F1 che non dia la possibilità anche a una piccola scuderia di vincere addirittura il Campionato del Mondo… una piccola scuderia come, per esempio, la Brawn GP!

15 Commenti

  • Secondo me non c’è niente di casuale, le gomme sono una parte della macchina come l’areodinamica, il motore, le sospensioni… poi non è che le bridgestone uscivano con il manuale di istruzioni allegato…. Secondo me quest’anno le prestazioni sono molto livellate perchè a furia di restrizioni sta diventando una specie di monomarca, gli unici interventi che si possono fare sono piccoli dettagli areodinamici. Se ci fosse una macchina 1 secondo più veloce delle altre vincerebbe sempre quella e non saremmo qhi a parlare di casualità dovutra alle gomme

  • una cosa e’ certa, anche con queste regole la mercedes non riesce a competere con i piu’ forti, il problema quindi non e’ esterno ma interno e credo che ross brawn lo sappia essendone lui il primo responsabile

  • In pratica Brawn, come me, sogna una F1 che sia uguale alla F1 del passato e non un Wrestling come oggi.

    Ciao,Stefano.

    • P.S. Sig. Mondolfo è in una F1 che premia l’ingegno e non gli investimenti nei simulatori che i piccoli hanno fatto grandi cose, perché il valore di un risultato è dato dagli avversari, vincere per pura fortuna non vale niente.

  • davide cristina

    Non saprei forse prima l’ordine d’importanza unito ad un giusto “equilibrio” che facesse di una macchina una macchina vincente erano:
    1° Motore
    2° Aerodinamica
    3° Gomme
    Oggi questo ordine si è completamente ribaltato, questo ha portato ad un livellamento verso il “basso”.
    Il congelamento del loro sviluppo ha MORTIFICATO i motori , sostituito da un Kers che dà un “potenziamento” in CV e tempo uguale per tutti.Forse ristabilire l’ordine precedente toglierebbe quella “casualità” citata da Brawn che comunque ha creato spettacolo anche se un po’ fittizio.

  • La realtà è semplicemente che la mercedes è in crisi tecnica, e per questo non va bene nulla. Poi al di la di questo queste gomme mi hanno stancato, io voglio una f1 dove un pilota da il massimo, senza pensare che le gomme potrebbero abbandonarlo da un momento all’ altro. Avete notato che gli errori sono molto meno frequenti negli ultimi tempi? Secondo me è perchè non danno mai il massimo in gara…

  • Macché risultati random. I piú bravi sono in fronte…magari conta di piú l’intelligenza del pilota e l’acribia del team, e non piú _solamente_ l’aerodinamica.

  • Secondo me la questione non è solo quella delle gomme, ma ben piu’ complessa.

    Mi piacerebbe fare una domanda a Ross
    E’ piu’ forte un team che progetta il doppio diffusore sfruttando le zone grige del regolamento che aveva contribuito a scrivere ?

    La F1 non è piu’ uno sport che premio il piu’ forte da anni, le gomme sono solo uno dei tanti punti che falsano questo sport.

    • Le gomme sono da sempre un’elemento determinante nelle competizioni a 2 e 4 ruote, l’assenza di test ha creato molta confusione sul loro sfruttamento, io direi che proprio l’assenza di test e alcuni divieti assurdi come il parco chiuso del sabato o il mese di chiusura ad agosto per non parlare dello sviluppo congelato dei motori sono questi elementi a falsare la competizione in f1, senza di essi la ferrari avrebbe vita molto piu’ facile, ma evidentemente ecclestone e la fia non vogliono che si ripeta la monotonia dell’era schumacher

    • Ah stavo per scrivere più o meno lo stesso. In pratica il signor RB vorrebbe una F1 in cui lui dopo aver collaborato a scrivere il regolamento tecnico inserendoci a bella posta un buco da sfruttare fa una macchina che vince 3/4 delle gare senza doversi preoccupare troppo a trovare setup bilanciamenti etc.

      Della serie “ti piace vincere facile eh…..”

  • Premesso che sono un grande sostenitore di Brown e Schumi e che ho nostalgia del periodo in cui erano in Ferrari (sono Ferrarista ovviamente), queste dichiarazioni mi ricordano un po’ la favoletta della volpe che non arrivando all’uva dice che è ancora acerba. Parliamoci chiaro: Schumi e Rosberg non vanno forte come Alonso, Hamilton, Vettel e Raikkonen, perché lui e tutto il team Mercedes non hanno capito niente sulle gomme. Mi stava bene la dichiarazione di Schumi, dove sostanzialmente ha chiesto maggior differenza tra i due tipi di mescole messe a disposizione da Pirelli in un GP, affinché col treno di gomme più performante il pilota potesse dare il massimo e non guidare coi guanti di velluto. Però è anche vero che, se l’AMG Mercedes ha sbagliato a “fare i compiti” quest’inverno, la Lotus di Kimi Raikkonen & C. è promossa a pieni voti. Si gioca ad armi pari sulle gomme, altro discorso è sugli scarichi dove, pure lì, la Mercedes ha toppato.

  • Non condivido il tono dell’articolo..Ross ha ragione.
    In F1 le gerarchie devono esserci e se qualche team vuole “inserirsi” lo deve fare per meriti propri e non per botte di random come quest’anno!
    A nessuno piace vedere un GP dal risultato determinato da una lotteria: chi ama il brivido si segue in diretta le estrazioni del lotto, e non un GP di F1!

  • Condivido in parte le parole di Ross Brown…
    Così le gomme hanno troppa importanza… Per i team è più importante studiare le gomme piuttosto che lo sviluppo della monoposto… e i piloti guardano più l’usura delle gomme che fare il giro veloce…
    Sono entusiasta di vedere gare così combattute, ma se tutto è dovuto all’imprevedibilità delle gomme mi si storce non poco il naso…

    • Forse era vero all’inizio. Mi pare che nelle ultime gare una scala di valori si sia cominciata a delineare anche se con alcuni valori che fluttuano a seconda del tipo di circuito. Secondo me i successi Ferrari derivano proprio da aver capito meglio di altri come gestire le gomme. La batosta del Canada a qualcosa è servita.

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