Sicurezza F1: torna l’idea dei cockpit chiusi!

3 settembre 2012 18:30 Scritto da: Giacomo Rauli

Il terribile crash avvenuto alla curva Source di Spa-Francorchamps, appena dopo il via, ha fatto tremare tutti, e non c’è ferrarista, mclarenista o lattinaro che tenga.

Poco dopo lo spaventoso incipit della gara belga, è tornato di prepotenza l’argomento sicurezza, proprio per cercare soluzioni che possano garantire l’incolumità dei piloti in caso di incidenti analoghi a quello in questione.

Individuata la zona del corpo dei piloti maggiormente esposta a potenziali rischi, ovvero la testa, in molti – all’interno del Circus – hanno cercato eventuali soluzioni da applicare alle monoposto per evitare rischi che, come abbiamo potuto ricordare ieri, sono sempre all’ordine del giorno per quanto riguarda le competizioni in monoposto.

L’idea ripresa ieri pomeriggio ha la sua origine al GP di Abu Dhabi, epilogo del Mondiale 2010, quando la vettura dell’italiano Liuzzi – priva di controllo – montò letteralmente sulla monoposto del pluricampione tedesco Michael Schumacher, non sfiorando il casco di quest’ultimo solo per pochissimi centimetri. Possiamo ricordare inoltre la molla persa dal retrotreno della Brown GP guidata da Barrichello e finita quasi letalmente sul casco del povero Massa o l’incidente mortale del figlio di John Surtees, Henry, quando prese in piena testa una ruota vagante, in una gara di Formula 2.

Allora si parlò di una copertura del cockpit in cui alloggia il pilota con un materiale trasparente ed infrangibile, in grado dunque di sopportare eventuali urti con  materiali pesanti e contundenti ma capace di garantire piena visibilità al pilota. Una soluzione ripresa dai prototipi che corrono nella Le Mans Series (Audi e-tron Quattro e Toyota, senza dimenticare Peugeot, ritiratasi alla fine dello scorso anno dalle competizioni prototipi) che però non ha mai convinto in pieno gli addetti ai lavori, anche a causa del pericolo di snaturare la F1, la quale ha sempre fatto a meno di protezioni simili (anche se a volte avrebbero salvato la vita a più di un pilota, citiamo il caso Senna, ad esempio).

Paddy Lowe, direttore tecnico McLaren, dice la sua a tal proposito: “ Penso proprio che dal 2014 vedremo nuovi cockpit, più sicuri di certo. Stiamo progettando una cosa simile (la copertura dell’abitacolo) da un anno. Credo sia un’ottima soluzione per eliminare il pericolo di danni alla testa dei piloti. Ieri, ad esempio, avrebbe potuto essere necessario un dispositivo del genere. Fortunantamente Alonso non s’è fatto nulla, a parte il comprensibile spavento“.

Tutto è bene quel che finisce bene, ma questo tutto avrebbe potuto sfociare in tragedia. Certamente bisognerà fare qualcosa per la sicurezza dei piloti, anche se, probabilmente, ci sarà un dibattito a riguardo tra chi sosterrà questi cambiamenti ed i puristi della F1, convinti che il motorsport debba rimanere uno sport in cui il rischio fa parte del mestiere. Nel 2014 sapremo se le intenzioni odierne saranno diventate realtà o saranno rimaste solo intenzioni. Buone o meno che siano.

 

30 Commenti

  • Non è questione di fighette, la sicurezza deve evolversi. Tanti anni fa si facevano davvero male, ora il livello di sicurezza è altissimo ma può ancora migliorare.

  • io credo che si stà facendo un po’ di confusione sul concetto di rischio…per come la vedo io ci sono 2 tipi di rischio:
    1. Quello che si prende un pilota consapevolmente(superando,andando oltre il limite ecc ecc)
    2. Un rischio del tutto random come una molla che rimbalza in mezzo alla pista o una monoposto che ti passa sul musetto ..
    Il cupolino o chi per lui non va certo a intaccare il primo tipo di rischio che è quello gestito dal pilota. Poi tutti a dire che i piloti di oggi sono delle mammolette, ma per piacere! Quanti di noi riescono ,tanto per fare un esempio,a guidare pensare smanettare con un computer o anche solo respirare con un’accelerazione laterale media di 3g per un’ora e mezza di gara? A gestire una partenza dove ai meno esperti il battito cardiaco sale anche oltre i 200 battiti? L’elenco è lungo..prima di sputtanare questi piloti mi fermerei un’ attimo a riflettere..

    P.S. a chi li considera delle fighette, ma che cavolo guardi la f1 a fare? un po’ di rispetto!

    • Ti quoto e ti appoggio.
      Non a caso ho Ide come avatar!
      Sul puro “discorso sicurezza”, non so…
      Secondo me non è il momento di parlarne.
      Si rischia di forzare ragionamenti dettati più dall’emozione del momento che da ragionamenti seri.
      E’ vero che se ne parla di più perché è toccato alla Ferrari (senza polemiche, è normale). Prova ne è il fatto che quando Perez venne centrato da un pezzo di zavorra di un’altra macchina nessuno aprì discussioni sulla sicurezza (sepang 2011).
      Ricordiamocene a fine campionato e parliamone a bocce ferme nella (noiosissima) pausa invernale. Tanto ormai il cupolino sulle vetture 2013 non ce lo mettono lo stesso. Ciao

  • Al di là della giusta emotività che spinge tutti, oggi, a chiedere di rafforzare la sicurezza delle auto, pongo due domande sul tanto citato cupolino:
    – cosa succede in caso di ribaltamento o nella necessità di uscire velocemente dalla macchina?
    – a che temperature arriverebbe l’abitacolo di una F1 una volta chiuso il cupolino? Sarebbero temperature sostenibili per i piloti o rischiamo di vederci svenire i piloti mentre vanno a trecento all’ora?

    • Effettivamente sulle temperature interne non ci avevo pensato..non so se basta qualche bocchetta in entrata…si inventeranno l’aria condizionata cosi’ i piloti avranno qualcosa di nuovo da dire:” da meta’ gara sono rimasto senza climatizzatore ed e’ diventato tutto piu’ difficile”….

    • credo siano i problemi di cui parla Domenicali che non è contrario ma pensa che non bisogna fare le cose di fretta..

    • problemi marginali in quanto siamo nel 2013 tra qualche mese e vuoi che non ci sia un sistema per l’espulsione del pilota dall abitacolo?! ma figurarsi..per l aerazione del pilota
      stesso discorso

      • infatti, ma essendo cmq una possibile arma a doppio taglio devono fare bene tutte le valutazioni del caso

  • E’ innegabile che ogni misura per la sicurezza tenda a snaturare il fascino della Formula 1. Le ruote carenate, come a Indy, sarebbero un’altra misura di questo genere (le macchine sarebbero molto più brutte). Eppure io credo che sia l’ora di prendere dei provvedimenti seri, perchè l’incidente “da decollo” rischia di essere veramente l’unico serio pericolo “evitabile” nella formula 1.
    Altra cosa è lo studio di un cockpit coperto. Su quello sono più scettico, perchè il rischio di vederci il pilota intrappolato dentro mi pare difficile da evitare.
    Comunque io spero che qualcosa venga fuori prima del 2014. Non vorrei che un giorno dovessimo riconsiderare i recenti incidenti come degli avvertimenti…

  • una volta il motore delle f1 era davanti e la trazione era anteriore … poi qualcuno ha pensato di metterlo dietro con la trazione posteriore (e ci fu qualcuno che pensò che era come mettere il carro davanti ai buoi) … eppure questa soluzione divenne la normalità per le vetture da competizione … una volta le vetture di f1 erano dei sigari privi di ali: poi qualcuno iniziò a provarle in varie versioni. Furono molti a protestare in quanto “così si snaturava lo sport” eppure le vetture di f1 presero questa strada per aumentare le prestazioni.
    Una volta le vetture di formula 1 erano costruire con un traliccio di tubi rivestito da pannelli in alluminio e altri materiali leggeri. Poi qualcuno guardò gli aerei e portò la fibra di carbonio in f1: molti protestarono per l’aumento dei costi e per le possibili diseguaglianze fra le squadre con i soldi e le conoscenze e quelle che invece non le avevano. Eppure la fibra di carbonio ha rivoluzionato il modo di concepire le vetture e ha anche salvato la vita a decine di piloti.
    Una volta l’abitacolo delle f1 non aveva protezioni laterali al casco: poi ci scapparono i morti e altri gravi incidenti per cui si decise di alzare queste protezioni. Molti protestarono perchè così, si diceva, la visibilità laterale e la possibilità di ruotare la testa era limitata. Eppure le protezioni laterali sono rimaste.

    La f1 non è mai stata ferma in termini di evoluzione: questo è il più lungo periodo in cui la vera evoluzione è stata stroncata per vari motivi più o meno condivisibili. Le monoposto sono sempre state aperte? Si è vero ma non è scritto da nessuna parte che lo dovranno essere per sempre. Non siamo più negli anni 50\60\70 quando se un pilota moriva era una tragedia ma sotto sotto tutti lo consideravano un rischio legato al mestiere. Ora nel 2012 non è accettabile che in uno sport, che rimarrà sempre e comunque pericoloso per le mille variabili in gioco, non si faccia il possibile per limitare al massimo le possibilità di pericolo per i piloti e chi lavora sulle piste. Ovviamente il concetto del cupolino aeronautico è un qualcosa da studiare per bene (soprattutto in caso di cappottamento della vettura, oppure di incendio). Sarà necessario utilizzare degli accorgimenti per poter farlo saltare via dall’esterno nel caso non si riuscisse ad aprirlo; sarà da studiare come drenare l’acqua dal cupolino.
    Tuttavia ogni accorgimento atto ad aiutare e proteggere il pilota non può essere scartato per una sorta di integralismo storico\formulistico … Mia opinione personale…

    • il più bel post mai letto!

    • In generale hai ragione, anche se (a mio parere) fai un po’ di confusione tra quelle che sono state delle innovazioni prodotte da singole scuderie per avvantaggiarsi sulla concorrenza (poi copiate da tutti) e quelle che sono modifiche regolamentari (le protezioni laterali) che vengono imposte a tutti dall’evoluzione regolamento. Sono tipi di evoluzione diversi.
      E’ giusto però pensare alla Formula 1 come “sport del progresso”. Bisogna però anche capire e preservare le peculiarità che la distinguono da altre categorie del motorsport. Fin dove sia possibile, chiaro!
      Se penso alle modifiche che vengono proposte per le F1 e all’evoluzione aerodinamica delle Le Mans vedo delle macchine che si assomigliano sempre più. Sarò ignorante magari, non lo escludo. Arriverà qualche fischio.
      Spero passi però il concetto fondamentale di tutto questo discorso: va bene l’evoluzione, va bene la sicurezza (ci mancherebbe!) ma c’è un modo di realizzarla che rispetti le peculiarità della F1 o è necessario avvicinarsi a soluzioni mutuate da categorie che sono altro dalla F1?
      Saluti a tutti.

  • OK la sicurezza ma SI PERDEREBBE L’ESSENZA DELLA F1.
    Forse sarebbe meglio prendere spunto dalle DALLARA di F.INDY.

  • devo ammetterlo: tutto questo processo di messa in sicurezza della F1 ha un po’ ucciso lo spirito di questo sport.

    non che la morte di senna o degli altri, o i vari gravi incidenti occorsi mi facciano piacere: è solo che ormai la F1 sta diventando sempre meno uno sport per professionisti e sempre più uno sport per videogamers.

    un tempo c’era un rispetto terribile verso la macchina, verso gli avversari e verso la pista, si saliva in macchina sapendo che forse non si sarebbe scesi, eppure in modo quasi eroico si dava il 110% in pista pur di fare quel sorpasso spettacolare o di guadagnare quel podio.

    oggi invece la F1 sta diventando un po’ una barzelletta: niente più evoluzioni tecnologiche perchè contro l’inquinamento o per favorire i team minori (tutto da vedere), velocità castrate perchè pericolose, piste disegnate col compasso sul cad a casa (rispetto alle straordinarie curve naturali di una SPA, monaco o monza, o anche mugello, già che ci siamo).

    sono favorevole alla messa in sicurezza delle auto: purtroppo questo porta inevitabilmente ad un rammollimento delle nuove generazioni di piloti, che uno dopo l’altro sono sempre più scarsi e sempre più fifoni… fino ad arrivare a lamentarsi in radio che “tutti stanno usando il DRS! uffa!”

    • aggiungo: un grosjean o un maldonado, negli anni 70, quanto avrebbero avuto il coraggio di fare gli stronzi come fanno oggi, sapendo che quando tocchi il muro le gambe si spappolano?

    • concordo in pieno!! oggi i piloti non sono piu i cavalieri del pericolo di un tempo!!
      adesso x 4 gocce di pioggia si parte dietro la safety car, o se comincia a piovere troppo forte in qualifica si sospendono le prove fino a ke nn migliora la pista.
      x nn parlare delle vie di fuga chilometriche (spesso a danno del pubblico che si trova a costretto a vedere le auto a mezzo km di distanza) o dei circuiti senza senso costruiti da tilke!

      la F1 è uno sport pericoloso e questo è un fatto che va accettato!! allora xke si corre ancora a sui cittadini come melbourne, montecarlo, montreal, valencia o singapore? se volessimo fare i paladini della sicurezza allora anke queste piste andrebbero tolte!

      oppure si potrebbe obiettare di correre a monza dove si viaggia x quasi tutta la pista con velocità superiori ai 300!!

  • secondo me si potrebbe mettere una specie di roll bar con uno spuntone centrale sopra il casco e 2 sui lati del casco! in questo modo se una gomma salta addosso a un pilota nn gli tocca il casco verrebbe deviata dal rollbar

    • e se ricapita un incidente come quello di massa?! (bastava qualche cm e avrebbe oltrepassato la visiera quella molla senza alcun problema e trapassato la testa di felipe da parte a parte) no ci vorrebbe una protezione totale non parziale.

  • Come ho già scritto in altro post sono pienamente d’accordo, non sarà bello esteticamente o per chi deve fotografare, ma sarebbe un passo enorme per la sicurezza.

  • intanto prenderei spunto dalle dallara di findy per evitare che due monoposto si aggancino, sarebbe un bel passo in avanti!

  • non vedo perché non farlo… se serve a migliorare la sicurezza… che problemi può portare questa soluzione?

  • contrario nella maniera piu assoluta!

      • xke nn sarebbe piu la F1!!!

      • meglio un cupolino che drs e cazzzate varie, quelle snaturano il senso della competizione e dello sport, non certo un dispositivo di sicurezza per i piloti..

    • Non so che lavoro fai tu, ma sono convinto che qualunque esso sia, pretendi sicurezza mentre lo svolgi ….in tutti i settori, la sicurezza è entrata di prepotenza, in alcuni addirittura ostacolando il lavoro stesso, fino a renderlo poco egevole…..se poi pensi che solo perchè i piloti di f1 sono superpagati, possono morire davanti agli occhi di noi tutti, dei loro cari compresi, solo per farci divertire allora come non detto…..

Lascia il tuo commento

Devi aver fatto il Log In per poter inserire un commento

Se non fai parte della community, registrati qui!