Minardi: “Se non avessi venduto, Rigon e Filippi già in F1″

12 settembre 2012 15:05 Scritto da: Giacomo Rauli

Proprio durante lo svolgimento del “Rookie test” sul circuito francese di Magny Cours, dove per la Ferrari si alterneranno al volante Jules Bianchi e Davide Rigon, Giancarlo Minardi – ex titolare dell’omonima scuderia di F1 – parla del momento difficile attraversato dai piloti italiani, del tutto assenti dal Circus così come non capitava da tantissimi anni.

Minardi s’è soffermato su due talenti della bistrattata fucina di casa nostra, ovvero Luca Filippi (fresco vincitore della prima manche del sabato a Monza con la scuderia guidata da Enzo Coloni in GP2) e il collaudatore Ferrari, il vicentino Davide Rigon, classe 1986.

Se mancano i piloti italiani in F1 non è certo dovuto alla mancanza di talenti adatti a corrervi – ha detto Minardi – ma solo perchè mancano scuderie italiane che non valorizzano i nostri ragazzi“.

L’ex proprietario del team faentino prosegue: “Non c’è più la Minardi, che svolgeva il compito di scouting e, ancora più importante, metteva in pista i ragazzi italiani dando loro una possibilità preziosissima. Ora c’è Toro Rosso, ma svolge un compito ben differente da noi. Ciò è dovuto soprattutto al legame con Red Bull la quale infatti impone i propri piloti al team italiano, senza dar loro alcuna possibilità di dar spazio ai nostri giovani maggiormente meritevoli di entrare nel Circus iridato. Vi dirò di più: se  nel 2005 non avessi dovuto vendere la scuderia, Rigon e Filippi sarebbero sicuramente in F1 da un pezzo“.

Parole al miele per i nostri due talenti ancora parzialmente inespressi quanto macigni per chi dovrebbe favorire la loro crescita, riportando ad un numero consono gli italiani che prendono il via ai GP.

Dal canto suo, Davide Rigon, è intervenuto per ringraziare in prima persona i vertici del Cavallino Rampante: “Ferrari mi è stata vicina nel momento del bisogno (dopo l’incidente dello scorso anno ad Istanbul, nel quale si ruppe tibia e perone dopo un contatto con Leal). Da Montezemolo a Domenicali, mi sono stati davvero vicini con chiamate d’incoraggiamento, fax e monitoraggio costante della mia situazione clinica e morale dopo il crash. Mi sento parte del progetto Ferrari“.

Come già detto, Rigon oggi è salito per la prima volta sulla F2012 nei test francesi di Magny Cours, svolgendo l’importante compito di comparazione del materiale per Singapore e degli aggiornamenti progettati appositamente per la prossima gara. Questo test rappresenta certamente una buona opportunità di mettersi in mostra in ottica 2013, anche perchè, Davide, ha 26 anni. L’età giusta per entrare nel Circus da protagonista.

6 Commenti

  • ma poi se non hai i dollari non ti vuole nessuno neanche se nelle serie minori hai dimostrato d essere un fenomeno,l’italiano in questo senso e’ un poveraccio,di certo non puo’ permettersi un avventura in formula uno senza sponsor pesanti.filippi ne e’ la dimostrazione,clamoroso che addirittura sulla sua tuta ci fosse solo una toppa di sponsor……..pirelli tra l’altro!!!

  • …e se la Ferrari facesse un percorso simile alla Red Bull, ovvero crearsi (o comprare) una squadra “satellite” dove far crescere giovani talenti italici? Sicuramente Caterham, Marussia o HRT farebbero i salti mortali per avere qualche aiuto da parte del Cavallino, il sogno sarebbe magari di riportare anche Jean-Carl (Minardi) in F1, magari nel ruolo ricoperto da Domenicali in Ferrari… :)))

    • Credo che il problema non sia quello, il problema [ come ragiona, la Ferrari.
      Un top driver non va bene perch non andrebbe d’accordo con Alonso. Un giovane non va bene perchè serve esperienza.
      Restano quelli scarsi o pochi altri o sbaglio?

    • davide cristina

      sono d’accordo con te , la Ferrari potrebbe benissimo creare una “sua” Toro Rosso , visto che poi lo stesso Montezemolo spinge per la terza macchina , così ne avrebbe anche una quarta, chiamarla magari Maserati (visto che sono dello stesso gruppo), coltivare piloti giovani italiani e non , certo non ci dovrebbero essere ordini di scuderia……

    • se la Ferrari dovesse creare o acquistare un team satellite avrebbe bisogno di soldi e del placet di Torino … ok potrebbe esserci un ritorno d’immagine ad avere uno junior team Maserati o Alfa Romeo, ma ora come ora squadre realmente dotate e libere ve ne sono poche … escludiamo le tre di quasi GP2 (Catheram, Marussia e HRT) rimangono vive Force India (ormai legata a McLaren e Mercedes) Williams (ma non è nel DNA della squadra inglese diventare una succursale) e Sauber (l’unica che realmente potrebbe diventare una squadra satellite per la Ferrari) … tuttavia ci vogliono soldi e, se la Ferrari riesce comunque ad attirarne tanti, non è detto che valga lo stesso per un team minore patrocinato dal cavallino …

  • Giancarlo ti credo sulla parola, ma purtroppo gli affari sono affari!

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