Michael Schumacher, penalizzato perché recidivo

25 settembre 2012 12:29 Scritto da: Davide Reinato

Una pioggia di penalità è arrivata nel dopo gara del Gran Premio di Singapore. Quella che sta facendo discutere gli appassionati, è senz’altro quella inflitta a Michael Schumacher per l’incidente con Jean-Eric Vergne: il campione tedesco dovrà infatti arretrare di dieci posizioni nella griglia di partenza del prossimo GP del Giappone a Suzuka..

Il sette volte campione del mondo sembra aver avuto un problema in frenata, arrivando decisamente lungo e speronando la Toro Rosso che stava poco davanti a lui. Vergne era in lotta con una Sauber e, trovandosi all’esterno, ha leggermente anticipato il punto di frenata. Schumacher è arrivato dietro di gran carriera e si è fatto sorprendere. Pur frenando all’incirca ai 100 metri,  la vettura si scompone leggermente prima di bloccare l’anteriore e tirare dritta sul francese della Toro Rosso.

Una volta sceso dalla vettura, il tedesco ha raccontato: “Non ho sbagliato, anzi ho frenato un po’ prima di quanto faccio solitamente a quella curva. La vettura, però, non ha perso velocità e il pedale del freno è improvvisamente diventato duro e si è bloccato tutto. A quel punto, l’incidente era inevitabile. Ovviamente mi dispiace per aver coinvolto Jean-Eric che si è dovuto ritirare per questo motivo”.

Alla fine della corsa, i giudici di gara hanno voluto vederci chiaro. Dopo aver ascoltato le parti in causa e analizzato la telemetria della Mercedes W03, la FIA ha deciso di dare una penalità al tedesco e spiegare così l’amara sentenza: “Il pilota ha ammesso che l’incidente è stato dovuto ad un suo errore, non essendo riuscito ad anticipare la frenata per via della minora aderenza degli pneumatici freddi, a seguito di un periodo di Safety Car”. Inoltre, il comunicato FIA sottolinea: “La sanzione tiene conto del fatto che questa è la seconda infrazione simile da parte del conducente in questa stagione”. Si fa un chiaro riferimento a quanto successo in Spagna, quando Schumacher colpì la Williams di Senna.

Insomma, le dieci posizioni di arretramento sulla griglia che Michael sconterà a Suzuka sono state così giustificate. Interpretando il comunicato della Federazione, si può pensare dunque che la penalità sarebbe stata meno dura se Schumacher non fosse stato recidivo. Della serie, sbagliare è umano ma perseverare è diabolico. Insomma, questo è l’effetto Grosjean: il pugno duro della FIA colpisce ancora… e continuerà a farlo.

30 Commenti

  • F1Drivers_ALDO

    è tutto incredibile ma vero purtroppo!!!

    Parlano di punimento recidivo quando in realtà il crash in Spagna con Senna era già stato penalizzato con 10 pos a monaco.

    Che vuol dire?!

    Poi la penalità a Senna, ooooohhhhhh ma che minxxx fanno?!
    Cosa ha fatto?!!!, mah!!!

    Insomma, se prima la FIA si stava avvicinando al bordo, ora, STA VERAMENTE PISCIANDO FUORI DAL VASO!!!!!!!

    • Propongo un mio personale commento sull’incidente di domenica e sulla relativa squalifica.
      Premesso che la tesi del problema tecnico mi sembra più che credibile alla luce della dinamica dell’incidente, quel che contesto è la penalità inflitta.
      Mi spiego.
      Quale azione punisco arretrando Schumacher? L’errore di guida o il danno all’avversario?
      Chiaramente il danno all’avversario, perché altrimenti, se punissi l’errore di guida, ad ogni gp ci sarebbero 50 sanzioni.
      Ora, quale regola avrebbe violato Schumacher? Nessuna, semplicemente (se è andata effettivamente come ritiene la federazione) ha frenato troppo tardi.
      E’ un atteggiamento pericoloso frenare qualche metro più tardi? Forse no, e comunque è il sale delle corse, e se poi capita un incidente fa parte del gioco: non puoi punire il mero errore se non c’è intenzionalità.
      E poi, per quale motivo allora non punisco, ad esempio, Perez che in una fase della corsa tenta un impossibile sorpasso ad una Force India, crea un piccolo danno e lancia pure improperi all’avversario. Qual’é il discrimine? Non c’è danno e non punisco il tentativo? Ma, se usiamo il metro della Federazione, la manovra è scorretta e pericolosa, mentre quella di Schumi è solo pericolosa, ma non c’è dolo, al limite solo la colpa (si può quindi dire che non sia scorretta). In questo caso, il tentativo doloso (di Perez, ndr. mi viene in mente anche Rosberg in Bahrein) dovrebbe avere più disvalore dell’incidente consumato (da Schumi, ma per mera colpa).
      Stesso discorso per il sorpasso di Massa: se ci fosse stato contatto sarebbe stato punito lui, oppure Senna (e forse lo è stato): ma allora siamo nelle mani di Dio…
      In sintesi: la Federazione (ed è gravissimo) non distingue i concetti di dolo e colpa, mentre spesso non da il giusto pesa al tentativo, spesso più pericoloso della ‘consumazione’ e comunque concettualmente da punire più severamente, ovviamente se doloso.
      Quanto alla recidiva, ma almeno punisci solo la seconda volta…e chi gliela restituisce a Michael la pole di Monaco?
      In definitiva, si punisce a caso, a seconda del danno, ma le sanzioni non hanno un filo conduttore e, soprattutto, non si capisce a quali finalità aspirino.
      Lazza

    • vecchio zio

      In verità erano cinque a monaco

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