F1, iscriversi al campionato 2013 costa fino a 8 volte di più

28 novembre 2012 11:15 Scritto da: Redazione

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Bernie Ecclestone cammina per la Pit Lane del circuito di Singapore. È sabato e le qualifiche sono finite da quel tanto che basta perché l’odore acre di gomma bruciata e di polvere di carbonio si sia già disperso verso lo Stretto di Johor. Camicia bianca, panataloni neri, il solito, inconfondibile cordino del pass che gli finisce dentro la tasca sul petto, un piede davanti all’altro, senza fretta: oggi è una buona giornata.

Mentre passa davanti alla race direction un cronista lo ferma. È un ragazzino, le grandi cuffie sulla testa, un microfono in mano, il gilet colmo di fogli, foglietti, telefoni e chiavi.
“Mr. Ecclestone, è vero che introdurrete un nuovo sistema di entry fee per l’anno prossimo?”“Giovanotto – lo rimprovera Bernie, come parlasse ad un lontano nipote- di due cose non deve mai parlare un vero gentiluomo. Di soldi, e di cosa ha combianto la notte scorsa”.

Strano personaggio, Ecclestone, ma c’è del vero in quel che dice. Già, perché smontare pezzo per pezzo l’architettura finanziaria di quello che ad oggi è lo sport più popolare del mondo sta diventando operazione complicata anche per gli insider più incalliti. 82 anni, figlio di un pescatore del Suffolk, scampato alla Guerra Mondiale grazie ad un negozio di ricambi per automobili e arrivato al management di una scuderia di Formula 1 dopo un brutto incidente in moto, Ecclestone ha negli anni costruito – talvolta non senza una punta di malizia – uno dei più strepitosi imperi economici d’Europa.

Solo recentemente Mr. E. ha manifestato l’intenzione di cedere, prima o poi, il colosso Formula 1, quotandolo in borsa con la primissima IPO della storia della disciplina. 7,6 Miliardi di Dollari è il risultato dell’operazione, una cifra che la dice lunga sulla salute di un Circus che quest’anno ha generato entrate per 2 miliardi di dollari e che punta ad arrivare a 3,3 Miliardi entro il 2016, stando alle cifre di Forbes.

Ma l’IPO di quest’estate non è stata l’unica sorpresa economica di questa stagione F1. Novembre ha visto approvare la proposta per l’innalzamento dei costi di iscrizione al Campionato di Formula 1 del prossimo anno. La “entry Fee”, ovvero la tassa d’iscrizione che tutti i team devono pagare all’organizzatore del campionato, sarà sostanzialmente rivoluzionata, cosa che ha generato non pochi mugugni e borbottii nel paddock e nelle stanze dei bottoni.

La nuova entry fee sarà così composta. Il vincitore del Campionato Costruttori (dunque, Red Bull) dovrà pagare una quota base di 500.000$ più 6.000$ per ogni punto conquistato nel campionato. Per tutti gli altri, la quota base rimane invariata, ma per ogni punto conquistato sarà necessario tirar fuori “solo” 5.000$. Tutto questo va versato alla Federazione entro il 30 Novembre, ovvero tra due giorni.

Facendo i conti della serva, di quanti soldi stiamo parlando? Calcolatrice alla mano, il team di Milton Keynes tirerà fuori qualcosa come 3,26 Milioni di Dollari, Ferrari 2,5 Milioni e McLaren circa 2,39 Milioni. Dall’intera operazione, la F1 conta di racimolare circa 16 Milioni di Euro, spicciolo più, spicciolo meno.

Letta così, d’impatto, pare una decisione assai democratica: chi più ha, più paghi. Inoltre, dice la FIA, questo non cambierà sostanzialmente le carte in tavola per chi a punti ci va poco e che, quindi, si troverà a pagare poco più dei circa 400.000$ necessari per competere lo scorso anno.

Ma non è tutto oro quel che luccica, e se la decisione non sconvolge più di tanto nè Chrstian Horner o Ross Brawn, i cui portafogli sono ben gonfiati dai lauti capitali messi a disposizione dalle casemadri (Red Bull spende ben più di 300 Milioni a stagione per la F1, illustra Forbes), nè quelli della Marussia (che non hanno segnato neppure un punto), altrettanto non si può dire per i team medio-piccoli ma di discreto successo che, come nel caso di Sauber, dovranno tirare fuori circa all’incirca 1,2 Milioni di euro assolutamente non preventivati.

Soldi che andranno nelle tasche della FIA di Jean Todt, che ha recentemente lamentato non solo carenze economiche, ma anche pretese sempre più alte da parte dei team a cui diventa difficile far fronte. “Non stiamo cercando di mettere in difficoltà nessuno” ha detto Todt ai microfoni di James Allen “In quella spesa rientreranno anche i servizi che offriamo ai team e che prima venivano pagati a parte. E poi a pagare di più saranno i più grandi, quelli con maggiori guadagni”. I più maliziosi si chiedono se le stesse regole verranno applicate equamente anche per Ferrari o se alla Scuderia di Maranello verrà riconosciuto, nuovamente, uno status differente dagli altri team. A molti infatti ancora non piace la complicatissima suddivisione del “money prize”, per cui a Ferrari arrivano 17,5 Milioni all’anno a prescindere da risultati e piazzamenti. (dati: Joe Saward, Hindustan Times).

Ad oggi ancora nessuno si è iscritto al Campionato di Formula 1 2013. È la prima volta che succede: di solito la lista si riempe a cavallo tra giugno e luglio dell’anno precedente, ma quest’anno – a parte il nuovo Patto della Concordia – le squadre non sapevano quanto e come dovevano pagare e quindi il carrozzone si è fermato.

Ma Bernie non è preoccupato, anzi. Passeggia ancora un piede davanti all’altro, senza fretta: oggi è una buona giornata.

 

Emanuele Venturoli – RTR Sports Marketing

14 Commenti

  • La mia opinione la ho già data tempo fa riguardo ai 17 milioni che percepisce la ferrari…

    Quando fecero il famoso patto della concordia nel 2009, la ferrari ottenne , votato all’unanimità da tutte le scuderie, quel premio in denaro…Ovviamente in questo mondo non si da niente per niente quindi mi domando cosa abbiano dato in cambio allo zio bernie i dirigenti ferrari (e non ditemi la storia, perchè quella è la favoletta che possono dare a bere ad un bambino)

  • Assolutamente ridicolo, spero vivamente che si mettano d’accordo i team e che cerchino di trovare un compromesso, qua si rischia di avere iscritti al 2013 RedBull-ToroRosso, facessero questo beneamato campionato parallelo che non se ne può più tra regolamenti, Tilkate e esborsi a punti.

  • @ AyrtonS
    Assolutamente d’accordo con te carissimo!

    La Ferrari è la F1 come in generale l’automobilsmo stesso è legato indissolubilmente alla Ferrari e tanto devono alla nostra rossa.
    Insomma si può amarla o detestarla, ma senza la rossa che corse vedremmo oggi? Siamo sicuri che ci sarebbe un altro marchio capace di richiamare così tanta attenzione mediatica, no, non ci sarebbe tutto questo interesse.
    Inoltre gurda caso tutte le gare o le categorie di auto più famose sono quelle in cui la Ferrari è passata e ha vinto. Anche con il marchio Alfa, per esempio la 500 miglia d’Indyanapolis nel 1935, i successi alla Daytona 500, le incredibili vittorie e i duelli con la Porsche nella 24 ore di Le Mans, la F1 stessa.
    TUTTI (tedeschi compresi!) hanno provato a battere e ad imitare la Ferrari, se ne uscivano vincitori buon per la loro immagine, se ne uscivano perdenti avevano comunque l’onore di aver provato a batterla e il coraggio di averla affrontata, ma comunque NESSUNO sarà mai come la Ferrari.
    FORZA FERRARI! COME TE NESSUNO MAI!!!

  • La F1 dovrebbe svincolarsi dalla ma-F.I.A. e oraganizzarsi come fanno nella gran parte degli sport USA con le franchigie. Sarebbe l’uinico sistema per aver eun pò di equilibrio sia sportivo che finanziario

  • costa 8 volte in più e certo che solo rb può permetterselo

  • Mi spiace che a qualcuno non vada giù che la Ferrari prenda 17 errotti milioni di euro indipendentemente dai risultati, ma senza la rossa, oggi tutto l’automobilsmo, specialmente la F1, sarebbe completamente diverso e molto meno passionale.
    Non lo dico solo perchè sono Ferrarista, basta vedere la storia della F1 si, ma spiegatemi perchè un bimbo come me alla fine degli anni 80 si emozionava inspiegabilmente a vedere la Ferrari, senza troppi aiuti dai parenti più stretti, forse per il colore? Il rombo del motore?? Boh!!! Forse per migliaia di altri motivi, chissà perchè, ma come me ce ne sono milioni, e sempre ci saranno!!!
    FORZA FERRARI!

    • Diciamocelo, senza la Rossa la F1 sarebbe molto molto ridimensionata, poca cosa.;)

    • la F1 senza Rossa è come la moto GP senza Rossi

      • In effetti Vale dovrebbe prendere in considerazione seria di fondare un marchio suo, lo potrebbe chiamare VR infondo vista la sua fama non solo venderebbe migliaia di gadgets e le moto stesse, ma anche se partecipasse come team manager al mondiale di MotoGp potrebbe creare un fenomeno molto simile alla Ferrari, insomma potrebbe pure diventare l’Enzo Ferrari delle moto dell’era moderna…
        Poi sta a lui… =D

      • voglio dire, tutti seguirebbero con interesse le moto di Valentino Rossi, il problema è vedere se ha le capacità effettive per fare quello che ha fatto Enzo Ferrari nell’automobilismo, solo che all’epoca non c’era Internet e poi non scordiamoci una cosa, Ferrari alla fine degli anni 20 faceva uscire un mensile che parlava delle imprese della scuderia ferrari ed è stato il primo ad avere gli sponsor (tecnici, gli altri non gli voleva) sulle sue vetture, insomma è stato un geniaccio!!! MITICO DRAKE!

      • non scherziamo, per piacere…

    • MotoreAsincronoTrifase

      mi mmagino i commenti se i 17 milioni in piu’ li prendessew la red bull, caso ipotetico ovviamente. Come minimo si griderebbe allo scandalo, favoritismi e antisportivita’.

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