Hill, un cognome ed una dinastia dal DNA corsaiolo

7 gennaio 2013 15:11 Scritto da: Giacomo Rauli

Dopo Graham e Damon, un altro Hill potrebbe presto affacciarsi al Circus della Formula 1.

damon-hill-jordanBuon sangue non mente. Il detto, per quanto riguarda il motorsport, si è rivelato quanto mai azzeccato nel corso dei decenni e molteplici sono i casi che hanno visto padre e figlio alla ribalta negli sport motoristici, con risultati di tutto rispetto per entrambi.

Numerosi gli esempi di “famiglie da corsa”, partendo dai Massa – con il padre Titonio ex pilota di turismo brasileiro ed il figlio vice Campione del Mondo di F1 nel 2008 ed odierno alfiere Ferrari – arrivando alla dinastia born in U.S.A. degli Earhnardt, con Dale Senior Campione della serie Nascar per ben sette volte come Richard Petty ed il figlio di “The Intimidator” Dale Jr a continuare degnamente l’operato del compianto padre, scomparso undici anni fa nel corso della 500 miglia di Daytona.

C’è però una famiglia inglese che, ad oggi, è certamente la più “nobile” avendo conquistato tre titoli di F1, portati a casa da due differenti componenti della stessa. Stiamo parlando degli Hill. La dinastia comincia con il padre Graham, grande appassionato di moto, ma convertitosi alle quattro ruote alla fine degli anni ’50. Per il giovane Hill fu subito amore e, a vederla  distanza di quasi sessant’anni, mai scelta fu più indovinata. Due i titoli vinti dal “baffo” inglese, il primo nel 1962 con la BRM e nel 1968 con la Lotus disegnata da Colin Chapman, titolo però funestato dalla prematura scomparsa del compagno di team Jim Clark.

La carriera e la vita di Graham ebbero la stessa sorte di quella del collega britannico: nel 1975,  infatti, Hill ebbe un incidente aereo al ritorno in Inghilterra dopo aver sostenuto un test al Paul Ricard. L’aereo in cui viaggiava l’inglese si schiantò in un campo di golf a nord di Londra e per il precursore della dinastia del casco Blu a raggi bianchi fu la fine.

A raccogliere la pesante eredità lasciata dal padre fu il figlio Damon, che si rivelò poi uno dei più credibili oppositori all’era Schumacher tra la prima e la seconda metà degli anni ’90, così come Jacques Villeneuve (iridato 1997), figlio del leggendario Gilles mai divenuto Campione del Mondo, ma rimasto nell’immaginario collettivo come uno dei più grandi piloti di sempre.

Damon, dunque, ha avuto nel corso della sua carriera la bravura e la fortuna di cogliere le opportunità che egli stesso si era creato, divenendo vice Campione del Mondo nel 1994 dopo un finale di stagione a dir poco avvelenato per la manovra assai discutibile di Kaiser Schumi, proprio ai danni dell’inglese, nell’atto finale che si disputò in Australia.

Anche il 1995 lo vide terminare il Mondiale alle spalle di Schumacher, che fece bis di titoli e relegò ancora una volta Damon al secondo posto, ad un passo da quel titolo che gli avrebbe consentito di raggiungere il padre nella schiera dei piloti iridati in F1.

Al terzo tentativo, sempre su Williams, Damon trionfò. Schumacher, passato alla Ferrari, non costituì un reale pericolo ma Hill si dovette guardare dal giovane ed arrembante Jacques Villeneuve: veloce, forte quanto sfrontato e senza alcun timore di impensierire il compagno più esperto.

Il ’97 lo vide al volante della Arrows, scuderia di grande blasone ma non più competitiva come qualche anno addietro. Un solo exploit, ma fantastico: il secondo posto colto in Ungheria con relativa vittoria sfumata solo nel finale a causa di problemi alla sua monoposto che gli impedirono di contrastare Villeneuve. Hill terminò la carriera nel 1999 in Jordan, cogliendo nel ’98 l’ultimo successo a Spa-Francorchamps, sotto il diluvio, nel GP che viene ricordato per l’incredibile incidente che coinvolse più di metà schieramento al primo start e per la collisione tra la Ferrari di Schumacher e la McLaren di David Coulthard.

Tutto deve avere una fine, ma pare che gli Hill non ne vogliano sapere di abdicare dal mondo delle corse. Di recente Damon ha parlato alla stampa britannica del figlio Josh nei seguenti termini:Posso con tutta onestà affermare che mio figlio Josh ha tutte le carte in regola per diventare un gran pilota e raggiungere il top. Ha certamente la bravura per diventare il terzo Campione del Mondo della famiglia, deve solo pensare a migliorarsi continuamente”.

Non sappiamo realmente se Josh Hill potrà avere future chances di entrare in F1 e diventare Campione del Mondo, ma certamente ha in famiglia due esempi che fanno della dinastia degli Hill una leggenda. Starà a lui cercare di portarla al Mito.

4 Commenti

  • Nonostante avesse a disposizione una Williams stratosferica (Newey regnava sovrano anche allora), le ha sempre prese dal Kaiser. Un pilota con un ottimo passo gara oltre che un esperto nel set up della vettura, ma assolutamente non da bagarre.

  • Hill 2 mi ha sempre dato l’idea di un pilota costruito “a tavolino” ; corri e corri, gira e gira, test su test , alla fine migliori anche se non vuoi, sopratutto se respiri fin da bambino l’aria dello sport motoristico.
    Non per sminuirlo, ma non è mai stato un campione “istintivo”, nè un pilota particolarmente emozionante, spettacolare o aggressivo .

    Tuttavia il titolo vinto se lo è più che meritato, anche solo per il suo essere una persona corretta, elegante e raffinata sia in pista che fuori.

  • Quella Jordan lì era veramente bellissima, ho ancora il modellino 1:18 della hotwheels con dentro Damon in miniatura…

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