Massa gongola, ma avverte: “Aspettiamo le qualifiche…”

28 febbraio 2013 19:38 Scritto da: Antonino Rendina

Il brasiliano promuove a pieni voti la F138 ma, da pilota esperto qual è, non si fida dei test pre-stagione: “Monoposto okay, ma solo l’Australia ci dirà dove siamo”.

F138_jerezNonostante il problema tecnico che lo ha frenato nel pomeriggio di prove a Barcellona, Felipe Massa si è detto ancora una volta soddisfatto del comportamento della F138:

“Ad essere fiducioso lo sono davvero. Il feeling che mi trasmette la monoposto è ottimo, come già detto siamo su un altro pianeta rispetto all’inverno scorso. La monoposto cresce nella giusta direzione.

Anche oggi sul bagnato ho percorso tantissimi giri, facendo una simulazione di gara. Devo dire la verità la F138 si è comportata benissimo. Tempo climatico disastroso ma le prove si sono rivelate comunque utili per capire tante cose. E senza sbilanciarmi troppo posso anche dire che quando ho girato in configurazione gara con le altre vetture beh…la nostra prestazione mi è sembrata positiva!”.

Un Felipe quasi raggiante da quando ha per le mani la nuova vettura del Cavallino. Ma allo stesso tempo il driver paulista non osa fare pronostici sulla posizione di Maranello rispetto alle avversarie. Test così sono troppo criptici:

“Nonostante tutto non mi sento di dire se e quanto siamo avanti. Finchè non guiderò in qualifica con lo stesso carico di benzina e con le stesse gomme degli altri mi risulterebbe davvero difficile dire dove siamo. Ma penso che la squadra ci possa mettere lì davanti…”

67 Commenti

  • ..Andrea..

    Brian
    Ma sai quanto sia pericoloso girare con un cedimento del genere? Se ci pensi non c’era assolutamente motivo di non cambiare l’ala subito, dopo un giro…e gli spiattellamenti e i tempi più lenti sono chiari, dato che la macchina era sbilanciata…

    ..no Brian,credimi, sono “malato” di F1,ed oggi ,praticamente non ho staccato gli occhi da sky ch 206 ,per 2 ore e mezza, questo per spiegarti che sono certo di quello che ti dico,Massa per 4 giri consecutivi arrivava alla staccata dopo il rettilineo principale e bloccava l’anteriore destra sistematicamente.
    Paradossalmente potrebbe essere che il pilota brasiliano non avesse capito che l’ala nella parte destra avesse collassato,anche perché aveva appena cambiato le gomme montando la super soft ,e quest’anno le Pirelli più soffici lavorano ,efficaciemente, in un forbice climatica molto ,molto alta,non proprio le temperature registrate oggi a Barcellona..

    Ma hai sentito mai parlare della telemetria?? Dai su…ma com’è possibile che non se ne sia accorto nessuno per 4 giri…

  • maxleon

    giampo
    No scusami, se fai una curva a destra la forza centrifuga ti spinge verso l’esterno della curva, quindi si solleva la destra…

    Sono due cose diverse….credo che tu ti confonda, una cosa è la forza centrifuga che spinge tutta la massa verso l’esterno, mentre un’altra cosa è la forza centripeta la cui definizione dovrebbe essere pressapoco questa:
    “La forza centripeta è la forza per effetto della quale un corpo tende tendono verso un punto come fosse un centro”
    Immagina di fare una curva a destra, cosa succede???
    La parte destra si attacca al suolo e la sinistra si alza. Immagina di essere in auto e fare una curva ad alta velocità.

    Scusa Maxleon mi permetto di precisare:
    In un moto curvilineo la forza centripeta è il prodotto tra massa dell’ oggetto e l’ accelerazione centripeta che rappresenta la variazione di direzione e verso della velocità tangenziale e punta verso il centro del cerchio osculatore(cioè il cerchio con cui possiamo approssimare la traiettoria curvilinea nell’istante infinitesimo considerato). La forza centripeta la si osserva da un sistema di riferimento inerziale (per farla semplice osservando la monoposto dall’ esterno da un punto fisso) mentre la forza centrifuga è una forza cosiddetta apparente o fittizia che è osservabile sul sistema di riferimento non inerziale solidale alla monoposto. Essa è esattamente opposta alla forza centripeta come direzione e verso e di pari modulo, matematicamente la si ottiene usando le trasformazioni di Galileo(relatività classica). Ovviamente tutto questo in condizioni idealizzate(monoposto= punto materiale) e trascurando le forze di attrito, in particolare l’ attrito viscoso dell’ aria fa aumentare la massa della monoposto e quindi aumentano in modulo le forze e la componente normale dell’ attrito che si può considerare statico esercitato dalle gomme in opposizione alla forza centrifuga(che la fa aumentare in modulo poichè di fatto aumenta il modulo della forza centripeta anche se non è corretto spiegarlo così)…questa è cmq un’ approssimazione da fisica1 che si fa al primo anno di qualsiasi triennale di ingegneria, non oso immaginare con quanti parametri sono programmati i software di analisi di cui dispongono i tecnici, è una cosa davvero affascinante!

  • ZioTure
    Ti quoto, è successo anche altre volte che i piloti non si siano accori di cedimenti del genere.

    Si ma quei tempi li ha fatti registrare appena uscito dai box, quando ci sarebbe stata la rottura? Nel giro di lancio???

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