Giusto rinviare le qualifiche a domenica mattina?

16 marzo 2013 11:03 Scritto da: Redazione

jerez-pioggiaUn breve, ma intenso, temporale si è abbattuto sull’Albert Park di Melbourne, mandando in crisi l’ipertecnologico mondo della Formula 1. Ancora una volta, in condizioni atmosferiche sfavorevoli, il Circus và letteralmente nel pallone.

Le condizioni meteo, oggi, non erano quelle adatte per guidare. Almeno, non erano adatte a queste vetture. Le attuali monoposto sono talmente estreme da non poter essere tenute in pista con lo scatenarsi di un semplice acquazzone.

Non vogliamo scadere nel solito cliché dei “bei tempi di una volta” e dei “Cavalieri del rischio”, sarebbe quasi una semplice retorica che non porta a niente. Perché il problema, in realtà, è insito nelle regole di questa Formula 1 moderna. Non sono i piloti ad essere meno coraggiosi d’un tempo, ma in certe condizioni diventa tutto molto complesso. E quando la gestione della situazione viene affidata a dei “conservatori”, il pubblico a casa si infervora.

Perché  è vero che le monoposto nelle condizioni odierne avevano difficoltà a girare, ma è anche vero che gran parte della colpa è da ricercare in quella assurda regola del parco chiuso. I team, consci del fatto che domenica ci sarà una gara su pista asciutta, non avevano la benché minima intenzione di sacrificare la prestazione per un po’ più di carico e “morbido” per girare sul bagnato. L’immediata conseguenza la si riscontra nel comportamento delle vetture che, nonostante le gomme Full Wet, soffrono di aquaplaning e i piloti – anche i più esperti – vanno facilmente a sbattere. Anche con le gomme Cinturato Full Wet, in grado di espellere 60 litri di acqua al secondo, senza l’assetto ideale la monoposto diventa inguidabile.

Basterebbe consentire i cambi di assetto asciutto-bagnato per evitarci questi rinvii per temporale o pietosi trenini dietro la Safety Car durante le gare.

E risuona nella mente l’opinione del collega di Autosprint, Mario Donnini, quando interpellato sull’argomento ci disse: “E’ una vergogna. Non ha senso tutto ciò. Semplicemente la Formula 1 ha perso completamente le connotazioni di sport estremo per incamminarsi nei contesti quieti e nei climi da Mulino Bianco, dei tornei di bocce o delle merende dei bimbi mentre giocano alla PlayStation. Assurdo, come se mettessimo milioni di materassi attorno all’Everest sminuendo gli alpinisti o svuotassimo il mare e fermassimo il vento per rendere meno pericolose le regate in solitaria.Eppure quelli che dovrebbero fare la voce grossa stanno zitti e buoni, perché tanto una fetta di torta ci scappa per tutti”.

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42 Commenti

  • Schumacher , GP di Barcellona 1996. Autosprint intitolava ” Lo Squalo “. Una gara fantastica, un diluvio universale ed un pilota che iniziava la grande era Ferrari. Pioveva, pioveva e pioveva ancora. Oggi la sicurezza è importante e ovviamente sfruttiamone i vantaggi. Ma signori, la Formula 1 è la vita portata al limite, è la sfida alla fisica in tutta la sua essenza. E’ rischio,pericolo e incoscienza. E’ adrenalina. Fermare tutto perchè piove, è la morte di questo sport.

  • barilucacz

    Basterebbe chiedere alla Pirelli una gomma veramente da bagnato estremo, tipo una gomma con altezza del battistrada doppia rispetto agli attuali wet. Se non ho letto male stamattina, su RTL spiegavano che il battistrada delle intermedie è alto 2mm e quello dei full wet 5mm. Quindi 10mm e passa la paura. Almeno si rispettano anche i poveri tifosi in pista che l’acqua la prendono comunque..

  • AndrePredator

    “No, questa F1 che si ferma davanti ad un temporale non mi piace”

    Niente altro da dire.

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