Ferrari: il Cavallino nell’Olimpo dei brand più forti al mondo

6 aprile 2013 09:27 Scritto da: Emanuele Venturoli

Ferrari, il brand più potente del mondo. Quando il cavallino diventa il volano delle top companies del pianeta. Il caso UPS.

venturoli

Bologna: 385.000 abitanti, 140 chilometri quadrati: un nugolo di tetti rossi incastonato fra la fine della Pianura Padana, la Romagna e gli Appenini. D’estate, un caldo insopportabile. D’inverno, neve e pioggia che neanche nel Minnesota. Tempo bizzoso, il nostro, complici le correnti del mare e la collina alle spalle. Per gli amanti dei cavalli, intesi non nel senso ippico, da qui e per un raggio di 50 chilometri questo è un posto storico e bellissimo, ricco di fascino e sapore. La motor valley, così la chiamavano la zona fra Bologna, Modena e la prima Romagna: Ducati, Morini, Lamborghini, Maserati, Malaguti, solo per citare alcuni marchi. Poi, ovviamente, Ferrari, sopra tutti. Già, perché anche per quelli di qui il Cavallino Rampante rimane un sogno. E per quanto te l’abbiano ripetuto, fa sempre strano pensare che a quindici minuti da casa tua sorga la fabbrica del Brand più potente del mondo.

KUALA LUMPUR (MALESIA) 23/03/2013  © FOTO STUDIO COLOMBO X FERRARI

Nel febbraio 2013 Brand Finance, la consultancy firm di Brand Evalutation più importante del pianeta, ha consacrato il marchio di Maranello come il “Brand più potente del mondo”. È un concetto nuovo, rivoluzionario finalmente, di importanza di brand. Il Cavallino infatti, pur non arrivando neppure vicino ai Brand più ricchi del pianeta (Apple è il più ricco, con 130 Miliardi di Dollari di fatturato) è stato consacrato come il marchio più amato, più rispettato dai consumatori e anche quello con la maggior ratio fra reddito del consumatore e probabilità d’acquisto. Insomma, un’istituzione. Sempre per Brand Finance, Ferrari è anche l’unico costruttore a ricevere la valutazione di AAA+ (la massima possibile): Porsche, ad esempio, è valutata AAA, Jaguar AA+, Mercedes AAA-. E’ un segnale importante e confortante, specie in un anno in cui, nonostante il -40% di vendite in italia a causa della crisi economica, la casa del Cavallino fa segnare un +8% globale e raggiungendo quota 2,4 Miliardi di Euro di fatturato, il punto più alto da 66 anni.

Come si collega tutto questo alla F1? Ovviamente, in molti modi. Per Ferrari più che per tutti gli altri costruttori, il destino della Casa e quello della Scuderia F1 sono legati a doppio filo. Ferrari è infatti, nonostante il gran polverone sollevato da Red Bull Racing negli ultimi anni, di gran lunga il team più Valuable (ovvero che si dovrebbe pagare di più per rilevare completamente) della Formula 1. Le “Rosse” valgono qualcosa come 1,15 Miliardi di Dollari stando a Forbes, mentre il Team di Milton Keynes si aggira intorno al mezzo miliardo. Con queste cifre Ferrari è complessivamente il 15esimo Team sportivo più ricco del mondo (il primo è il Manchester United, a quota 2,23 Miliardi), con un introito proveniente dalle sponsorizzazioni di 384 Milioni di Dollari. Agli sponsor va aggiunto inoltre il 2,5% dei ricavi del circus, una cifra che l’anno scorso valeva circa 17,5 Milioni di dollari e che gli altri Team non percepiscono. Unicamente all’interno di questo contesto, fatto di numeri ma anche e soprattutto di universi di valori, si devono inserire gli accordi che legano le Rosse alle maggiori aziende mondiali, come Hublot, Shell, Santander, Kaspersky e UPS. E proprio UPS, l’ultimo arrivato, ha una storia curiosa.

Le cifre dell’accordo fra lo spedizioniere e Maranello non sono state rese interamente note: si sa soltanto che l’accordo fra le due parti è a lungo termine e che le trattative sono andate per le lunghe, tanto che le mani sono state strette solo a metà febbraio. Di stanza negli Stati Uniti e con ben 12 anni di sponsorizzazioni nel motorsport, UPS ha deciso di avvicinarsi per la prima volta alla Formula 1 quest’anno, complice il rombante comeback che il circus sta avendo negli USA. “Non è solo una sponsorizzazione, è molto di più -ci ha tenuto a precisare Christine Owens, del Marketing Team UPS, ribadendo l’utilità B2B del brand- Ci dà la chance di dimostrare di essere i migliori al mondo, trasportando i materiali del Team per i 10 mesi del campionato dall’Europa all’Asia all’America con tempi strettissimi e necessità di sicurezza e puntualità massime”.

fernando-alonsoIn realtà il discorso di Miss Owens, per quanto assai apprezzabile nell’ottica strategica della sponsorizzazione e narrativamente affascinante, ha basi poco fondate. Come ben sa chi segue la F1 da tempo, infatti, in caso di necessità logistiche aeree, tutte le strutture e i materiali dei Team volano sugli stessi voli DHL, un partner globale della F1 da molti anni. Per gli accordi presi con la FOM chi decidesse di fare volare i propri materiali con spedizionieri diversi andrebbe incontro a multe salate che ovviamente nessuno vuole pagare. Solo in caso di effettiva necessità, ovvero di comprovata insufficienza di spazio sui charter DHL, è possibile ricorrere ad altri voli. In buona sostanza, potete stare abbastanza certi che probabilmente, nel corso del Mondiale, neppure una chiave inglese del Cavallino volerà su aerei UPS.

Perché allora offrire ai microfoni dei media la pillola indorata da accordo B2B quando la realtà è diversa? La risposta è molteplice. In primo luogo non è detto che, pur non occupandosi direttamente della Formula 1, UPS non possa occuparsi del reparto Corse Clienti, ad esempio, o di altre necessità logistiche (voli Maranello – Colonia, verrebbe da dire col sorriso) del costruttore. In secondo luogo, e questa è la parte davvero rilevante, il posizionamento valoriale di Ferrari non necessita certamente di altre reason why. Comparire sul Cavallino già significa avere il meglio, ed essere il meglio. In tal senso la partnership con Ferrari è già di per sè una strategia B2B.

Essere partner del brand più potente del mondo significa porsi nell’Olimpo della propria categoria merceologica, con diverse spanne di distacco sulla concorrenza. Ecco la straordinaria forza della Ferrari e della sua storia: una storia in cui i valori e la passione, per fortuna, hanno saputo superare i soldi.

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14 Commenti

  • Ma ferrari e piu un marchio non ha piu breveti per svilupare nuove tecnologgie in campo automobilistico servono che investi migliardi e migliardi dove li trova con 7000-8000 mila macchine che vende o con le magliete che vende ..Se la compra qualche casa tedescha ferrari puo competere se no alla lunga in tecnologgia rimanera indietro. E per fare una macchina all allteza dei tedeschi deve comprare i componenti da i tedeschi..

  • Al 30 settembre 2012, la Ferrari ha registrato ricavi senza precedenti di 1.764.000 € (+10%) con un numero di vetture consegnate alla rete dei concessionari pari a 5,267 (+6%). I profitti commerciali sono saliti del 9,6% a 232.800.000 Euro, mentre l’utile netto è cresciuto del 7,6% a 152,4 milioni di euro.
    L’utile netto Ferrari ha raggiunto quasi 1 miliardo di euro – la cifra record fino ad ora era stata di 959 milioni di euro -, nonostante il costante impegno e il mantenimento di un livello estremamente elevato di investimenti nello sviluppo dei prodotti del Cavallino. Il flusso di cassa netto nei primi nove mesi del 2012 è di 251 milioni di euro.
    Secondo me la Ferrari riuscirebbe a vivere anche senza FIAT, lo scandalo è vedere il marchio Jaguar in AA+ essendo questo fallito più volte e riesumato solo per il brand UK che domina i mercati finanziari globali.

  • paperopiero

    Forza Ferrari. Adesso vediamo la risposta anche in gara

  • beati voi vi acontetate con biciere vuoto ma ferrari senza fiat non ce la fa alla lunga sucede come aston martin cambia propieta ogni ano .

  • ferrarista per sempre

    dopo questo altro riconoscimento non c’è che da essere orgogliosi della nostra cara Ferrari. Forza ragazzi, andiamo a vincere questo mondiale chè è da sei anni che aspetto!!!

  • ottimo articolo, dalle prime notizie era sembrato che si trattasse, oltre che della sponsorizzazione delle pance, anche di una collaborazione logistica, non ero al corrente dell’accordo con DHL. A questo punto, e visti anche gli ultimi eccellenti prodotti di Maranello, non resta che la grande soddisfazione per l’unico marchio che può rendere orgogliosi gli italiani oggi !!!

  • signore e signori….che vi piaccia o no…..made in ITALY!!!!…..TIEEE’

  • Mi è piaciuto molti, ma in ritorno la ferrari cosa guadagna? nel senso che neanche se volassero gratis sugli aerei avrebbero lo stesso ritorno che ferrari garantisce in termini di visibilità a ups. A meno che ups non versi gran quantità di denari nelle casse del cavallino.

    Richiesta personale per l’autore: in uno di questi interessanti articoli non è che si potrebbero trattare tutte le differenze tra i vari team? Nel senso se si riesce a fare un confronto tra RED, ferrari, Mac, mercedes per quanto riguarda le sponsorizzazioni per cercare di capire come si differenziano e quali mercati hanno come target la formula 1.

    Spero di essermi spiegato, se no fatemi sapere che cercherò di rielaborare il concetto! (ero una schiappa nei temi in classe)

  • Chapeau a colui che ha scritto l’articolo … veramente ben scritto e studiato …

  • Rosso dentro

    Bell’articolo, complimenti!

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