Gioia Ferrari: Alonso vincitore in Cina. Ma Massa è solo 6°

14 aprile 2013 13:13 Scritto da: Valeria Mezzanotte

La Ferrari numero 3 domina la gara cinese, riportando a Maranello una vittoria a lungo attesa. Massa di nuovo attardato rispetto al compagno di squadra, resta lontano dalle posizioni di punta.

alonso-cina-2013-f138Fernando Alonso conquista nel GP di Cina l’agognata vittoria che mancava dallo scorso luglio, dando un energico colpo di spugna alle critiche e alla pressione piovuta su di lui e sulla Ferrari nelle ultime settimane. La sua gara è perfetta, senza una sbavatura, quasi freddamente calcolata: gli sciagurati azzardi malesi sembrano davvero lontani. Non altrettanto positiva la giornata dell’altra metà del box Ferrari: per Felipe Massa sembrano ripresentarsi i fantasmi del passato. Mentre il compagno di squadra agguanta la vittoria, la gara di Massa, dopo il primo stint, è vuota, incolore, nonostante nei primi giri le Rosse sembrassero poter puntare a una doppietta. Il brasiliano resta lontano dal podio, e chiude la gara in sesta posizione.

La partenza di entrambi è ottima, anche grazie allo scarso scatto di Kimi Raikkonen: Alonso si porta in seconda posizione, Massa in terza ed entrambi si gettano all’inseguimento di Lewis Hamilton. Felipe si fa vedere negli specchietti del compagno di squadra, ma sul rettilineo del traguardo al quinto giro Fernando sfrutta il DRS per superare Hamilton, che viene poi sopravanzato all’interno della prima curva anche dal brasiliano. Il duo Ferrari riesce a prendere spazio su Raikkonen ed Hamilton, e i tifosi iniziano già a pensare a una possibile doppietta.

Alonso effettua la sua prima sosta al settimo giro, contemporaneamente a Raikkonen, e mantiene la posizione su tutti i suoi diretti avversari. Considerando la differente strategia di Sebastian Vettel, partito su gomme Medium e già in seconda posizione, è vitale per lo spagnolo non restare imbottigliato nel traffico, e Alonso riesce infatti a sopravanzare Vergne, quindi sfrutta il DRS per guadagnare le posizioni su Di Resta e Perez, nonostante il tentativo di difesa del messicano, e su Jenson Button, per quanto con qualche difficoltà in più. Al giro 24 è il momento per la seconda sosta dello spagnolo, che evita così l’undercut di Hamilton e Raikkonen e rientra ancora una volta dietro a Hulkenberg e Vettel, su strategia differente.

Al suon di giri veloci Alonso si porta negli scarichi dei rivali, guadagnando più di un secondo a tornata: i due tedeschi infatti non oppongono eccessiva resistenza al passaggio dello spagnolo considerando proprio le diverse condizioni dei propri pneumatici rispetto a quelli del pilota Ferrari. La terza ed ultima sosta di Alonso arriva al 41esimo giro, dopo la quale rientra alle spalle di Sebastian Vettel, che deve ancora effettuare il passaggio alle gomme Soft. Per il Vicecampione è comunque importante non lasciare scappare il tedesco, e difatti alla prima curva della 43esima tornata, Alonso sfrutta ancora una volta il DRS e torna ad essere leader della corsa.

Nell’ultimo stint, con una situazione che sembra ormai sotto controllo, l’asturiano continua a spingere, tenendo un ritmo forsennato ma costante e regolare. Andrea Stella dal muretto sembra ansioso, e gli ricorda di non esagerare sull’acceleratore, per portare a casa gli pneumatici. “Non sto spingendo” risponde lo spagnolo, con una voce calma, quasi beffarda, che sembra musica per le orecchie dei tifosi Ferrari. Al termine del 56esimo giro Alonso taglia il traguardo per primo, per la 31esima volta nella sua carriera.

“Sono immagini bellissime, questo è il coronamento di tanto lavoro. Tocca il cuore mio, di tutte le persone che lavorano a casa e di tutti i tifosi” commenta Andrea Stella guardando Alonso che prende una delle bandiere Ferrari dai propri meccanici e si improvvisa sbandieratore in parco chiuso, in piedi sulla sua F138. L’abbraccio con Stefano Domenicali e Piero Ferrari sembra spingere ancora più lontani malumori e polemiche.

“Decisamente, è stata una gara straordinaria dall’inizio alla fine afferma lo spagnolo. “La partenza è stata ottima, i pit stop sono stati fatti al momento giusto e sono stati velocissimi. Il degrado è stato anche migliore di quello che pensavamo: eravamo un po’ preoccupati per le gomme, come sempre non sapevamo come si sarebbero comportate, ma ogni nostro stint durava qualche giro più di quello degli avversari e nonostante questo le nostre gomme erano ancora più fresche delle loro”. Alonso si dice sereno e ottimista: “Dopo la Malesia ci sono state molte critiche, ma mi sento alla grande, e per ora nelle gare in cui siamo arrivati al traguardo abbiamo ottenuto un primo e un secondo posto. Quindi la macchina ci dà delle sensazione positive, e siamo molto ottimisti”.

È presto, comunque, per parlare di bis già in Bahrain, o per guardare ancora più in là: “Tra una settimana potremmo avere condizioni molto diverse e non sappiamo quanto potremo essere competitivi. Comunque con questa macchina abbiamo sempre possibilità di podio. Quello che importa è massimizzare ogni volta il risultato, prendendo sempre il massimo dei punti che possiamo fare, che siano una vittoria, un podio o un quinto posto”. Ed è presto anche per individuare un rivale più pericoloso degli altri: “Credo che Lotus, Red Bull e Mercedes siano più o meno nella nostra situazione, non mi sembra che qualcuno abbia un netto vantaggio sugli altri. Vedremo cosa succederà sviluppando le vetture. Un’idea definitiva di chi sarà in lotta per il Mondiale l’avremo probabilmente dopo l’estate. E speriamo che Felipe possa essere tra i miei rivali, significherebbe che la nostra macchina è ottima”.

Per il momento, lo spagnolo è soddisfatto del lavoro svolto a Maranello: “Abbiamo lavorato molto bene quest’inverno, concentrandoci sulla qualifica e sulla comprensione delle gomme. Questa vittoria è un grande risultato per la squadra”. Soprattutto perché, di fatto, questa sembra essere la prima vittoria netta della Ferrari dopo tanto tempo: “E’ stata una gara difficile, confusa, l’errore era sempre alle porte. Ma le tre vittorie dell’anno scorso restano quasi inspiegabili. Ci sono state condizioni che ci hanno favorito. Quella di oggi è un po’ più dominante, abbiamo vinto grazie al nostro ritmo e al nostro lavoro che è stato perfetto, dalla partenza alle soste: abbiamo messo insieme tutto senza errori. Sono nella squadra migliore, e siamo fiduciosi per il futuro”.

Meno sorridente Felipe Massa. Dopo un ottimo primo stint, il brasiliano perde posizioni dovendo ritardare la prima sosta a favore del compagno di squadra, ma nonostante le buone impressioni dell’Australia, ancora una volta alla prima difficoltà Massa sembra spegnersi. Il ritmo nel secondo stint non accenna ad arrivare: superato da Sebastian Vettel al 19esimo giro, Massa rientra ai box dopo aver utilizzato le proprie gomme Medium per sole 11 tornate. La terza fase di gara, però, non risolleva le sorti della sua gara: il brasiliano non riesce a sopravanzare la Force India di Di Resta, troppo veloce anche per essere superato con l’aiuto del DRS.

Massa effettua la terza sosta contemporaneamente a Nico Hulkenberg: i due escono appaiati in pit-lane e Massa riesce a sopravanzarlo, rientrando in settima posizione. A cinque giri dalla fine viene superato da Jenson Button, su gomme Soft, e prova a restargli attaccato per poter approfittare del momento in cui la problematica mescola morbida Pirelli inizierà a cedere. Massa guadagna una posizione grazie alla sosta di Di Resta, ma Button resta fuori dalla sua portata.

“La macchina va molto bene” commenta il Vicecampione 2008. “Siamo positivi guardando quello che ha fatto Fernando, che doveva essere quello che potevo fare anch’io. Nel primo stint andavamo bene, potevamo fare una doppietta. Ma ho avuto problemi con le gomme, e non è stato possibile fare meglio di così”. Quello che è certo è che, se i tifosi Ferrari sembrano poter effettivamente sperare in una macchina finalmente competitiva, per la seconda volta in tre gare la squadra di Maranello sembra dipendere interamente dalle prestazioni di un unico pilota.

La Ferrari c’è commenta Domenicali. E c’è davvero. Per quanto una appaia molto più pallida dell’altra.

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