“Patente a punti”: l’opinione di Vettel e Grosjean

15 maggio 2013 15:39 Scritto da: Valeria Mezzanotte

A qualche giorno dall’approvazione dei punti penalità per i piloti di Formula 1, arrivano i primi commenti dei diretti interessati.

vettel-grosjeanCome già spiegato la scorsa settimana, il nuovo sistema di penalità che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2014 prevede l’assegnazione al pilota di un certo numero di punti per determinate infrazioni e la squalifica da un Gran Premio qualora dovessero essere raggiunti 12 punti nel corso di una stagione.

Romain Grosjean, che com’è ben noto l’anno scorso fece molto discutere per i suoi numerosi incidenti nelle prime fasi di gara, soprattutto per il famigerato episodio di Spa che gli valse proprio la squalifica dal successivo GP di Monza, si dice favorevole all’introduzione della “patente a punti”: “Se si trova buon metodo, perchè non introdurlo? Al momento sono i commissari a decidere, come nella boxe o nel judo dove decidono i giudici: è arbitrario”. C’è da dire che questo nuovo sistema in realtà non introduce nuovi parametri di giudizio per i commissari ma solamente nuove tipologie di penalità. Gli stewards giudicheranno gli episodi di gara con gli stessi criteri visti fino ad ora, con l’unica differenza che, in aggiunta alle eventuali penalità imposte ad un pilota, questo riceverà anche i punti di penalità corrispondenti. Resterebbe quindi sempre l’arbitrarietà dei commissari nel decidere se una manovra debba essere punita o meno e, inoltre, se è da considerare più o meno pericolosa.

Forse è inutile allarmarsi troppo per lo spauracchio squalifica: per meritarsene una, un pilota dovrebbe eseguire ben sei manovre potenzialmente pericolose nel corso di una sola stagione. Il Campione del Mondo in carica Sebastian Vettel teme però che un sistema di questo tipo contribuisca ad inasprire il giudizio dei commissari, che potrebbero imporre penalità più facilmente di quanto visto in passato. “Forse sono troppo “vecchio stile”, ma credo che rischieremo di perdere punti per semplici incidenti di gara”. Seb, insomma, come la maggior parte degli appassionati, sembra perplesso: “Noi siamo piloti, non autisti.

4 Commenti

  • A parte il discutibile metodo tra l’altro sò che dovrebbero,dare anche penalità per l’eccessiva velocità in pit-lane,che colpa ha il pilota se non funziona il sistema di controllo della velocità?Ma a parte questo il vero problema è sempre lo stesso,la discrizionalità dei commissari e il fatto che cambiano ogni gara quindi per la stessa cosa c’è chi viene penalizzato e chi no perchè cambia la persona che giudica o per il nome del pilota,quindi secondo me sarà l’ennesima becerata per creare ulteriori polemiche

  • Ma non facevano prima a scalarli direttamente dalla classifica?

  • servono stewards formati e preparati, sempre gli stessi o quasi in un campionato e dei parametri a cui attenersi per poter giudicare in modo da avere sempre lo stesso metro di giudizio, allora i punti servirebbero a frenare le teste calde e non porterebbero scompiglio, ma finchè una manovra viene penalizzata o meno in base ai giudici presenti tutto ciò non serve a nulla, proprio la passata stagione ne è la conferma prendendo ad esempio Maldonado e Groesjean.

  • lewis_the_best

    e quando finiscono i punti vanno all’autoscuola a rifanno l’esame??
    l’ennesima str***ata della FIA che deve sempre complicare tutto!!
    se un pilota commette una scorrettezza gli dai un drive trough! se lo stesso pilota commette un’altra scorrettezza il gp dopo gli dai uno stop and go! se lo stesso pilota al terzo gp commette un’altra scorrettezza gli dai bandiera nera!! se lo fa una quarta volta gli si da il drive trough e inoltre scatta la squalifica di un gp!

    tanto semplice! ma evidentemente i geni che stanno a capo della FIA non amano la semplicità!

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