Monaco, perché ci corrono? Le ragioni di un Gran Premio

30 maggio 2013 14:07 Scritto da: Emanuele Venturoli

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È Domenica pomeriggio e fuori, stranamente, piove. Ho appena spento la TV e l’ormai religioso Canale 206 di Sky giace taciturno: neppure la prodigiosa interattività dello strumento tecnologico, seppur gustosa, è in alcun modo riuscita a salvare una delle gare più noiose delle ultime stagioni. In me si agitano sentimenti misti: mentre nei giorni antecedenti la gara avrei venduto la macchina e la casa per assistere al GP di Monaco dal vivo, ora ho la sensazione di avere buttato via un paio d’ore del mio prezioso weekend. Una domanda ronza sorniona: ma perché ci corrono ancora?

Sergio Perez in action a MonacoÈ importante, dunque, chiarire subito un punto. Monaco non ha nulla a che fare con le corse automobilistiche, o meglio, non ha più niente a che fare con le corse automobilistiche. Non è un circuito per la Formula 1 moderna, non è un circuito per il motorsport moderno. È scomodissimo per i team, è pericoloso per i piloti, obbliga a infiniti trenini dietro macchine impossibili da superare, non premia l’aerodinamica, non premia i motori, non premia la strategia ed è assolutamente inconcepibile per queste gomme.

Monaco, oltre ad essere la seconda gara più longeva dell’intera storia della F1 – dopo Monza –  è la più prestigiosa vetrina nel parco circuiti di Bernie Ecclestone. Un piccolo gioiello arroccato sulla costa fra la Francia e l’Italia all’interno del quale, dicono le stime della Comunità Europea, stagnano quasi tremila miliardi di euro di capitali detassati e per entrare nel quale (ovvero essere cittadini residenti) occorre aprire un conto corrente bancario da almeno 400.000 Euro.

Il Principato è un luogo totalmente a sè, sia nella quotidianità che negli equilibri della Formula 1, a cui Ecclestone è così legato da essere l’unico Stato che non paga all’organizzazione il fee di partecipazione, una cifra stimata fra i 28,1 e i 31,2 Milioni di euro per Gara. Questa somma di danaro, che le altre nazioni pagano per ospitare il GP nella speranza che esso funga da volano per il turismo e il terziario in generale, alla capitale monegasca non è richiesta: Monaco è troppo glamour, troppo ricca, troppo esclusiva di per sè. Questo la dice lunga sull’imprescindibilità di questo GP: Monaco, semplicemente, s’ha da fare. L’ACM (Automobile Club de Monaco) prende il 100% dei ricavi generati dalla gara, secondo un accordo firmato con Ecclestone in vecchia data e mai più discusso.

hulkenberg-monaco-sauber-2013L’ACM ad esempio si aggiudica tutto il ricavato della vendita della pubblicità esposta per i 3.340 metri del circuito, una cifra che nel 2008 ha raggiunto i 16,3 Milioni di dollari, e di quelli nati dalla vendita dei 37.000 biglietti previsti per gli spettatori ufficiali. Ça va sans dire, ovviamente, che i biglietti stessi sono i titoli di ingresso più costosi di tutto il carosello mondiale, con prezzi che partono da 140 Euro e sfrecciano fino ai 2.700 Euro degli Yacth Tickets o ai 4.800 del Paddock Club.

Durante il weekend di gara la città (che misura neppure due chilometri quadrati) arriva ad ospitare fino a 200.000 persone, una cifra sei volte superiore al numero medio di abitanti del principato durante l’anno, con flussi di cassa per le attività cittadine che crescono a percentuali con due o tre zeri. È una festa nella festa, con lunghissimi party notturni, passerelle di star del cinema e del Jet Set internazionale mentre l’intera città fa bella mostra di sè, mostrandosi più splendente e più ricca che mai.

Per moltissimi aspetti, Monaco e il suo Gran Premio di Formula 1 sono la stessa cosa, poiché incarnano gli stessi ideali e sono portatori degli stessi valori di esclusività e di ricchezza. Sia il paddock del Circus che il minuscolo Stato sulla costa Francese sono realtà per pochi, quasi fiabesche, infinitamente lontane dalla quotidianità e dalla, appunto, tangibilità.

A cosa serve, dunque, il GP di Monaco ad Ecclestone e al Circus? A mantenere un rango, uno status: è la celebrazione della Formula 1 stessa, con sponsor e partner che si accapigliano per fare succedere proprio lì, di fronte agli occhi della crème Mondiale, le cose più sensazionali: dai diamanti sui caschi McLaren fino alla presenza dei Daft Punk nel box Lotus.

È un avvenimento assai “show-off”, come direbbero gli anglosassoni, ma proprio per questo anche una straordinaria dimostrazione di forza che il Circus dà tutti gli anni al globo intero. In un certo senso è singolare che questa stupefacente parata si consumi proprio in concomitanza con il Gran Premio più brutto (diciamolo, una buona volta) dell’anno, eppure stranamente logico. Vincere Monaco è speciale perché questi sono giorni speciali, uguali a nessun altro weekend dell’anno.

È domenica pomeriggio, fuori ha smesso di piovere. Ho cambiato idea. Vorrei comunque andarci, a Monaco, l’anno prossimo. Mi hanno detto che dentro al tunnel in realtà si gira in senso contrario a quello della F1. Chissà che effetto fanno la Portier e la Mirabeau curvando a sinistra?

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27 Commenti

  • Dico subito che il gp di Montecarlo non mi piace. Ha la sua storia,ma ritengo che non sia più adatto per correrci. Però per fare in modo che anche gli uomini di classifica si prendano dei rischi, perché non trasformare monaco nella vecchia Race of Champions? Senza punti pesanti per il campionato sono sicuro che vettel o Alonso avrebbero rischiato di più. Inoltre questa gara potrebbe aiutare gli ingegneri a testare nuove soluzioni aereodinamiche o tecniche

  • senza il GP di Monaco non esiste la Formula 1. Sono trent’anni che sento dire che è un gran premio anacronistico, però il sorpasso di Mansell all’uscita del tunnel è un pezzo di storia. I sorpassi con kers, ali mobili ecc. su piste disegnate con l’autocad light dall’architetto tedesco sono banali. Salviamo Monaco, Spa, Le Castellet piste dove ci vuole il “pelo” per guidare una Formula 1 a 300 Km/h.

  • Per quanto riguarda monaco mi sono già espresso, non si dovrebbe correre in questo circuito, non ha nessun senso.
    @Redazione
    mi volevo associare al commento fatto sulla pubblicità invasiva che da un po’ di tempo è presente sul blog, risulta davvero fastidiosa e potrebbe indurre anche me a non visitare più il blog. Sono un programmatore informatico e lavoro nel settore da quasi dieci anni e secondo me si può scegliere quale tipo di strada intraprendere fermo restando i costi e l impegno di mantenere un portale bello e completo come blogf1,

  • Ma veramente volevi vendere casa e automobile per andare a vedere il gran premio di Monaco dal vivo?
    E poi dove saresti andato a vivere,sotto i ponti?

  • RedFerrari96

    Io amo troppo questo Sport, e per questo a me piace ogni gara. Perché solo vedere le monoposto, sopratutto la Ferrari , girare trasmette a me delle sensazionk difficili. Montecarlo è un circuito vecchia generazione, anche se circuito non è. Il giorno più bello del weekend monegasco è il sabato pomeriggio, quando si gioca la pole. Ecco in quel momento si vede chi è un vero pilota, perchè conta molto l’abilità del pilota , e le gomme non sono fondamentali , quindi tutti possono gare più stint. Ovviamente conta anche la monoposto , ma non come nelle altre gare. La gara, alcuni dicono che sia la più noiosa, ma per me no. Perché sono 78 giri tutti al limite, dove ogni errore si paga, e soprattutto i sorpassi sono veri. Perchè a voi piace vedere 70 sorpassi tutti con l’ausilio del DRS? Sinceramente a me no, preferisco vedere un sorpasso vero nel principato, dove devi rischiare. Perez ad esempio. Margarita qualcuno la giudicato troppo impulsivo, ma secondo me ha corso come si dovrebbe correre in questa storica pista. Magari tutti i piloti corressero così.

    • concordo su tutto, solo il contatto con Raikkonen non mi convince del tutto, come questa nuova regola che si debba lasciare lo spazio per un’altra monoposto, soprattutto a Monaco dove si sfiorano i rail, dovete spiegarmi come fa un pilota che è davanti a capire a che altezza si trova quello dietro..

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