Bridgestone: “Non siamo interessati al ritorno in F1″

5 giugno 2013 13:09 Scritto da: Redazione

Così come Hankook, anche Bridgestone conferma di non avere interesse nel tornare in Formula 1.

hulkenbergDopo la smentita di Hankook, anche Bridgestone ha escluso un proprio ritorno in Formula 1 nei prossimi anni. Il costruttore giapponese, che è stato fornitore nel Circus dal 1997 al 2010, ha fatto sapere di non avere nessun interesse per il Circus al momento.

Un portavoce ha confermato al magazine Autosport: “Non esistono attualmente dei piani per rientrare in Formula 1. La nostra partecipazione in Formula 1 ha portato a Bridgestone un significativo miglioramento della conoscenza del marchio in Europa e in altre aree di tutto il mondo. Al tempo stesso, Bridgestone ha applicato con successo le tecnologie studiate per i pneumatici di F1 allo sviluppo della gamma di serie. In questo contesto economico attuale, Bridgestone si è concentrata sulla necessità di indirizzare le proprie risorse verso lo sviluppo ulteriore di queste tecnologie innovativa ed ha deciso di non rientrare in un nuovo contratto di fornitura di pneumatici di F1″.

In questo contesto, Pirelli trova sempre più spazio in Formula 1: mentre l’accordo commerciale tra la società milanese e la FOM sembra sia stato raggiunto, si sta ancora lavorando per finalizzare l’accordo con le squadre.

12 Commenti

  • Io abolirei il monogomma, metterei un altro fornitore in competizione…. e spero che Ferrari scelga l’altro fornitore e non Pirelli.

  • Io spero in Michelin allora… ho letto che forse la tendenza sarà di avere cerchi più grandi.. e a suo tempo Michelin era interessata a cerchi di 17 o più pollici…

  • fittipaldi

    Come volevasi dimostrare nessun gommista ha una gran voglia di mettere gli zebedei nello stipite……a parte i nostri amici pirelliani noti masochisti conclamati.
    Secondo me basterebbe togliere il monogomma per avere gradite sorprese.

    • Assolutamente d’accordo con te (sulla fine del monopolio). Scrivo (poco) sul blog da circa 20 mesi e lo vado ripetendo stesso. Qualsiasi altro fornitore in regime di monogomma non farebbe nulla di diverso dell apIrelli (piegarsi ai voleri del nano). L’unico modo per tornare a vedere pneumatici performanti è la concorrenza tra più fornitori. Amen

    • MotoreAsincronoTrifase

      la fine del monopolio significa che un costruttore che sceglie il gommista sbagliato puo’ anche smettere di sviluppare la macchina, che tanto non fara’ mai nulla. Ricordo ancora con bridgstone vs michelin. La prima meta’ classifica erano tutti i michelin mentre la seconda meta’ erano tutti i bridgstone, esclusa la ferrari che pero’ disse che anche se avevano la macchina migliore non potevano vincere senza le gomem giuste. Le gomme sono davvero troppo importanti per non mettere il monopolio.

  • Hanno ragione..perchè entrare in F1 e dover fare gomme inutili per tutto ciò che va oltre la F1?..ormai la F1 non è la competizione in cui si studiano cose al limite..cose nuove..è una competizione in cui tutti hanno praticamente la stessa vettura e la differenza la fa lo scarico indirizzato in un modo o l’ala che flette..

  • Giuseppe.Ferrari

    ma perchè la federazione non produce lei stessa le gomme?

    • MotoreAsincronoTrifase

      perche’ dovrebbe spendere molti milioni di ricerca e sviluppo quando le puo’ avere gratis e anzi essere pagata per le sponsorizzazioni che si vedono a bordo pidsta. Senza parlare del know-how che non ha e non potra’ avere da un giorno all’altro.

  • Io penso invece che se si facesse qualche proposta alla Good Year oppure alla Firestone, Pirelli avrebbe realmente qualche gatta da pelare. Considerando tra l’altro che la Firestone fornitrice della Indycar, utilizza mescole che fanno al massimo 70/80 chilometri 45/50 Miglia, quindi lo stesso standard richiesto dalla federazione a Pirelli.

  • A conferma di quanto già detto a seguito dell’articolo sulla Hankook, i gommisti lasciano volentieri la gatta da pelare F1 alla sola Pirelli. E’ evidente ormai che per loro, tra le continue e discordanti richieste di federazione e team (che tra l’altro poi rinnegano anche di aver fatto) e le critiche feroci, più che un palcoscenico da sfruttare sta diventando un incubo da evitare.

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