Vettel l’alieno: vittoria schiacciante a Montréal! Webber è 4°

9 giugno 2013 23:16 Scritto da: Valeria Mezzanotte

Vettel domina al Gilles Villeneuve e allunga in Classifica. Webber non riesce a spremere la RB9 come il suo compagno di squadra, e gli finisce a quasi mezzo secondo di distacco, fuori dal podio.

vettel-redbull-vittoriaDopo la beffa di due anni fa, Vettel e la Red Bull riescono ad espugnare per la prima volta Montréal, salendo sul gradino più alto del podio dopo una gara che dire dominante è dire poco. Qualche sbavatura e qualche bacio ai muretti del Circuit Gilles Villeneuve tolgono poco o nulla a una corsa di 70 giri in cui la vittoria non è di fatto mai stata in discussione, e in cui il Campione del Mondo in carica ha doppiato tutti i colleghi a partire dal sesto classificato. Storia differente per Mark Webber: nonostante un ritmo a tratti simile a quello del compagno di squadra nelle fasi centrale della corsa, e una seconda posizione che sembrava vicina, l’australiano resta a 10 secondi dal podio, a 25 da Vettel, forse anche a causa di un contatto con una Caterham che gli danneggia l’alettone anteriore.

Alla partenza, Sebastian Vettel mantiene la testa della corsa e inizia ad inanellare giri veloci con un ritmo impressionante, guadagnando circa un secondo a tornata su Hamilton. Brividi all’11° giro, quando la sua RB9 striscia contro il muro, ma al termine della stessa tornata il vantaggio sull’anglocaraibico è già a 6.5 secondi, e il pilota di Heppenheim procede senza problemi.

Il primo pit stop arriva al 17° giro: Seb monta gomme Medie e, tornato in pista, fa ancora segnare settori record, riprendendosi la testa della corsa con la sosta di Hamilton tre tornate dopo. Al 34° giro quello che può essere considerato il simbolo della forza schiacciantedi Vettel in questa gara: il Tricampione doppia Kimi Raikkonen, fino a poche ore fa secondo in Classifica, e dieci tornate dopo rifila lo stesso trattamento all’altra Lotus di Grosjean. Un’immagine fortissima in ottica Campionato, frutto sicuramente di un brutto GP per la squadra di Enstone, ma anche di una davvero enorme prova di forza del duo Vettel – Red Bull.

Al 48° giro, tornata della sua ultima sosta, Seb ha 30 secondi di vantaggio su Lewis Hamilton. Il dritto alla prima curva al giro 51 fa aumentare probabilmente di poco il suo battito cardiaco: nove giri dopo, la bandiera a scacchi saluta la sua prima vittoria sul circuito canadese, che lo porta a 36 punti di vantaggio sul secondo in Classifica iridata, ora il ferrarista Alonso.

”Vincere qui non era un’ossessione, ma sicuramente è bello aver finalmente raggiunto la vittoria anche in Canada, dopo che due anni fa c’ero andato tanto vicino. E ovviamente era importante pensando al Campionato” spiega il leader iridato, che racconta così i suoi 70 giri al Gilles Villeneuve: ”Tutta la squadra ha fatto un ottimo lavoro. La partenza è stata buona, a quel punto ho iniziato ad aprire un gap da amministrare successivamente, perché non sapevamo con certezza quanto sarebbero durate le gomme o quante soste avremmo fatto. Spingendo sono andato molto vicino al muro, forse più di quanto volessi, può capitare da queste parti. Dopo la prima sosta ho visto che avevamo un buon margine ed ho amministrato la corsa. Ovviamente nel traffico è sempre piuttosto difficile gestire la gara, ma la macchina era perfetta ed è andato tutto bene. Il dritto al 51° giro? Ho perso il posteriore arrivando lungo alla prima curva e ho preferito tagliare direttamente la curva anziché rischiare di mandare la macchina sul cordolo. Ho perso 4-5 secondi ma è andata bene così”.

Il dominio di oggi fa sembrare davvero lontane le dichiarazioni caustiche degli uomini di Milton Keynes sulle mescole Pirelli e su una F1 che secondo Mateschitz avrebbe ormai poco a che vedere con l’automobilismo, ma Sebastian non vuole lasciarsi coinvolgere dalle polemiche: La mia lamentela sulle gomme ha sempre riguardato la sicurezza: ci sono sempre detriti in pista, ma non è possibile che questo determini delaminazioni ad ogni GP. Dal punto di vista prestazionale, ho sempre detto che c’erano squadre che avevano fatto un lavoro migliore del nostro e che avremmo dovuto migliorare la nostra performance prima di poterci lamentare delle gomme. Ma i giornali spesso scelgono solo parti delle tue dichiarazioni, anziché pubblicarle per intero”.

La partenza di Mark Webber è molto buona – verrebbe quasi da aggiungere “sorprendentemente” – e gli permette di prendere una posizione su Bottas passandogli all’esterno alla seconda curva. Resta poi per vari giri a un secondo di distacco da Rosberg, e considerando che Alonso alle sue spalle non sembra in grado di mettergli pressione, dal box gli dicono di iniziare a pensare di risparmiare le gomme.

Al 13° giro informa il muretto di non avere più grip sull’anteriore sinistra, e alla tornata successiva rientra infatti ai box per la sua prima sosta passando alle Pirelli Medium, restando in quarta piazza. L’australiano resta a meno di un secondo di distacco da Rosberg, ma non sembra riuscire ad avere la meglio, e sui rettilinei si sposta dalla scia della più rapida Mercedes per evitare problemi di surriscaldamento. Alonso intanto gli rosicchia circa mezzo secondo a giro. Alla tornata 30 Webber e Rosberg arrivano quasi al contatto e l’australiano cerca disperatamente il sorpasso, riuscendo finalmente a portarlo a termine.

Sette tornate dopo arriva il momento più critico della gara della Red Bull n°2: un’incomprensione con il doppiato Van der Garde e i due si toccano all’hairpin (episodio per il quale all’olandese verrà imposto uno stop-and-go). L’alettone anteriore dell’australiano si danneggia e una parte si stacca alla chicane finale. Il ritmo di Webber inizialmente non sembra risentirne e lui ed Alonso iniziano a scambiarsi giri veloci, fino a che lo spagnolo non tenta l’attacco alla 43esima tornata, e Webber è costretto a cedergli la terza posizione alla prima curva.

Dopo la sua seconda ed ultima sosta, Webber non riesce più a tenere il ritmo del trio di testa, e sebbene il suo ingegnere di pista lo inviti a spingere per puntare su Hamilton, si limita di fatto ad amministrare i quasi 40 secondi di vantaggio su Rosberg.

Il quarto posto di Webber non minimizza comunque l’impressionante prova di forza della squadra di Milton Keynes, che con Vettel oggi è sembrata di nuovo in grado di uccidere il Mondiale a suon di pole position e vittorie consecutive. Mentre i punti di vantaggio in Classifica Costruttori sulla Ferrari salgono a 56, ai rivali non resta altro che sperare che quello di oggi sia solo un falso allarme e che, se vittoria Red Bull dev’essere, che almeno arrivi dopo un Mondiale combattuto, fino all’ultima curva.

1 Commento

  • Vorrei fare una domanda: il DRS o ala mobile se non ricordo male può essere utilizzato: in qualifica sempre e in gara solo in fase di sorpasso o di un avversario per la conquista della posizione o per effettuare un doppiaggio. giusto?
    quindi: per quale motivo nei giri 51 – 52 – 53 ed in fine 70 Vettel lo ha utilizzato comunque senza nessuna di queste condizioni???

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