Pirelli nell’occhio del ciclone, ma è più vittima che carnefice

1 luglio 2013 13:08 Scritto da: Davide Reinato

Pirelli vittima, più che carnefice. In attesa di conoscere i motivi che hanno portato allo scoppio di 5 pneumatici durante il GP di Gran Bretagna, analizziamo la questione in maniera oggettiva.

mercedes-scoppio

Lewis Hamilton © Getty Images

Gli pneumatici sono stati, senza ombra di dubbio, i protagonisti in negativo del Gran Premio di Gran Bretagna. Dagli appassionati arriva un grido di dolore per aver assistito ad un weekend particolarmente nero per la Formula 1, forse secondo solo al GP degli Stati Uniti del 2005, quando Michelin consigliò alle proprie squadre il ritiro dalla corsa per motivi di sicurezza.

A Silverstone abbiamo assistito a cinque esplosioni inaccettabili. A farne le spese sono stati Lewis Hamilton (Mercedes), Felipe Massa (Ferrari), Sergio Perez (McLaren), Jean-Eric Vergne (Toro Rosso): tutti con la posteriore sinistra distrutta. Solo Esteban Gutierrez (Sauber) ha avuto lo stesso problema dei colleghi, ma con l’anteriore sinistra.

Paul Hembery, responsabile Motorsport di Pirelli, ha spiegato: “Ci sono stati dei problemi mai riscontrati prima al posteriore sinistro. Abbiamo preso molto seriamente in considerazione la situazione e, attualmente, stiamo analizzando tutte le gomme per arrivare a determinare la causa il più presto possibile, prima del prossimo Gran premio di Germania. Non possiamo aggiungere molto di più fino a quando non avremo studiato e analizzato completamente tutti questi incidenti che, al momento, rappresentano la nostra priorità. Tuttavia, possiamo escludere che il nuovo processo costruttivo, introdotto da questa gara, sia alla base degli incidenti verificatesi oggi.  Qualche parte del circuito di Silverstone potrebbe avere avuto un impatto particolare sulla versione più recente dei nostri pneumatici 2013, ma in questo momento non vogliamo fare ipotesi. Metteremo insieme tutte le prove raccolte per scoprire cosa è successo e poi intraprendere le azioni che saranno necessarie”.

Bisogna però mettere da parte il qualunquismo con cui molti tifosi stanno affrontando la situazione, puntando il dito e abbandonandosi ad un facile disfattismo. Perché nel marasma generale spesso si sottovaluta il fatto che c’è un concorso di colpa tra Pirelli, FIA e le squadre stesse. L’unico errore di Pirelli in questi tre anni è stato quello, occorso nei mesi scorsi, della delaminazione del battistrada. Una situazione che la società della Bicocca avrebbe voluto risolvere cambiando la struttura, ma che i team hanno stoppato invocando il regolamento tecnico che vieta qualsiasi modifica agli pneumatici, se non in caso di questioni legate alla sicurezza.

Secondo Adrian Newey, la colpa di quanto accaduto è delle squadre. In una dichiarazione rilasciata ad Autosport, ha ammesso: “Pirelli aveva proposto una soluzione e alcune squadre, per timore che queste potessero favorire la concorrenza, hanno bocciato la proposta. Questa miopia ha generato una situazione imbarazzante per la F1, mettendo in pericolo la sicurezza dei piloti”.

La sensazione è che dietro alla fornitura degli pneumatici ci siano pressioni e trattative commerciali che hanno fatto perdere un po’ la bussola a tutti. Riflettete e leggete tra le righe: Pirelli ha raggiunto accordi con i team per rimanere in Formula 1, ma ci sono ancora trattative difficoltose con la FIA riguardo alcuni punti, proprio nello stesso periodo in cui Michelin inizia ad affacciarsi alla finestra per vedere cosa succede. Pirelli potrebbe essere vittima, più che carnefice.

Tornando a Silverstone, resta difficile dare una spiegazione oggettiva per un osservatore esterno. Solamente Pirelli potrà avere la situazione chiara in tal senso e decidere di agire di conseguenza. La sensazione, però, è che l’ipotesi del cordolo “tagliente” non sia così assurda come appariva in un primo momento. Questo weekend abbiamo assistito ad una grande deformazione della spalla degli pneumatici: è possibile che, per effetto di questi movimenti, le gomme possono essere state pizzicate a tal punto da causare lo scoppio? Questo interessante video della BBC ci porta all’ingresso della curva 4, il punto incriminato che avrebbe causato i danni alle gomme.

Allora, adesso, quale soluzione adottare? Alcune squadre, Red Bull in primis, hanno proposto di tornare alle gomme 2012 già dal prossimo weekend, perché la sicurezza dei piloti è imprescindibile da qualsiasi cosa. La Ferrari ha invece proposto di modificare i programmi relativi ai rookie test, previsti a Silverstone per metà luglio, per effettuare una sessione di collaudo collettiva insieme a Pirelli e alle squadre ufficiali.

La soluzione veloce? Pirelli ce l’ha, è lì pronta già dal Canada: basterà invocare la questione sicurezza per modificare le coperture, per buona pace delle squadre e della Federazione.

75 Commenti

  • La Pirelli vittima?? Si vittima della mania di protagonismo, come il suo presidente, per far parlare di se ha esagerato ed ora sta mandando in vacca la F1. Lo sapevo quando seppi dell’arrivo in F1 di questi signori che ne avrebbero combinate di tutti i colori …

  • Come al solito segnalo gli ottimi commenti di Zio Ture e aggiungo, in base alle opzioni paventate, partendo dal presupposto che entrambe sono antisportive:

    1. Usare le gomme del 2012, con meno degrado (più dure), è ovvio che questa soluzione va a penalizzare squadre come Lotus e Ferrari, già gentili con le gomme 2013 8figuriamoci con le 2012)…

    2. Usare una costruzione più conservativa (credo che il kevlar conduca meno calore dell’acciaio..ma non voglio dire baggianate!) creerebbe una situazione analoga al punto 1 (dati i risultati di silverstone e montecarlo, credo proprio che qualche modifica sia già stata fatta….)

    Beh, si deve cambiare per la sicurezza? Speriamo solo che questo test serva a tutti per sfruttare le nuove gomme…anche se spesso non dipende solo dalle sospensioni o dal carico aerodinamico (modificabili), ma dalla costruzione e geometrie del telaio (non modificabile…vedremo

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