Quasi capolavoro di Kimi. Un secondo sotto il cielo!

7 luglio 2013 17:12 Scritto da: Diego Mandolfo

Una domenica quasi perfetta per la Lotus, manca solo la vittoria. Raikkonen e Grosjean salgono sul podio dietro Vettel, che vince il Gran Premio di Germania

lotus gergp

Alla fine solo poco più di un secondo ha diviso Raikkonen da Vettel, al termine di una rimonta mozzafiato, portata fino all’ultima curva del GP tedesco. La strategia della Lotus, qui al Nurburgring, ha tenuto in scacco la Red Bull del padrone di casa per tutta la durata della gara. Prestazioni molto simili fra le monoposto anglo-austriache e le anglo-francesi. Sebastian si è comunque difeso bene fino alla bandiera a scacchi, vincendo per la prima volta davanti al suo pubblico qui al Nurburgring. Le due monoposto nero-oro partivano in quarta e quinta posizione, riuscendo a mantenere la posizione dopo le prime battute. Davanti, Hamilton è stato subito risucchiato dalle Red Bull di Vettel e Webber. Dietro ci sono Kimi e Romain, che montavano gomme soft come i primi. Raikkonen sopravanza Webber al primo pit stop: l’australiano perde la ruota posteriore destra pochi metri dopo la sua piazzola. Grosjean invece prosegue e si ritrova al comando della corsa. Al 13° giro il transalpino ha 13 secondi di vantaggio su Vettel ed è l’unico pilota di vertice a girare ancora con gomme soft. Questo allungo gli varrà il secondo posto al rientro dal suo pit stop. Le scelte strategiche del muretto Lotus cominciano insomma a pagare, con Grosjean che da quinto si ritrova ora secondo e Raikkonen lanciatissimo verso le posizioni di vertice.

Iceman è infatti è sesto ma, dopo un lungo inseguimento, confeziona un sorpasso meraviglioso ai danni di Hamilton e guadagna, dopo le soste di Button e Hulkenberg, la terza posizione. La storia della prima parte della gara ci dice quindi che le due Lotus, partite in 4a e 5a posizione sono adesso in 2a e 3a e sono le uniche avversarie in grado di impensierire il leader del GP e del Campionato. Al 25° giro la safety car ricompatta il gruppo, dopo che la Marussia di Bianchi aveva cominciato a vagare solitaria per il tracciato (come quando ci si dimentica di tirare il freno a mano e le macchine dei comuni mortali “vanno via”).

I piloti ne approfittano per cambiare nuovamente le gomme. Cambiano le strategie: probabilmente chi puntava alle due soste passa così alle tre. Alla ripartenza, Vettel comincia a spingere tentando di scrollarsi di dosso l’ingombrante presenza dei due alfieri Lotus, ma senza successo. Tutto si gioca quindi attorno all’ultima e decisiva sosta dei tre battistrada. Al 41° e 42° giro si fermano Grosjean e Vettel (montano gomme medie), rimanendo rispettivamente secondo e primo. Raikkonen decide di continuare. Il suo vantaggio sul tedesco si mantiene attorno ai 15 secondi, cosicché qualcuno pensa che potrebbe anche tentare l’azzardo di andare fino in fondo senza fermarsi più. Poi però il distacco viene eroso dagli inseguitori: il finnico perde un paio di secondi e al 50° giro si ferma e monta gomme soft per affrontare gli ultimi 10 giri di gara. Rientra subito dietro Vettel e Grosjean, ma con gomme morbide e nuove. Ha insomma le carte in regola per giocarsela fino in fondo per il primo posto. E così farà: passa il suo team-mate e arriva dietro gli scarichi di Vettel, che però manterrà la sua leadership fino alla fine. Si conclude così un quasi-capolavoro. Forse, se Kimi avesse anticipato di un paio di giri il suo ultimo stop ai box avrebbe avuto più chance di vincere, evitando di perdere quei due secondi che gli sono poi stati fatali. Ma è una valutazione a bocce ferme, difficile da fare in gara, quando forse gli strateghi Lotus stavano cercando di capire se ci sarebbe stata la possibilità di arrivare fino in fondo senza effettuare più alcuna sosta.

Ma c’è un ulteriore dubbio che aleggia adesso nel motorhome Lotus, dopo le parole dello stesso Kimi, che ha dichiarato: “Avrei potuto continuare fino alla fine. Dovevamo valutare se non sarebbe stato il caso di andare fino in fondo (senza effettuare l’ultima sosta ndr). Ma avevo grossi problemi con  la radio. Io potevo sentire il team ma loro non potevano sentire me, a parte in un paio di curve. Mi chiedo quindi se non sarebbe stato il caso di proseguire, visto che le gomme erano ok. Ammetto che è dura pensare a cosa sarebbe potuto succedere nei successivi due giri (se la corsa fosse stata un po’ più lunga ndr). Avevamo una buona velocità. Penso che avrei potuto passare Vettel. Abbiamo fatto tutto il possibile e ma abbiamo mancato la vittoria, ma credo che per la squadra sia stata una buona gara. Continueremo a provarci!“.

Ciò detto, la Lotus ha portato a termine il suo compito egregiamente, in questo week end tedesco. I due piloti di Enstone si piazzano fra Vettel e Alonso, posizione che ha anche del simbolico. Cosa c’è fra la Ferrari e la Red Bull: c’è proprio la Lotus! Le prestazioni, le strategie della scuderia guidata da Eric Boullier incarnano, al momento, ciò che dovrebbe essere la Ferrari, ovvero la diretta inseguitrice di una Red Bull piglia tutto, che sta lanciando il suo asso verso il quarto Mondiale di fila.

 

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