Seb ce la fa: trionfo in casa! Problemi per Webber, 7°

7 luglio 2013 17:11 Scritto da: Valeria Mezzanotte

Vettel raggiante di fronte ai suoi tifosi: “È stata dura ma finalmente ho vinto qui”. Webber rimonta fino al settimo posto grazie alla Safety Car, dopo un errore ai box dei suoi meccanici. I Campioni in carica allungano in entrambi i Mondiali.

vettel-germania”Finalmente ce l’ho fatta!” esulta estasiato Sebastian Vettel sul podio di casa. Sì, perché dopo tre anni di tentativi andati a vuoto il pilota di Heppenheim è riuscito ad espugnare anche il GP di Germania, dopo una corsa senza la benché minima sbavatura e in cui nessuna delle strategie creative dei suoi rivali è riuscita a negargli la vittoria. Storia ancora una volta differente per Mark Webber, che paga un (potenzialmente pericoloso) errore dei meccanici durante la sua prima sosta: ritrovatosi in ultima posizione, riesce poi comunque a rimontare fino alla settima, con l’aiuto della Safety Car.

Entrambe le Red Bull “bevono” la Mercedes di Hamilton alla partenza. Vettel tenta subito la fuga ma Webber non mostra segni di cedimento: i due si rincorrono sul cronometro, con differenze tra i loro giri a volte millimesimali, ma le loro PZero Soft iniziano a perdere rapidamente colpi. All’ottavo giro Vettel è infatti il secondo pilota di testa a rientrare, dopo Hamilton, passando alla mescola più dura, e torna in pista con circa tre secondi di vantaggio sull’anglocaraibico. Il Campione del Mondo in carica approfitta di un ritmo superiore a quello della Mercedes e vola via, sopravanzando poi Button alla prima curva dell’11esima tornata, riconquistando la terza piazza e divorando il divario dal secondo Alonso quasi come se stesse ancora montando gomme Soft. Lo spagnolo infatti rientra al giro 13, lasciandogli pista libera. La sosta di Grosjean gli restituisce anche la testa della corsa, ma il francese della Lotus è scatenato: rientrato in seconda posizione alle spalle di Vettel, gli si fa sotto rapidamente.

Entrambi effettuano la seconda sosta in occasione dell’ingresso della Safety Car al giro 25 dopo l’imprevisto della vettura di Bianchi. Il gruppo viene quindi ricompattato, e Seb si ritrova alle sue spalle entrambe le Lotus, che certo non hanno da imparare da nessuno in materia di durata delle mescole. I tre arrivano ad essere racchiusi in meno di 1.5. Al 41° giro Grosjean si ferma nuovamente e Vettel copre la sua mossa, mantenendo la posizione sul francese e tornando in pista alle spalle di Hamilton. Dopo pochi giri il Campione in carica riesce ad avere la meglio sulla Mercedes, e grazie alle soste successive di Button, Raikkonen ed Alonso riconquista la testa della corsa.

La gara della Red Bull numero 1 si trasforma ancora una volta in una lotta contro il cronometro e, soprattutto, contro Kimi Raikkonen che ha accorciato l’ultimo stint per poter montare la Pirelli più rapida, Soft. ”Quando abbiamo visto Kimi montare le Option alla fine, sapevamo che ci avrebbe dato filo da torcere. Tutto stava nel capire se le sue gomme avessero retto a sufficienza per superarci” commenta Adrian Newey, dopo una corsa diversa dalle passeggiate trionfali a cui Vettel e Red Bull rischiano a volte di abituarsi. Seb, in ogni caso, mantiene il sangue freddo e si fa un bel regalo di compleanno con qualche giorno di ritardo: vittoria nel GP di Germania, la quarta della stagione, la prima in casa della sua carriera.

”La gara è stata incredibile, siamo stati costanti, abbiamo dovuto mantenere la concentrazione al massimo per tutti i 60 giri. Raikkonen e Grosjean mi hanno messo molta pressione addosso, in un paio di giri siamo stati più lenti di loro” racconta Seb sul podio, felice di aver scampato il pericolo. ”E’ stata dura, ma sono riuscito a difendermi nel modo giusto”.

A completare la gioia Red Bull manca però Mark Webber. Il patatrack, per lui, arriva al giro 9, quello della sua prima sosta: i meccanici non fissano a dovere la gomma posteriore destra che scivola via dalla vettura prima che Webber lasci la pit lane e colpisce un cameraman. Mentre l’uomo viene trasportato al centro medico (senza mai perdere conoscenza e, sembra, in condizioni stabili), l’australiano dopo un secondo intervento dei suoi meccanici rientra in ultima posizione, anche se già con un giro di ritardo. La Safety Car gli offre però l’occasione di sdoppiarsi e di azzerrare gli 80 secondi di distacco rimediati dal gruppo di coda. Quando la gara viene ripristinata al giro 30, Webber supera immediatamente le Caterham e la Marussia superstite di Chilton, per poi avere la meglio anche su Bottas e mettersi negli scarichi di Gutierrez, che si rivela però un osso più duro del previsto. Al 39° giro Webber non ha ancora avuto la meglio sulla Sauber, e decide piuttosto di rientrare per il terzo pit della gara, montando nuovamente PZero Medium. Le successive soste degli avversari riescono a farlo risalire fino alla nona posizione, mentre i sorpassi su Di Resta e Perez nelle fasi finali gli permettono di raggiungere la settima piazza in cui chiude la gara.

Settima piazza che porta a Milton Keynes altri 6 punti che, uniti ai 25 di Vettel, portano la Red Bull a 67 lunghezze di vantaggio sulla Mercedes. Seb, invece, allunga a +34 su Fernando Alonso, preparandosi sempre di più a mettere le mani sul quarto Titolo consecutivo.

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