25 anni senza Enzo Ferrari: il Mito corre ancora

13 agosto 2013 12:14 Scritto da: Redazione

Il Grande Vecchio se ne andò in punta di piedi, il 13 agosto 1988. La notizia della sua scomparsa venne ufficializzata solamente il giorno seguente, in una delle estate più tristi per l’azienda modenese.

gilles-villeneuve-enzo-ferrariUn sogno dell’adolescenza. Ecco come descriveva la sua attività automobilistica Enzo Ferrari. E’ bastata una fotografia sulla Stampa Illustrata per far scattare il sogno di un giovanissimo Ferrari che, dopo aver letto della vittoria di Raffaele Di Palma alla 500 Miglia di Indianapolis, ha deciso di dedicare la sua vita alle corse.

“La macchina da corsa per me è come un figlio. Il figlio rappresenta la continuità di noi stessi, lei lo porta a scuola e il giorno che riesce negli studi – che è il primo della classe – lei è orgoglioso di lui. Capita quello che per un costruttore realizzare trasformando una materia informe, dei forgiati, in una meccanica vivente. In una armonia di suoni”, rispondeva il Commendatore a chi gli chiedeva cosa significasse per lui costruire automobili.

Il suo ricordo è ancora vivo in chi lo ha conosciuto, mentre i più giovani appassionati di motori lo ricordano quasi come una figura mitologica, idealizzandolo. Di fatto, però, Enzo Ferrari era un personaggio unico nel suo genere, in grado di guardare al futuro come pochi altri. Riservato e schivo, se ne andò in punta di piedi il 13 agosto del 1988. Su sua disposizione, solamente il giorno dopo la stampa venne informata della sua scomparsa.

“Io non ho avuto la possibilità di studiare. Mi sono fermato a quella che una volta era la terza tecnica, che oggi equivale alla terza dell’obbligo. Però nella vita mi sono sempre contornato di persone molto colte, capaci e soprattutto pervase dal desiderio di avere successo. L’amore per l’automobile è la prima qualità che io dovevo scoprire nel mio interlocutore prima di assumerlo”, diceva Enzo Ferrari. Questo era il segreto del suo successo. Nella sua lungimiranza è contenuta la formula magica che lo ha portato sul tetto del mondo: le sue vetture dovevano essere potenti, ma anche eleganti. Ed è così anche oggi;  per questo la Ferrari continua non solo a produrre vetture, ma a vendere sogni.

Nella casa natale di Enzo Ferrari, a Modena, oggi sorge il museo a lui dedicato. Lui che veniva da una cultura contadina, era affascinato dalla tecnologia. Oggi la sua creatura è entrata nel Mito, così come lui. Mauro tedeschini, Presidente della Fondazione Casa-Museo Enzo Ferrari, ha raccontato all’Ansa: “Più passano gli anni, più si conferma la straordinaria modernità del personaggio Enzo Ferrari. La sua spinta all’innovazione tecnologia e la scelta di puntare fin dal dopoguerra sui mercati mondiali, e fanno un personaggio unico nell’Italia dell’epoca. Il tutto animato da una passione incredibile per il mondo delle corse e della velocità, con una capacità unica di motivare i propri uomini a migliorarsi”.

6 Commenti

  • RedFerrari96

    25 anni fa moriva Enzo Ferrari, esattamente il 12 agosto 1988, anche se la sua morte è stata comunicata al mondo due giorni dopo. Aveva un sogno da piccolo: Diventare Enzo Ferrari. E questo sogno l’hai realizzato. Pochi conoscono i volti di Ferdinand Porsche , o di Henry Ford- famoso anche per l’invenzione della catena di montaggio-, di Louis Renault oppure di André Citroën, mentre tanti, tantissimi conoscono il volto di Enzo Ferrari. La parola Ferrari, richiama automaticamente il volto del costruttore modenese. L’anno scorso sono andato a vedere il Gran Premio d’Italia , e quando non c’era nessuna attività in pista, giravo il parco, e vedevo risplendere solo un colore il Rosso, e pensavo: ” Tutto è nato da una ambizione giovanile di un grande appassionato. Smise di essere pilota , perché odiava maltrattare le vetture, e allora decise di crearle. “. Aveva lo sguardo rivolto al futuro, e quasi mai guardava al passato. Secondo me , e non solo, i suoi verbi preferiti erano: Innovare e sopratutto vincere. “Giocava” con i giornalisti. Non aveva paura di esprimere la sua opinione, e difendeva sempre la Ferrari. Il commento del Drake, su un articolo scritto da AS sulla morte del compianto Giunti, nel quale la testata giornalistica parlava della presunta pericolosità delle Ferrari, fu:” Sa che in America dell’Italia conoscono solo Mussolini, Fellini e Ferrari: lei non sa un cazzo di me”. Era un uomo che aveva le proprie ossessioni, ad esempio usava la penna con inchiostro viola, e cosa straordinaria , non usciva quasi mai da Maranello, perché là si sentiva un Re. Ha rischiato, perché creo la Scuderia Ferrari negli anni della grande crisi, e diventò costruttore dopo la seconda guerra mondiale in un italia devastata . Non si è mai laureato, eppure discuteva con i motoristi come se lo fosse, sapeva circondarsi delle giuste persone. Era un agitatore di uomini e idee. Rispose in maniera secca a Berlusconi, il quale osò criticarlo sostenendo che all’età di 80 anni avrebbe dovuto mollare la fabbrica e corse. Gestii sua “figlia” fino alla fine. Ha voluto veramente bene a solo un pilota ,Gilles Villeneuve . Ecclestone l’ho defini uno dei più grandi uomini d’affari. Non avrebbe mai tollerato le pubbliche accuse di Alonso; un pilota se non era contento della macchina prima doveva parlare con il Vecchio. Nessuna automobile potrà raggiungere il glamour della Rossa di Maranello, perché dentro quelle auto Rosse è situato il sogno di Uomo. A me piace pensare che anche Francesco Baracca abbia aiutato Ferrari a raggiungere il proprio scopo.
    Quando sarò a Monza, dopo la gara, sotto il podio, circondato da tifosi Ferrari, guarderò e ti dirò grazie.
    Chiudo con la Frase simbolo di Enzo : Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere.
    Grazie Vecchio. R.I.P

  • Enzo Ferrari, solo pronunciarne il nome ad un quarto di secolo dalla scomparsa mi fa ancora pulsare il sangue nelle vene e mi riporta a tempi in cui c’erano uomini con la U maiuscola, e non nanerottoli da giardino come questi che credono oltretutto di essere giganti.
    Riposa in pace Enzo , adesso ti saresti solo annoiato.

  • Pensare a Enzo Ferrari ed essere orgogliosi di essere Italiani

  • Ferrarista Sfegatato

    Se ci fossi ancora le cose andrebbero sicuramente meglio per noi ! GRAZIE DI TUTTO DRAKE !

  • Immenso Drake, ci manchi tantissimo

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