GP Belgio 2013, focus sugli pneumatici Pirelli

20 agosto 2013 12:10 Scritto da: Redazione

Pirelli porterà gomme dure e medie a Spa Francorchamps. Il divario tra le due mescole si attesta in circa 1 secondo al giro. Viste le condizioni meteo, non è escluso che vedremo in pista anche le Cinturato Intermediate e le Full Wet.

spa-francorchampsDal caldo afoso dell’Ungheria, alle fresche temperature del Belgio. Dal circuito più lento in calendario, a uno tra i più veloci. Dopo la pausa estiva, per il Gran Premio del Belgio Pirelli porta le due mescole più dure della sua gamma: PZero Orange Hard e PZero White Medium. Questa combinazione si adatta perfettamente alle sfide che propone il circuito belga, caratterizzato da elevate compressioni – come quella all’Eau Rouge – e curvoni veloci.

Paul Hembery, Direttore Motorsport di Pirelli, ha dichiarato: “Spa non è solo un circuito mitico, ma rappresenta anche una delle sfide più grandi per le nostre gomme, principalmente a causa degli elevati carichi di energia che si scaricano sulle coperture, sia in verticale – si pensi alle grandi compressioni come nell’Eau Rouge – sia in laterale, in curve veloci come la Blanchimont. Spesso gli pneumatici sono soggetti a forze che agiscono contemporaneamente in direzioni diverse, e questo aumenta ulteriormente il loro impegno. Quindi, gestire al meglio le gomme è molto importante, in particolare su un giro così lungo. Questo significa che ci sarà spazio per una varietà molto ampia di strategie che, tuttavia, dovranno essere molto flessibili poichè le condizioni meteo potrebbero cambiare in modo repentino. Come visto molte volte in passato, un utilizzo accorto delle coperture wet e intermedie ha rappresentato la chiave del successo su questo circuito. Entrambi i nostri pneumatici da bagnato hanno dato prova di ottime prestazioni nelle gare precedenti: in particolare, la gomma intermedia ha dimostrato di adattarsi molto bene anche in condizioni quasi asciutte. Su questo circuito le opportunità di sorpasso sono molte e il mix di prestazioni e durata offerto dai nostri pneumatici permetterà di ottimizzarle”.

Un circuito che piace anche a Jean Alesi, brand ambassador di Pirelli: “Spa è un circuito di cui tutti parlano; nel corso degli anni ho sentito ripetere molte volte che è un tracciato assolutamente straordinario. E’ così veloce e impegnativo, ma anche molto lungo. Quindi non è mai monotono. Gestire le gomme qui richiede un’ abilità particolare: ci sono molte curve veloci e la lunghezza della pista e le temperature variabili fanno sì che i piloti possano raffreddare gli pneumatici dopo la prima parte del tracciato. In qualifica, però, se si inizia con gomme troppo calde, sarà difficile ottenere il massimo delle prestazioni per tutta la lunghezza del giro. C’è una quantità di scelte possibili anche in termini di set-up: alcune squadre aggiungono carico aerodinamico a metà del giro per ottenere più grip, e ciò ha un effetto anche sul modo di lavorare degli pneumatici. Probabilmente la variabile più importante è l’elevata possibilità di precipitazioni. Puoi avere una curva asciutta e, qualche curva dopo, pista completamente bagnata. Sotto l’acqua, però, la superficie è molto abrasiva e offre un buon grip. Il problema più grande è rappresentato dai rivoli d’acqua a forma di zig-zag che attraversano la pista: devi sapere dove sono per evitare che l’aquaplaning ti faccia andare fuori pista. Un’altra insidia è rappresentata dagli spruzzi delle altre monoposto che potrebbero ridurre la visibilità in caso di pioggia.”

5 Commenti

  • Ai tempi di Senna e Alesi era così, ma penso che quella frase nel contesto odierno possa essere veritiera se si considera l’ asfalto perfettamente asciutto. Non pensi anche tu che con la raffinatissima aerodinamica dei giorni nostri, l’ effetto del soffiaggio dei gas, l’ eccellenza raggiunta anche nel campo dei telai e delle sospensioni, il tutto unito alle potenze dei motori ormai plafonate e praticamente uguali per tutti e al mostruoso grip che si genera per effetto della compressione l’ Eau Rouge possa essere presa in pieno praticamente da tutti? Poi in condizioni da bagnato o peggio ancora miste viene fuori il manico.

    • Sì non ho seguito molto l’esecuzione negli ultimi due anni ma sicuramente è come dici, probabile che quest’anno la facciano quasi tutti in pieno, al di là di un pò di psicologia all’ingresso (la TV non rende perfettamente l’idea delle pendenze). C’e’ anche da dire che 5 Km/h in più in uscita dal Radillon contano molto meno, nel tempo sul giro, di una source fatta senza sbavature.

    • infatti proprio nel 2008 in questo punto della pista che Raikkonen si mangiò Massa e Hamilton quando la pista era ancora viscida

  • Beh, credo che l’abbia detto per fare un pò il fighetto :-). Di fatto continua ad essere una delle curve che consentono di vedere, come diceva Senna, la differenza fra un ottimo pilota ed un campione: Eau rouge, la vecchia seconda di lesmo, R130,la vecchia curva Stowe……ormai tante sono purtroppo sparite

  • Una volta il buon Jean disse anche: l’ Eau Rouge è una curva del c___o, data la compressione e l’ enorme grip che ne deriva la macchina fa tutto da sola, niente a che vedere col tunnel di Montecarlo…

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