Red Bull – Ricciardo: tutti i motivi di una scelta annunciata

3 settembre 2013 10:35 Scritto da: Giacomo Rauli

Daniel Ricciardo erediterà il sedile di Mark Webber a partire dalla prossima stagione. Ecco i motivi che hanno portato il team di Milton Keynes a promuovere il giovane australiano

daniel-ricciardo-redbullDa poche ore Daniel Ricciardo ha avuto la conferma che aspettava da mesi. Sarà infatti lui ad affiancare Sebastian Vettel in Red Bull a partire dalla prossima stagione, dopo aver sbaragliato la concorrenza (seppur non troppo convinta) di Kimi Raikkonen.

Il finnico ha avuto la possibilità di trasferirsi a Milton Keynes, ma gli è stato preferito Daniel Ricciardo, nonostante un palmarès ben più scarno di quelli al seguito di Iceman. Ma allora quali sono i motivi che hanno fatto propendere Horner e soci verso il giovane australiano?

Ricciardo, giovane d’esperienza
Daniel, quando incomincerà la stagione sportiva di F1 2014, avrà alle spalle due anni interi passati al volante di una F1 da pilota titolare Toro Rosso, più una mezza stagione al volante della scomparsa HRT. Un bagaglio di esperienza importante, nonostante i ventiquattro anni di età. Se nella prima stagione in F1 non ha raccolto alcun punto iridato (a causa della scarsa competitività del mezzo), nel primo anno al volante della Toro Rosso l’australiano ha conquistato dieci punti e in questa prima metà di mondiale 2013 è già a quota dodici, con altre otto opportunità per rimpinguare un bottino che già oggi dimostra quanto Ricciardo sia cresciuto, così come il team faentino con l’arrivo di James Key dalla Sauber.

L’australiano partner ideale per Vettel
Ricciardo, come detto, è ancora giovane ma è indubbio che il piede risulti pesante quanto basta per assolvere al compito che gli sarà affidato la prossima stagione: coprire le spalle a Vettel nella rincorsa all’iride piloti e aiutare il team a conquistare il titolo costruttori. Se la RB10 continuerà la fortunata serie di vetture vincenti, sequenza aperta dalla RB6 nel 2010, Ricciardo sarà chiamato a contribuire in maniera decisiva per confermare il team di Milton Keynes come padrone degli ultimi anni, puntando magari alla vittoria nei Gran Premi in cui Vettel dovesse finire fuori dai giochi per il successo.

Ricciardo poi non costituirebbe sin dalla prima stagione un problema per il tedesco tre volte iridato. Il ruolo e la posizione di Vettel all’interno del team sono sempre saldi, con Helmut Marko a garantire protezione incondizionata al giovane pupillo. Non è un caso infatti che proprio Marko sia stato tra i principali sponsor di Ricciardo, ben conscio che l’australiano – almeno nel breve periodo – non dovrebbe costituire la minaccia che fu Webber nel 2010.

Ricciardo è frutto del programma giovani di Milton Keynes
Aspetto non proprio secondario è la provenienza di Ricciardo, ma la nazionalità – in questo caso – non conta nulla. Daniel è uno dei migliori frutti del settore giovani piloti Red Bull. La scelta effettuata (da qualche settimana, aggiungiamo noi) sembra vertere su una possibile valorizzazione del programma, che sino a oggi aveva visto fallire già due piloti nelle scorse stagioni, ovvero Sebastian Buemi e Jaime Alguersuari. Attraverso la scelta del ventiquattrenne, la Red Bull ha voluto valorizzare un investimento di anni, allontanando le critiche sorte sul progetto giovani, incapace di sfornare veri talenti degni di una Red Bull targata Newey.

La scelta della Red Bull è anche questione di marketing e sponsor
Dopo l’addio alla F1 annunciato qualche mese fa da Mark Webber, i vertici del team (Mateschitz compreso) hanno subito pensato a rimpiazzare il trentaseienne con un altro australiano. Il marchio Red Bull è infatti assai noto nel continente oceanico, attraverso ingenti sponsorizzazioni di atleti locali e di manifestazioni sportive di ogni sorta, ad esempio nel surf, nel motocross e nella Superbike australiana, da cui sorgono talenti come Troy Bayliss o Casey Stoner. Il consiglio d’amministrazione avrà certo gradito l’oculata scelta di un “aussie” per affiancare Vettel, così da poter mantenere vivo l’interesse per il team e – allo stesso tempo – per aumentare il fatturato del brand in quella determinata sezione del globo.

Ricciardo, ben più di una semplice scommessa
L’aspetto fondamentale lo trattiamo ora, alla fine. Daniel può considerarsi uno dei giovani più promettenti della F1 odierna? Sì, certo, stando ai suoi numeri è in netta crescita, sia in gara che – in particolar modo – nelle qualifiche. Il sabato è terreno di caccia per Ricciardo, il quale riesce spesso a qualificare la sua STR8 per la Q3, segno che in quanto a prestazione pura può dire la sua. In certe fasi di gara è ancora incerto, ma non manca di grinta e nemmeno delle cosiddette “palle” per lottare in un duello prolungato. Probabilmente Ricciardo non sarà un nuovo Vettel, ma sarà il degno erede del Webber targato 2010 e nel tempo potrebbe maturare ulteriormente, magari in tempo per lottare per l’iride piloti.

In F1 è tempo di lasciare spazio alle nuove leve, pensano a Milton Keynes. Kimi Raikkonen e il Fernando Alonso degli ultimi tempi dovranno farsene una ragione. La domanda ora è “Daniel, Red Bull will give You wings?“.

 

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