Lotus, passo lungo bocciato dalla FIA? Non proprio…

19 settembre 2013 11:46 Scritto da: Davide Reinato

La Lotus non ha utilizzato il passo lungo a Monza per un errore tecnico, ma non per la bocciatura della soluzione da parte dei delegati tecnici della FIA.

kimi-raikkonen-lotus-monzaNel weekend di Singapore, la Lotus utilizzerà il passo “standard” della monoposto visto durante l’anno, mentre in Corea rivedremo nuovamente il passo allungato di 100 millimetri su entrambe le E21.

Questa mattina è emersa una notizia legata proprio al passo lungo della E21 al GP d’Italia che, secondo una prima analisi, sarebbe stato bloccato dalla FIA per una irregolarità tecnica.

Incuriositi, siamo andati a bussare in casa Lotus dove hanno fatto luce sulla vicenda. Sulla questione c’è “un fondo” di verità, ma il problema non era il T-Tray che non rispettava le regole dopo l’allungamento dell’interasse, come era emerso in una prima analisi, bensì è stato un problema di “fori”. Ma andiamo con ordine…

Il venerdì del GP d’Italia, la Lotus ha provato il passo lungo sulla vettura di Raikkonen, ma i vantaggi non erano eclatanti. Tuttavia, non era peggiore di quella con il passo standard e la squadra aveva deciso di mantenere la configurazione per poterne studiare la dinamica nel resto del weekend, poiché lavorandoci era possibile studiarne qualche particolare e migliorarla.

Il venerdì sera, la E21 viene trasportata ai garage della FIA per le consuete verifiche tecniche: ma ecco l’imprevisto  dietro l’angolo. Nel fondo della vettura ci sono tre fori, nei quali vengono inseriti i tamponi che servono per sollevare la vettura sul ponte e consentire ai tecnici di effettuare le modifiche. E’ solo lì che la squadra si accorge dell’errore: il fondo era stato allungato, secondo il regolamento, ma i fori erano rimasti nella posizione originale e non si è riusciti ad alzare regolarmente la monoposto. La macchina, dunque, era considerata “illegale” perché incontrollabile, non perché lo fosse veramente.

A questo punto, la squadra aveva due opzioni: riordinare i legni ad Enstone, ma col rischio che questi non arrivassero dall’Inghilterra in tempo per le qualifiche, o tappare i buchi e farne altri tre legali direttamente in loco, sul fondo presente. Tuttavia, c’era il rischio di perdere quei tappi posticci con le forti vibrazioni, rendendo di fatto il fondo non regolamentare e portando così la Lotus verso una possibile penalità. A questo punto, considerando che il vantaggio non giustificava il rischio, si è deciso di optare per la monoposto a passo standard.

Insomma, alla base di tutto resta l’errore della Lotus, ma il passo allungato non è stato bocciato dai delegati tecnici della FIA che, semplicemente, non hanno potuto controllare la monoposto.

3 Commenti

  • La Lotus non si chiama red bull è vero…ma anche loro hanno corso con delle sospensioni irregolari che dalla gara successiva gli hanno proibito di utilizzare..

  • La lotus non si chiama Redbull…. scommetto che la Redbull ci avrebbe gareggiato lo stesso ha fatto di peggio per anni e poi al massimo la Fia avrebbe imposto per la prossima gara di rivedere il fondo. Sono questi piccoli ” dettagli ” che ti fanno capire come funziona oggi la F1, c’è chi puo’ e chi non puo’. C’è chi costruisce macchine regolari veloci inutilmente e poi o per problemi di ” sicurezza ” o d’affidabilità della concorrenza è sempre penalizzato vuoi per il cambio di gomme, vuoi per le deroghe solo verso una direzione. Comunque quando leggo queste notizie comprendo come in f1 siano in vigore due regolamenti, quello per i comuni mortali e quello da infrangere regolarmente da altri che addirittura si permettono di far cambiare a loro vantaggio gomme e non solo.

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