Newey: “La morte di Senna mi perseguita ancora oggi”

3 ottobre 2013 12:59 Scritto da: Alessandro Marzorati

Il leggendario progettista della RedBull (nel 1994 alla Williams), attraverso un’intervista alla BBC, ritorna sull’incidente fatale di Ayrton Senna. Un episodio che perseguita ancora Adrian Newey.

ayrton-sennaImola, 1 maggio 1994. Da quel giorno il mondo della Formula 1 non fu più lo stesso. La morte del suo più grande campione, dell’uomo che portò lo sport automobilistico per eccellenza in tutti gli angoli del mondo, segnò in profondità l’ambiente della Formula 1. Di quell’incidente furono spese un numero indefinibile di parole, di libri, di documentari, di foto, di inchieste e anche un processo giudiziario. Il caso sembra chiuso: Ayrton morì per un cedimento del piantone dello sterzo, l’impatto con il muro fu devastante. Ma… c’è un ma.

La Williams non fu mai del tutto trasparente riguardo all’episodio e rimangono (e rimarranno) dei dubbi. A parlare, diciannove anni dopo l’accaduto, è proprio Adrian Newey, il progettista di quella maledetta Williams FW16. Il genio che sta cannibalizzando l’attuale Formula 1, lascia emergere il suo lato più umano in un’intervista alla BBC

” Quello che successe quel giorno, ciò che causò quell’incidente, è una cosa che mi perseguita fino ad oggi. Non c’è dubbio che il piantone fosse rotto. Ma ugualmente tutti i dati , le telecamere del circuito e quella onboard di Schumacher che seguiva Senna, mostrano qualcosa che è incompatibile con una rottura del piantone. La vettura ha avuto sovrasterzo, Ayrton l’ha tenuta e poi è andato dritto”.

Neanche Adrian Newey riesce a mettere realmente la parola fine in questo caso. Nella seconda parte dell’intervista, il geniale ingegnere inglese rivela dei particolari sulla personalità e sull’immenso talento di Ayrton Senna: “Possedeva un’aura, un qualcosa che è difficile da spiegare. Sicuramente aveva una presenza che si sentiva. La cosa che più mi tormenta, è che lui ha scelto di venire in Williams perché sapeva ed era convinto che noi fossimo i migliori, in quanto da tre anni avevamo fatto delle macchine superiori. Ma sfortunatamente la macchina del 1994 non era competitiva. Ayrton aveva un talento tale, ma soprattutto una determinazione fortissima, che gli permise di portare quella Williams a fare cose che non era assolutamente capace. Fu davvero una tortura vederlo lottare in quelle situazioni. Purtroppo, quando la macchina iniziò ad andare bene, Ayrton non fu più con noi”.

C’è spazio anche per qualche battuta finale per il suo pupillo Sebastian Vettel, dato che si sta apprestando a vincere il quarto titolo, battendo così anche il record di mondiali di Ayrton Senna.

“Sarebbe straordinario se Sebastian riuscisse a battere il record di sette titoli di Schumacher. Ma la quantità di vittorie e di risultati non determinano la grandezza di un campione. Senna, Clark, Stewart, Fittipaldi hanno vinto pochissimo, in termini di titoli mondiali, rispetto a Michael. Ma quando si parla di grandi campioni si pensa a loro, insieme a Schumacher e Fangio ovviamente. C’è qualcosa di intangibile che permette di definire un pilota un grande campione, e non sono solo i risultati. E credo che Sebastian sia sulla buona strada per diventare uno dei più grandi”.

14 Commenti

  • Hanno preso dei rischi per inseguire una macchina che non era posto dal punto di vista regolamentare (leggi controllo della trazione,bandito alla fine della stagione 93)tutti lo sapevano ma nessuno prese posizioni decise.Del resto sono passati 20 anni e siamo ancora a parlare delle stesse cose

  • Newey in questo caso dovrebbe insieme a Frank Williams in occasione dei 20 ani dalla morte fare una dichiarazione e dire la verità .. cioè è stata fatta una modifica in fretta e furia e si è rotto il canotto dello sterzo causandone la morte.. tutto qui .. e ovviamente a livello penale scontare una pena ..

    questo sarà un’ utopia .. comunque loro due non dormiranno tranquilli ne ora ne mai …

    saluti

  • Assassino. Semplicemente un assassino. Io amavo ed amo Ayrton e ho letto e studiato tutto su quel maledetto primo maggio. Bene sono sicuro e per prove certe, vedi ciò che scrive Schumifan, che Newey sia il responsabile della morte di Senna.

  • doc.asphalt

    Newey io eviterei di parlare dell’argomento, anche perchè per una legge non scritta da me, ma credo da un tipo che si chiamava Giambattista Vico, la storia si ripete a cicli.

  • hahahah vettel tra i più grandi è una offesa all’albo !!! l’unico driver in attività(f1)che merita di essere paragonato a loro è Alonso, con macchina inferiore ha sfiorato 2 volte il mondiale una macchina che non meritava di vincere mi ricorda molto senna in questo
    vettel è solo una offesa dovrebbe stare sul dizionario a questa voce

  • Bugiardo! Questo ha un morto sul groppone e ne è ben consapevole…la fw16 non è mai andata in sovrasterzo al Tamburello, una curva da 310 km/h, come avrebbe potuto perdere il controllo della monoposto con una tale deportanza? La verità fu che Ayrton prima della gara chiese di installare un piantone diverso rispetto a quello che aveva usato per tutto il weekend il quale era stato accorciato secondo le sue esigenze, dato che si trovava piuttosto scomodo nell’abitacolo con quello progettato da newey…Purtroppo esso fu sottoposto solo a delle prove di torsione e non di oscillazione…poi la storia della scatola nera è risaputa…la combriccola head, newey e williams che si mise d’accordo con quella dell’organizzazione (whiting, mosley, bruynsereade,ecclestone) per far sparire i microchip alle autorità italiane…vergogna!!!

  • se si sentisse realmente e sinceramente incolpevole, non si sentirebbe perseguitato…

    …ma chissà se poi è vero che si sente perseguitato…

  • quante palle… “incompatibile con la rottura del piantone”, infatti la sentenza dice proprio che fu il piantone dello sterzo a cedere, a causa delle modifiche grossolane fatte in pista prima della gara; questi sono dati di fatto, non supposizioni. e ricordo a tutti che patrick head è risultato colpevole ma prescritto.
    quindi… di che stiamo parlando? della scuderia che fece sparire le centraline dopo l’incidente, che aspettò non so quante ore prima di consegnare la vettura distrutta alla autorità italiane? sono le stesse persone?
    Bene Adrian, pensa a soffiare negli scarichi e lascia perdere Ayrton, che fosse oggi qui chissà cosa avrebbe da dire su quella vettura…

  • Myriam F2013

    Ma perché non riesco mai a credere alle parole di
    quest’uomo … pardon, di questo genio ?

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