Flop India, solo 20 mila biglietti venduti per il Gran Premio

Solamente 20 mila biglietti venduti per il Gran Premio d’India della prossima settimana. Un flop colossale, complice anche il fatto che il Mondiale è praticamente già stato assegnato.

gp-india-buddh-internationalLa Formula 1 in India rappresenta un vero e proprio fallimento. Fin dall’inizio, l’evento al Buddh International Circuit non ha avuto grande seguito; troppi i limiti del Gran Premio d’India: dalla poca preparazione dei commissari, passando per la complicata logistica delle squadre, fino ad arrivare alle questioni economiche. Tutto rema contro questo evento.

E  quest’anno non si poteva fare eccezione. Finora, il Buddh International Circuit ha venduto solamente 20.000 biglietti, come ha confermato Sameer Gaur – presidente dell’impianto – che ha dichiarato: “Gli ultimi numeri parlano di 20 mila ticket già venduti. L’entusiasmo intorno all’evento è decisamente minore rispetto alle passate edizioni, ma restiamo fiduciosi di poter avere la stessa affluenza dello scorso anno”.

Decisamente diversa la storia ad Abu Dhabi, dove sull’isola artificiale di Yas si attende il tutto esaurito, con soli 2.500 posti disponibili a poche settimane dal Gran Premio. Due target di pubblico decisamente diversi che hanno portato i vertici della Formula Uno a mettere la parola fine al rapporto con l’India a partire dal prossimo anno e che, inevitabilmente, porterà ai minimi storici l’utilità di questo impianto.

15 Commenti

  1. Abbastanza prevedibile il Flop Indiano…

    Qua si parla di una Nazione che con la F1 e l’Automobilismo non ha mai avuto niente a che spartire…

    L’unica cosa che resterà di tutto questo sarà questa enorme cattedrale nel deserto che marcirà inutilizzata,costata una montagna di denari,denari spesi da un Paese che si ritrova la gente affamata in mezzo alla strada.

    Molte volte questi Paesi “esotici” sono convinti che vale la pena fare un grande sacrificio economico,quale è quello di costruire un circuito (e relative strutture connesse) e organizzare un GP di F1′ perché tanto c’è la convinzione che un GP riesce a portare Visibilità alla Nazione ospitante e,quindi, grandi introiti.

    Non è sempre così e l’India,così come Valencia (Dio mio…) e prossimamente mi sa anche Yeongam, sono dei fallimenti che indebitano una Nazione inutilmente.

    Tutto questo a causa dell’avidità di zio Bernie.

  2. Ahahahahaha, ma come non siamo obbligati a correre per forza in India? Un nuovo mercato, certo non molto per le auto di lusso, ma per la nota bevanda-spegni-neuroni sì…
    A mondiale finito e furtato voglio vedere gli indici di ascolto mondiali, solo che azz non li trovo in rete, oscurati dal nano?

  3. 20mila spettatori….. giusto per fare un confronto nell’ intero weekend Monza ospita in media 130mila spettatori. Bravo Bernie, continua a portare la F1 in posti così…
    Mi dispiace solo per quelle povere persone sfrattate per fare posto a questo circuito che cadrà presto in rovina.

  4. Il problema è che ne hanno fatto le spese quei poveri contadini a cui è stata sottratta la terra.Bernie non rischia mai nulla per provare a portare la F1 dove non c’è la mantalità della F1.Ora lui cambiera circuito e amen…che gli frega.

  5. Così imparano a portare la Formula 1 in posti dove (purtroppo) la gente sopravvive a malapena.
    Abbiamo in Europa i circuiti più belli(Imola, Donington, Brands Hatch, Estoril, solo per citarne alcuni)…non ci sarebbe bisogno di correre nei vari ed inutili tilkodromi sparsi in giro per il mondo.

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