“Quattro pari”…ma Vettel vale già Prost (e Co.)?

29 ottobre 2013 08:12 Scritto da: Antonino Rendina

Vettel ha vinto il quarto titolo consecutivo, consacrandosi quale fuoriclasse assoluto della disciplina. Eppure il suo dominio non ha convinto tutti.  Mondiali uguali possono “pesare” diversamente? Qual è il metro di giudizio per valutare un campione di F1?

vettel-prostE’ nato prima l’uovo o la gallina? Ci sono domande che tormentano l’uomo, destinate a rimanere senza risposta. Enigmi di cui è più importante il senso, che la soluzione.

Abbandonando la nobile filosofia e abbracciando l’ugualmente nobile motorsport, i fatti ci raccontano di un Sebastian Vettel entrato di prepotenza nel ristretto club dei piloti più grandi di sempre. Eppure del “valore” del tedesco si parla e sparla ai quattro venti.

A soli ventisei anni, il tedeschino che sussurrava alle auto è il quarto pilota di tutti i tempi per numero di vittorie (36) e il terzo di sempre per numero di mondiali vinti (4). Davanti a lui solo Juan Manuel Fangio a quota 5 e il “maestro” Michael Schumacher a 7 titoli.

Chissà se mentre disegnava ciambelle fumanti sull’asfalto di Nuova Delhi, Vettel avrà realizzato di aver raggiunto un mostro sacro come Alain Prost. Ma soprattutto di aver vinto più corone iridate di Ayrton Senna, Jackie Stewart, Nelson Piquet, Niki Lauda e Jack Brabham. Leggende “ferme” a tre mondiali.

I numeri possono essere freddi a tal punto da far raggelare il sangue nelle vene. E’ bastato un progetto indovinato, una supremazia tecnologica evidente e schiacciante, per spazzare via sudore, sangue, Storia. Prendete ad esempio il raggiunto Prost che,  come un ciclista impegnato in una metaforica volata con Vettel, si è visto agguantare in due discese facili facili, dopo aver costruito i suoi quattro titoli in dieci anni di battaglie sportivamente feroci.

Si rischia di trascendere nella più assoluto illogicità, sconfessando l’assioma del principio di identità. Se A è A, non potrà essere B. Quattro campionati del mondo, restano quattro campionati del mondo. Quindi Sebastian Vettel vale a tutti gli effetti Alain Prost e Co. A meno di non voler lasciarci dietro il “fenomeno“, ciò che conosciamo, per addentrarci nello spazio immenso del “noumeno“, del pensiero puro, quello che Kant riservava all’enorme forza dell’intelletto.

sebastian-vettelPassando dall’oggettività della statistica ad una visione idealistica dello sport, Vettel ha un piede pesante così, è un mago del volante. Domina con sicurezza da quattro anni la scena, ed oggi rappresenta la F1.

Eppure il tedeschino non ha ancora scaldato del tutto i cuori della platea formulistica. Pesa sul giudizio l’imbarazzante superiorità del mezzo tecnico, una facilità sconcertante di vincere gare in successione. Qualcuno potrebbe obiettare che anche il ciclo Ferrari-Schumacher presentava le stesse caratteristiche; d’altronde anche il kaiser “correva da solo” a meno di non voler considerare il Montoya o il Coulthard di turno come agguerriti rivali.

Ma Schumacher arrivò a quelle vittorie passando per difficoltà, sportellate, sconfitte brucianti, sofferenze, incidenti, lacrime. Neanche Schumi affrontava la sfida in “surplace” come riesce all’inafferrabile campione della Red Bull.

Vettel se n’è portati quattro di fila a casa, è salito nell’Olimpo dei campioni bruciando le tappe, siede dul trono con ampi meriti e attualmente si è guadagnato sul campo i gradi di fuoriclasse.

E’ un bravo ragazzo ed un pilota praticamente impeccabile. Non lascia nulla al caso, ma purtroppo per lui sfugge del tutto al suo controllo quella variabile impazzita e meravigliosa che prende il nome di Emozioni.

Perchè esiste un solo parametro nelle corse, che può sovvertire i valori e smentire anche la più stringente logica. E quel parametro è il cuore dell’appassionato, che con sesto senso supera i numeri e guarda oltre. Gilles Villeneuve docet. Per il canadese sei vittorie iridate e poco altro, eppure molto più amato e stimato di tanti campionissimi, venendo spesso considerato uno dei più grandi – se non il più grande – di ogni epoca.

Vettel l’ha messa nel sacco, ha fatto quattro pari, ha pareggiato la partita con Prost e ha “vinto” contro molti altri. Vettel ha pienamente ragione. Ma “il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”.

75 Commenti

  • Hahahaha…..Fenomeno e noumeno sono tutt’altro nel formalismo Kantiano, lasci perdere la filosofia. Per quanto riguarda il confronto fra Prost e Vettel, Prost ha vinto i suoi mondiali contro Piquet, Senna, Lauda, Mansell, Schumacher. Ha avuto come compagni di squadra Lauda, Senna, Mansell, Rosberg, Hill (9 mondiali). Ha pareggiato 1-1 con Senna come compagno di squadra. Ha SEMPRE fatto più punti dei compagni di squadra tranne nel 1980 (esordiente, 1 punto meno di Watson) e nel 1984 (0,5 punti meno di Lauda). Ha corso e vinto con 4 squadre, 5 motori, con auto turbo ed aspirate……suvvia non scherziamo……

  • Credo che non si possa dir niente, nel senso che non abbiamo nessuna controprova. Provo a spiegarmi meglio: chi può dire, ad esempio, che Alonso (o Hamilton) al posto di Vettel avrebbe fatto sicuramente peggio? Qualcuno davvero si sente di affermarlo con certezza? Credo di no e, se cercate di immaginarvi la situazione, concorderete con me che, magari avrebbe fatto qualche pole in meno (Hamilton decisamente no!!) ma poi in gara, visto il potenziale mostruoso della macchina e le indubbie doti di lottatore di Alonso, ipotizzare gli stessi riultati di Vettel non sarebbe stata una bestemmia. per Hamilton vale la stessa cosa, con forse qualche errore di più in gara rispetto ad Alonso e qualche pole in più di Vettel. Proviamo invece ad immaginare Vettel su Ferrari o Mercedes…con la Ferrari sarebbe forse stato più uomo squadra, ma siamo sicuri? Vettel è infatti “abituato molto male”, nel senso che è abituato ad avere una vettura praticamente sempre perfetta. Siamo sicuri che in ambiente Ferrari non appena le cose cominciano a non andare per il verso giusto avrebbe conservato calma e flemma necessari per caricarsi sulle spalle la squadra? Ne abbiamo visti ben pochi, considerando la situazione, ma di episodi in cui Vettel ha dato in escandescenza e si è lamentato, anche più del lecito, ci sono stati (vedi ad esempio Corea con il sorpasso subito da Hamilton, o all’inizio di questa stagione con le gomme). Quindi inserito in un team tutt’altro che perfetto, e francamente un pò allo sbando come la Ferrari, non so se sarebbe stato così “generoso” e carezzevole nei confronti della squadra. Se ci pensate bene anche Alonso ha cominciato a dare segni di insofferenza dopo ben 3 anni passati in Ferrari, provato da una situazione che di anno in anno non migliorava, cristallizzandosi sempre negli stessi errori e manchevolezze. Lo stesso discorso si potrebbe fare se fosse capitato in Mercedes, sia per una questione di durata delle gomme, sia per un confronto bello acceso con un compagno di squadra per nulla remissivo, sia per un discorso di accettazione o meno di ordini di squadra categorici a cui sarebbe stato sotto posto. Nonostante tutto questo non si può certo dire che Vettel non sia un campione, anzi tutt’altro, ma non abbiamo la controprova, e forse non l’avremo mai, di cosa sarebbe successo a parti invertite con i due piloti che, con Lui, formano l’elite del motorsport attuale…

  • Aiuto a fare risalire pollux dalle pagine precedenti per dirgli: no, basta con ‘sti complotti. È vero. Non c’è un vero e proprio complotto, piuttosto c’è un’economia di mercato mascherata da sport. Come per le banche che si scambiano pezzi di carta per fare soldi invece di finanziare l’economia reale.
    Quindi RBR, 1000km di test, Ecclestone e chi più ne ha più ne metta sono solo pesci pilota di uno squalo così grande che nessuno può davvero vedere nella sua interezza. Attenzione, non è che prima non esistesse: è che ora, con i mezzi di comunicazione contemporanei, le persone iniziano a essere più scafate (o scafandrate) e riescono ad avere uno sguardo d’insieme su questo oceano di melma.

    Per dire: se davvero il marchio Red Bull, come dicono alcune voci di paddock, riuscisse a diventare il main sponsor del campionato mondiale di F1 e la RBR diventasse solo Infinity, sai quando ci metterebbero i capozzoni a trovarsi un altro portaborsepienedisoldi da coccolare?
    Uno schiocco di dita.
    Vettel, poverino lui, è finito in questa squadra/mentalità/oceano e a me non trasmette che una buia profondità di niente.

  • Vettel pari a button? No dai button è un buon pilota ma vettel è un altra cosa!
    Burton nel 2009 nella seconda metà di stagione ha mollato le redini ed ha vinto il titolo vivendo di rendita coi risultati precedenti, vettel non molla mai anche col titolo in tasca! Cercherà di vincere anche le prossime gare, ha una fame di vittoria da far paura, siamo obiettivi!

  • si certo ham sarebbe il migliore se fosse quello del 2007..a me nn sembra proprio migliore di alonso o vettel almeno ora..ham ha la vettura da podio almeno da monza..e come lui dice ogni volta sbaglia cio ke vettel non ha fatto manco nelle prime gare quando le migliori erano lotus e ferrari..alonso é un buon mix vero..ma ha sempre deluso in qualifica e negli ultimi 2 anni anke in gara (fine 2012 – 2013) cio ke vettel dal 2012 ha imparato a non fare..dai siate obiettivi..sn ferrarista e se vogliamo mettiamo vettel al pari di alonso e ham ma mai sotto loro

  • Vettel vale il button della brown(Entrambi ottimi piloti, ma non campioni), solo che ha avuto la furtuna che la RB è devastante da 4 anni di fila..

    Mi dispiace, ma finchè non lo vedo su un mezzo tecnico “pari” ad altri non riuscirò mai a giudicarlo al pari degli altri.

    IMHO attualmente il pilota migliore in F1 è Ham, alonso quello che mixa meglio tecnica ed esperienza, vettel quello sopra il razzo.

    Se a chiunque gli chiedi qual’è la gara più bella di vettel, ti risponde quella sulla toro rosso a monza..

  • E’ bravo, è perfetto per la monoposto red bull (qualcuno dice sia costruita su misura per lui, e in questo non ci sarebbe nulla di male) ma per ora, e sottolineo per ora, Vettel non vale Prost, come non valeva Senna e non varrà Fangio… a livello di pilotaggio ha ancora molta strada da fare. Il tutto sta nella proporzione tra caratura dei rivali e mezzo a disposizione

  • La sintesi perfetta! Antonino Rendina ha decifrato l’ inesplicabile. Complimenti a Lui.

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