Stepney riesuma la Spy Story: “La Ferrari era irregolare”

7 novembre 2013 13:50 Scritto da: Davide Reinato

Per la prima volta dal 2007, Nigel Stepney parla della Spy Story. L’ex capo meccanico della Ferrari punta il dito contro la F2007, a suo dire irregolare, e giustifica le sue azioni come un senso di colpa per aver vinto barando.

nigel-stepneyI fantasmi di quella brutta annata per la Formula 1  si fanno sentire ancora. A parlare, per la prima volta pubblicamente dopo il 2007, è stato Nigel Stepney. Colui che è stato accusato di spionaggio industriale insieme a Mike Coughlan per la Spy Story che sconvolse il Circus.

Stepney – ex capo meccanico Ferrari – è tornato a parlare tramite le pagine di Racecar Engineering, rendendo pubblica la sua versione di come andarono le cose. L’inglese parte in quinta, attaccando il Cavallino Rampante, a suo dire in pista con una vettura irregolare. “A me piace vincere giocando lealmente“, esordisce l’ingegnere. “E quell’anno non ero d’accordo su come stavano andando le cose all’interno della Ferrari”.

Stepney fa riferimento al primo round della stagione 2007 di Formula 1, al Gran Premio d’Australia a Melbourne. Ci fu una chiacchierata informale tra lui e Mike Coughlan, della McLaren, con oggetto l’alettone posteriore e il fondo flessibile della monoposto della F2007, a detta di Stepney illegali. “Ho pensato che tutto ciò non era corretto e, anche se ho sbagliato a discuterne con Mike, vincere fino a quando non si viene scoperti non era per me la strada giusta”.

Coughlan raccolse dunque tutte le informazioni, riportandole interamente ai suoi capi in McLaren che, a loro volta, sguinzagliarono tecnici e fotografi per capire se alla base di quelle dichiarazioni ci fosse del vero. Una volta avuta conferma che Stepney non stesse barando, la McLaren chiese un chiarimento alla FIA in merito alla leggittimità di quelle parti. Mentre l’ala posteriore venne considerata in regola, il fondo vettura non superò le ulteriori verifiche tecniche.

Tuttavia, McLaren – inspiegabilmente – non inoltrò formale reclamo per cambiare le sorti di quella gara, vinta proprio dalla Ferrari. Ma Ron Dennis – all’epoca ancora a capo del team di Woking – scrisse alla federazione italiana affermando: “Abbiamo scelto di non presentare reclamo per il GP d’Australia, anche se era piuttosto chiaro che la Ferrari aveva un vantaggio frutto di parti illegali sulla vettura”.

Nei mesi seguenti, Nigel Stepney venne accusato di aver sabotato la monoposto di Kimi Raikkonen al GP di Monaco, oltre che aver fotocopiato e inviato a Mike Coughlan informazioni tecniche sulla F2007, nonostante lui – ancora oggi – si dichiari innocente su questo ultimo punto. “Quando mi hanno mostrato quel famoso fascicolo di informazioni, io sono caduto dalle nuvole. Non conoscevo almeno il 90% delle informazioni contenute in quei documenti”.

Eppure, quelle fotocopie contenevano tutti i segreti della F2007 e non solo: dall’utilizzo dei gas di scarico per fini aerodinamici ai dettagli per le regolazioni del bilanciamento dei freni fino agli accorgimenti per limitare il degrado degli pneumatici.

Dopo lo scandalo che costò alla McLaren l’esclusione dal campionato costruttori e 100 milioni di dollari di multa, la FIA consigliò alle squadre di non ingaggiare Nigel Stepney. Eppure, è lo stesso tecnico britannico a svelare che la stessa Federazione provò ad offrirgli un posto di lavoro, lasciando intendere che in tutta quella storia, lui era solo la punta dell’iceberg: “Sei mesi dopo quella vicenda, Mosley ritrattò il consiglio di non impiegarmi in F1 e mi venne offerto un posto per lavorare dietro le quinte. Ho anche una lettera che dimostra che ho ricevuto un’offerta di lavoro da parte della FIA, ma ho rifiutato”.

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