Kevin Magnussen, biografia di un predestinato

18 novembre 2013 16:30 Scritto da: Marco Di Marco

Poco prima del weekend del Gran Premio degli Stati Uniti, la McLaren ha annunciato di aver ingaggiato il giovane Kevin Magnussen come titolare per la stagione 2014 di Formula 1. Ecco chi è Kevin e perché ha ricevuto tanta fiducia dalla squadra.

kevin-magnussenUna scommessa, così come lo era stato ai tempi Lewis Hamilton. Così si può descrivere la scelta della McLaren di affidare la seconda vettura per la stagione 2014 a Kevin Magnussen. Ma il rischio è ponderato. Il giovane figlio d’arte ha infatti un curriculum di tutto rispetto che lo ha fatto entrare di diritto nel McLaren Young Driver Program.

L’inizio, come di consueto, avviene sui Kart dove Kevin ottiene subito importanti successi che lo proiettano, nel 2008, alla guida della prima monoposto. La scelta cade sulla Formula Ford Danese. L’esordio nella categoria è impressionante. 11 vittorie, 12 podi, 6 pole position e 10 giri veloci, fanno conquistare il titolo a Magnussen e lanciano il suo nome nell’ambiente professionistico.

Il 2009 vede il salto nella Formula Renault 2.0 Northen European Cup ed Eurocup. Anche in questo caso, Kevin non fatica ad adattarsi alla nuova monoposto e conclude in seconda posizione assoluta, dietro Antonio Felix Da Costa, con una vittoria, 12 podi e due pole position che gli valgono il titolo di “rookie of the year”, mentre si piazza in settima posizione nella Eurocup.

Nonostante la mancata vittoria del titolo, il 2010 comporta un nuovo e più impegnativo cambio di categoria per Magnussen che intraprende l’avventura del campionato di Formula 3 tedesca. Anche in questo caso il danese lascia il segno: vittoria nella gara d’esordio, per un totale di tre vittorie stagionali, e la conquista – ancora una volta – del titolo di esordiente dell’anno. Risultati che gli aprono le porte del McLaren Young Driver Program.

Il 2011 comporta un nuovo step nella carriera di Magnussen che si avventura nella Formula 3 britannica, mantenendo alto l’orgoglio del padre grazie a 7 vittorie, 6 pole position e la conquista del secondo posto in campionato.

Il talento c’è e deve essere messo in grado di confrontarsi con monoposto dalle potenze superiori.

Il 2012 è l’anno giusto per l’esordio in WSR. La scelta cade sulla scuderia Carlin che ben presto apprezza il talento del biondino. Una vittoria, tre podi e sei pole position collocano Magunessen al settimo posto nella classifica finale. Kevin decide, concordemente con la McLaren, di proseguire nel 2013 l’avventura in WSR cambiando team e approdando nella scuderia DAMS.

Scelta quantomai felice. Magnussen domina letteralmente il campionato con cinque vittorie e sessanta punti di vantaggio sul secondo in classifica ed è autore di gare dove è praticamente imprendibile per gli avversari. Un dominio figlio di un percorso attentamente pianificato dalla McLaren e che vedrà adesso il giovane figlio d’arte alla prova più difficile, l’esordio in Formula 1.

Una scommessa che in passato ha premiato la scuderia di Woking e che Martin Whitmarsh vuole nuovamente vincere sulle orme del suo predecessore, Ron Dennis.

10 Commenti

  • Alessandro HAMALORAI

    @ ryudoctor

    e sicuramente la mclaren del 2007 era ben altra cosa rispetto a quella attuale.

    In F1 bisogna comunque avere fortuna di capitare nel posto giusto al momento giusto. Se Hamilton nel 2007 non si fosse trovato l’auto che aveva, ma magari una toro rosso o una Spyker, non avremmo certo goduto delle sue gesta.

  • Sicuramente il programma giovani della Mecca funziona eccome e loro hanno le palle di far esordire un giovane in F1….a differenza di qualcun’altro (FDA)….

  • Luke Flaming

    Beh il curriculum è di tutto rispetto,vediamo cosa succederà quando si inizierà a fare sul serio in Australia!

  • Se la Telmex non avesse ridotto il supporto economico probabilmente il prossimo anno ci sarebbe stato ancora il buon Perez.
    Ma visto che non è così, io trovo che sia nell’ordine delle cose dare ad un giovane che ha dimostrato capacità la possibilità di mettersi in mostra. Penso sia lo scopo finale di tutti i young driver programs.
    Certo esordire su un McLaren non sarà semplice, se non altro per il blasone che il nome si porta dietro, perché, come ha già fatto notare qualcuno, la macchina non sarà molto competitiva neanche il prossimo anno.
    Tuttavia il ragazzo ha già avuto modo di provare la macchina quest’anno, e a Woking avranno dei dati che possano confortare la scelta di dargli un volante, perlomeno nel confronto con Perez.
    Piuttosto lo spero.

  • Finora figli d’arte (o fratelli d’arte) grandi campioni non mi pare se ne siano visti molti, personalmente tendo sempre ad avere antipatia per loro perchè mi sanno tanto di paraculati……

  • Io non credo che sia un azzardo far esordire Magnussen con la McLaren. Ovviamente non ci ci può aspettare che faccia meglio di Button, perchè Jenson ha un’esperienza ultradecennale in F1 e ha fatto il callo con macchine difficili da guidare, come dovrebbe essere anche la McLaren del prossimo anno.
    Però se si ha un pilota giovane e promettente “in casa”, che senso ha fargli fare la trafila con scuderie di basso livello?
    Soprattutto considerando che la McLaren, secondo le previsioni, anche per il prossimo anno dovrebbe essere tagliata fuori dalla corsa al titolo.
    Perchè avrebbero dovuto mandarlo in Marussia o simili?
    Tanto vale fargli acquisire esperienza con la macchina che dovrebbe guidare per i prossimi anni, in modo che quando la McLaren tornerà a lottare per il titolo, lui possa avere un bagaglio di esperienza molto più grande di quello che avrebbe correndo per scuderie diverse, oltre ad una conoscenza perfetta della vettura.

    Quanto alla storia di Bianchi o di altri giovani in Ferrari, io non ci conterei troppo, almeno finchè ci saranno Montezemolo e Domenicali.
    Finchè ci saranno quei due, la Ferrari continuerà a puntare solo su piloti già esperti, quindi Bianchi sì, ma solo tra 4-5 anni (quando ormai sarà tutt’altro che un giovane pilota).
    Del resto, la scelta di puntare su Raikkonen è la conferma di ciò, altrimenti se davvero avessero voluto puntare sui giovani, avrebbero potuto scegliere altri prospetti interessanti come Kobayashi, Hulkenberg, Grosejan e lo stesso Perez (che, secondo me, non avrebbe sfigurato al posto di Massa).

  • Il fatto che team come Marussia e FI abbiano detto di no a Magnussen,penso che sia rischioso farlo debuttare il prossimo anno. Certo le differenze di prestazione tra noi e la FI sarà la stessa di questa stagione, ma il ragazzo è acerbo. In più l’anno prossimo con tutte le limitazioni sul aerodinamica e con un V6 inaffidabile da gestire non sarà affatto semplice.
    Poi quando ha debuttato Hamilton la monoposto era al top, perciò il pilota non aveva tanti problemi con la messa a punto.
    Io la vedo una scommessa molto rischiosa.Speriamo che non faccia la fine del padre, perché anche lui nelle formule minori aveva stra vinto(battendo i record di Senna) ma poi arrivato in F1 si è perso, anche per via del fatto di essere un alcolizzato.(non come Raikkonen) 😀

  • Io in Bianchi tutto questo talento non lo vedo…ma è una mia opinione..per Magnussen la mclaren ha provato a “piazzarlo” in team minori per fargli fare esperienza..ma nessuno lo ha preso e cosi hanno preferito farlo esordire direttamente con la mclaren..tanto hanno pensato:force india,sauber o mclaren alla fine le prestazioni sono quelle..ihihih dai scherzo tifosi mclaren non mi picchiate!!:-P

    • E la triste verità golewis…purtroppo anche la prossima stagione sarà cosi, sperando in un ritorno al vertice grazie al ritorno dei giapponesi, i quali dovrebbero avere libertà di test in pista siccome non sono iscritti al mondiale 2014, perciò speriamo che nel 2015 la McLaren che lotta per il titolo.

  • Un po come il nostro Bianchi..con la differenza che la Ferrari gli sta dando possibilità graduali..Bianchi è in Marussia ed è costantemente il migliore dei ”poveri”..sta imparando le piste e come funziona il tutto..e per me arriverà in Ferrari il prima possibile..per Magnussen secondo me invece è un passaggio troppo veloce..passare da Formule troppo diverse dalla 1 è rischioso..Abbiamo l’esempio Hamilton ok (che secondo me era più veloce di questo giovane)..Bisogna aggiungere che nel 2007 si seguiva ancora il regolamento 2005..quindi le scuderie conoscevano gia molte cose delle vetture..qui siamo davanti ad una nuove era..particolare non di poco conto è il TC..nel 2007 c’era il TC..ora no..tutte cose che non faranno di certo abituare facilmente un nuovo pilota in F1 (TOP team)..

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