GP Brasile 2013, suona la nona sinfonia di Vettel: è pole!

23 novembre 2013 19:06 Scritto da: Davide Reinato

Vettel e Rosberg partiranno in prima fila nel Gran Premio del Brasile. In seconda fila Alonso e Webber.

sebastian-vettel-2013-brasileNeanche sotto la pioggia gli avversari della Red Bull hanno potuto far nulla. Sebastian Vettel ha conquistato la pole position numero 45 della sua carriera, la nona della stagione, e lo ha fatto demolendo gli avversari con un tempo di 1:26.479.

Un ottimo tempo, soprattutto se andiamo a guardare i distacchi rimediati dalla concorrenza. Nico Rosberg ha chiuso in seconda posizione, portando la sua Mercedes in prima fila, ma con un ritardo di 6 decimi dal tedesco. Fernando Alonso è terzo, ma con un gap di 1 secondo netto. Tuttavia, la qualifica di Nando è stata influenzata da un errore nell’ultimo giro cronometrato: senza di quello, avrebbe potuto sicuramente mettere in discussione la prima fila conquistata da Rosberg, dato che aveva fatto segnare dei parziali ben più veloci. Domani, Alonso scatterà proprio davanti all’altra Red Bull, quella di Mark Webber. L’australiano perde un altro confronto con il più blasonato compagno di squadra, anche lui ad un secondo di distacco.

Partirà dalla terza fila Lewis Hamilton. L’anglocaraibico è stato chiaro, affermando: “Non ho abbastanza feeling con questa vettura per lottare sul bagnato”. Una frase che lascia intendere che il finale di stagione, per Lewis, potrebbe anche non essere così positivo come sperava qualcuno. Accanto a lui, domani, Romain Grosjean con l’unica Lotus in Top Ten.

Ottimo risultato per la Scuderia Toro Rosso, con Daniel Ricciardo e Jean-Eric Vergne rispettivamente in settima e ottava posizione, addirittura davanti alla Ferrari di Felipe Massa e alla Sauber di Nico Hulkenberg, i quali chiudono la Top Ten.

Altra qualifica sfortunata per la McLaren Mercedes: mentre Button ha chiuso in quindicesima posizione, Perez ha lasciato un ricordino contro il muro di Interlagos, ma nonostante ciò partirà proprio davanti al compagno di squadra. Nel suo ultimo tentativo in Q2, Sergio è andato a toccare un cordolo bagnato, perdendo la vettura e stamparla contro le protezioni laterali.

GP BRASILE 2013 – RISULTATI QUALIFICHE

 
POS PILOTA                TEAM                 TEMPO      GAP
 1. Sebastian Vettel      Red Bull-Renault     1m26.479s
 2. Nico Rosberg          Mercedes             1m27.102s  +0.623s
 3. Fernando Alonso       Ferrari              1m27.539s  +1.060s
 4. Mark Webber           Red Bull-Renault     1m27.572s  +1.093s
 5. Lewis Hamilton        Mercedes             1m27.677s  +1.198s
 6. Romain Grosjean       Lotus-Renault        1m27.737s  +1.258s
 7. Daniel Ricciardo      Toro Rosso-Ferrari   1m28.052s  +1.573s
 8. Jean-Eric Vergne      Toro Rosso-Ferrari   1m28.081s  +1.602s
 9. Felipe Massa          Ferrari              1m28.109s  +1.630s
10. Nico Hulkenberg       Sauber-Ferrari       1m29.582s  +3.103s

Q2 cut-off time: 1m27.441s                                GAP in Q2
11. Heikki Kovalainen     Lotus-Renault        1m27.456s  +1.295s
12. Paul di Resta         Force India-Mercedes 1m27.798s  +1.637s
13. Valtteri Bottas       Williams-Renault     1m27.954s  +1.793s
14. Sergio Perez          McLaren-Mercedes     1m28.269s  +2.108s
15. Jenson Button         McLaren-Mercedes     1m28.308s  +2.147s
16. Adrian Sutil          Force India-Mercedes 1m28.586s  +2.425s

Q1 cut-off time: 1m27.209s                                Gap in Q1
17. Pastor Maldonado      Williams-Renault     1m27.367s  +2.025s
18. Esteban Gutierrez     Sauber-Ferrari       1m27.445s  +2.103s
19. Charles Pic           Caterham-Renault     1m27.843s  +2.501s
20. Giedo van der Garde   Caterham-Renault     1m28.320s  +2.978s
21. Jules Bianchi         Marussia-Cosworth    1m28.366s  +3.024s
22. Max Chilton           Marussia-Cosworth    1m28.950s  +3.608s

 

45 Commenti

  • Luke Flaming

    Nooooooo!!!! Pole di vettelll??? Non ci credooooo!!! Che sorpresaaaaa!!!!

  • Vorrei dire la mia opinione sulla questione Hamilton.

    Anzitutto voglio dire che paragonarlo a Vettel non ha alcun senso, perchè, aldilà dei numeri che vedono Sebastian distante anni luce rispetto a Lewis, Vettel ha dimostrato una crescita spaventosa nella capacità di gestione delle singole corse e del campionato. Mentre Hamilton sembra essere sempre all’esordio in F1, in quanto commette sempre i soliti errori che gli impediscono di essere un serio avversario nella lotta per il titolo.
    E’ anche vero che Vettel ha avuto quasi sempre macchine più competitive di Lewis, però, se escludiamo il 2009, Hamilton ha avuto sempre (e dico sempre) macchine da podio, a volte le migliori del lotto (penso ad alcuni tratti del 2010, 2011 e 2012), oltre alle stagioni 2007 e 2008 in cui si lottava alla pari con la Ferrari.
    Quindi il confronto tra Vettel ed Hamilton non è che mi entusiasmi più di tanto.

    Quanto, invece, al giudizio su Hamilton io mi trovo in disaccordo sia con chi lo giudica il miglior pilota, sia con quelli che lo definiscono un sopravvalutato.
    Secondo me Hamilton è il pilota più veloce del lotto, a pari merito con Vettel, tuttavia non è il pilota più forte.
    Per essere il più forte gli è sempre mancata la capacità di soffrire. Mi spiego meglio:
    Hamilton è inarrestabile quando gira tutto bene, ma non appena qualcosa va storto (una macchina poco competitiva per qualche gara, qualche suo errore di guida, un compagno che gli sta davanti) allora Lewis si trasforma e si eclissa per diverse gare.
    Lewis non è in grado di digerire le singole sconfitte e, nel tentativo di strafare per recuperare il tempo perso, commette altri errori.
    Questo è il limite più grande di Hamilton: non tanto il fatto di dover (più che di volere) essere sempre il migliore, quanto il fatto di non saper accettare talvolta di essere il secondo, il terzo o il quarto.
    Non a caso gli errori clamorosi di Hamilton sono sempre stati in sequenza:
    Cina e Brasile nel 2007.
    Monza e Singapore nel 2010.
    Gran parte della stagione 2011 e adesso la seconda metà del 2013.
    Purtroppo per Hamilton questo limite sembra essere difficilmente colmabile, perchè è caratteriale.
    Ed è per questo limite che, pur essendo il più veloce, Lewis non è il più forte.

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