Schumacher, aspettando il suo ritorno. Il più bello…

9 gennaio 2014 14:13 Scritto da: Davide Reinato

I tifosi di Michael Schumacher aspettano che il Campione torni a sorridere e farli emozionare. Ancora una volta. Siamo andati a conoscere una delle tifose più agguerrite di Michael, oggi sotto l’ospedale di Grenoble per pregare e dire, ancora una volta “Non mollare mai”.

schumacher-mercedesIl 3 gennaio scorso, giorno del 45esimo compleanno  di Michael Schumacher, all’ospedale di Grenoble è arrivato un mazzo di rose accompagnato da un semplice bigliettino. Nulla di eclatante, un pensiero floreale sobrio ed elegante, ma che portava con sé un carico di emozioni enorme, di un significato particolare. 91 rose rosse, una per ogni vittoria ottenuta in Formula 1, ed un’altra bianca in onore di quel novantaduesimo successo che deve arrivare fuori dalle piste, nel Gran Premio della Vita.

“Buon compleanno, Michael! 91 rose rosse come le tue vittorie. 1 rosa bianca che simboleggia la speranza per la prossima vittoria, la più importante di tutte. Combatti, alza il tuo pugno, sorridi e vinci la gara della tua vita: noi ci saremo sempre. Un abbraccio speciale a Corinna, Mick, Gina Maria e tutta la tua famiglia: siamo al vostro fianco”.

Ma chi c’è dietro a tutto ciò? Un gruppo di tifosi del sette volte Campione del Mondo di F1. Grazie a Twitter, tramite l’account @teamschumacher, si sono organizzati e ognuno ha potuto contribuire, liberamente,all’acquisto del mazzo di rose, sentendosi un po’ più vicino al proprio idolo. Oltre cento le donazioni, in parte usate per l’omaggio floreale, mentre il resto donato all’Istituto del Cervello e Midollo Spinale di cui Gerard Saillant, Presidente del centro e caro amico di Schumy.

A coordinare il tutto, una tifosa speciale: Rita Xiumè, commercialista ragusana che da anni segue Michael letteralmente in tutto il mondo. Siamo andati a trovarla nel suo studio di Ragusa, dove ci ha accolto nel suo studio – museo, dove ha raccolto centinaia di ricordi e cimeli legati al Campione tedesco. Ci sono le foto con Michael, i cappellini, una replica del casco utilizzato in Brasile 2012 e una tuta del Campione tedesco. Ma non mancano tutti i programmi delle gare, rigorosamente firmati da Michael, oltre che un archivio fotografico da far impallidire chiunque.  Da quel 25 agosto del 1991, Rita ha sempre seguito Schumacher senza curarsi dei colori che portava. E ora, in un momento così difficile, ci si fa coraggio l’un con l’altro per non cadere nei brutti pensieri, mentre Michael lotta per tornare a vivere.

“I veri tifosi lo hanno supportato quando era in giallo, in blu, in rosso e anche in grigio. Michael è speciale, non solo come pilota. A renderlo una leggenda vivente è il suo modo d’essere, che è lontano da ciò che i media raccontano”, afferma Rita. “La decisione di spedire le rose, che sono state consegnate la sera del suo compleanno, è stato un modo per sentirci in qualche modo vicini alla famiglia. E non intendo solo la moglie e i figli, ai quali siamo vicini ed è dir poco. Ci siamo sentiti vicini a quella grande famiglia che Michael ha creato in tutto il mondo: quando era in pista, fuori, al suo ranch. Ovunque sia andato. Quella dei tifosi di Michael è davvero una grande famiglia. E per questo il nome che abbiamo scelto – team Schumacher – ci fa sentire ancor più vicini a lui. Perché è un gruppo di persone che gli vuole bene e basta”.

Rita non è una semplice tifosa del sette volte Campione del Mondo, è La Tifosa. Lo ha seguito ovunque, a proprie spese, per vederlo correre e vincere. Ma non solo. Michael le ha insegnato a non mollare, a combattere ad ogni avversità della vita e lei ne ha fatto tesoro, legandosi ancor di più all’uomo, piuttosto che al solo pilota. Così, insieme ad altri  supporter, ha scritto un libro, già nelle mani di Sabine Kehm e che sarebbe stato consegnato a Michael proprio questo 3 gennaio, per poi essere pubblicato a scopo benefico. Adesso, logicamente, non è più la priorità. Rita e gli altri tifosi aspetteranno che Michael torni ad essere quello di sempre per poi, magari, riscrivere insieme il finale di quel volume, pensando ad un altro ritorno, questa volta il più bello e gradito a tutti, quello alla vita.

Rita è ora a Grenoble per essere più vicino a Michael. Ci racconta: “Porto con me lo striscione che mi ha seguito durante i 3 anni di Schumacher in Mercedes, in cui lo ho supportato con tutta la forza fisica che ho avuto. Tre anni in cui ho ricevuto delle emozioni che basterebbero per cento vite che resteranno indelebili dentro il mio cuore. Questo striscione, creato da una mia carissima amica, diceva ‘Michael non mollare mai, gli amici non te lo consentiranno’. Alla fine di quei tre anni, lui ha firmato questo striscione. E cosciente dell’impegno che ha preso, lui non mollerà. E per ricordaglielo, porto con me a Grenoble lo striscione”.

E poi ci confida: “Porterò anche qualcosa di molto speciale per me. E’ un rosario che fu regalato a mio padre da Papa Giovanni Paolo II e che mio padre diede poi a me, a cui è legato un ricordo particolare. Lo porterò con me per pregare per Michael, sperando con tutto il cuore che si svegli presto e che possa tornare dalla sua famiglia e che possa iniziare a scalare quella montagna che sicuramente lo aspetterà lì, non appena sveglio, ma che appare già più vicina rispetto a quanto poteva esserlo una settimana fa”.

Questa volta si va oltre il semplice tifo. Per Rita, Michael è ormai come un caro amico. E, dalle sue parole rotte dall’emozione, è facile comprenderlo.

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