14 giri in 3 giorni: notti insonni alla Red Bull Racing

30 gennaio 2014 19:59 Scritto da: Davide Reinato

I problemi d’affidabilità della Renault si uniscono con quelli di raffreddamento della Red Bull. Il risultato? 14 giri in 3 giorni per la nuova RB10. Adrian Newey è volato a Milton Keynes per ridisegnare alcuni componenti della vettura.

vettel-redbull-rb10Affermare di aver avuto un inizio travagliato, è forse dire poco. Perché dopo aver vinto 8 titoli mondiali negli ultimi quattro anni e aver dominato in lungo e largo, nessuno si aspetta di vederti arrancare al primo test invernale. E’ vero, il cambio regolamentare è stato massiccio, ma essere il fanalino di coda per tre giorni su tre lascia pensare ad un avvio davvero complicato.

Alla base dei problemi della Red Bull c’è qualcosa che non funziona in casa Renault e la conferma arriva dai problemi di affidabilità di Caterham e Toro Rosso. Si vocifera sia l’Energy Store a creare problemi, ossia il vano batterie che deve gestire i 150 cavalli di potenza supplementari recuperati dall’ERS. Da questo punto di vista, già ieri abbiamo fatto una panoramica dei problemi e Renault ha assicurato di stare lavorando senza sosta per risolvere il problema il prima possibile.

Ma, al momento, la RB10 è la monoposto messa peggio dei motorizzati Renault. 14 giri in tre giorni. Inutile fare commenti: basta vedere le espressioni di Christian Horner e Adrian Newey per capire che la situazione è abbastanza problematica. Perché oltre ai problemi derivanti da Renault, ci sono anche quelli del raffreddamento che sono nati insieme alla vettura. Ed è proprio per questo motivo che Newey ha già lasciato Jerez per tornare a lavoro sul suo tecnigrafo, allo scopo di ridisegnare delle parti che causano il surriscaldamento delle componenti che contribuiscono a mandare in tilt l’elettronica della vettura.

In un comunicato stampa rilasciato dalla squadra al termine delle prove, parla Andy Damerun – coordinatore degli ingegneri per la Red Bull Racing – ammette: “Abbiamo lavorato duramente ieri per apportare delle modifiche e pensavamo potessero bastare per superare i problemi. Eravamo fiduciosi. Purtroppo le misure che abbiamo preso sono servite solo parzialmente. A quel punto, abbiamo preferito fermarci e studiare il problema a fondo per trovare una soluzione. Pensiamo sia più sensato. Ovviamente c’è un senso di frustrazione in tutta la squadra, ma siamo abbastanza bravi ad uscire da queste situazioni”.

Certamente, modificare una monoposto del genere non è affatto semplice, ma Newey ha sempre dimostrato di poter stupire. Di certo, prima del Bahrain, a Milton Keynes c’è chi passerà notti insonni per risolvere la questione.

Fare chilometri è assolutamente fondamentale in questa fase dei test invernali e con la rivoluzione tecnica che la F1 sta affrontando. Tuttavia, non si può certo dare per spacciata la Red Bull Racing quando non si è neppure all’inizio dei giochi. La partenza è tutta in salita ma, comunque, potrebbe non voler dire nulla. Come dice un vecchio proverbio, Roma non fu costruita in un giorno…

26 Commenti

  • Non c’entra niente con l’articolo, ma letto alcune dichiarazioni di Alonso devo scriverlo da qualche parte.
    Dice: “Dieci anni fa qui a Jerez giravo dieci secondi più rapido di quanto non sia stato oggi ma il divertimento è lo stesso”. Lasciando perdere l’ultima parte, che parla del divertimento, penso che la formula 1 sia caduta in basso.. dovrebbe chiamarsi formula 3 o gp2 evo.. ma quale formula 1? Non esiste più la formula 1, esistono questi giocattoli di macchine adesso..

    • Alessandro HAMALORAI

      Non sono daccordo! o meglio, sono daccordo fino a un certo punto.

      Le macchine più veloci della storia le abbiamo avute nel 2004 e se vi andate a rivedere i video e i camera car di schumacher sulla Ferrari ve ne renderete conto.

      Però non credo che fosse giusto continuare con la crescita esponenziale di velocità e tempo sul giro, sarebbero diventate delle astronavi terra terra.

      Il fatto che si sia passati prima ai v8 e ora ai v6 è stato inizialmente per contenimento dei costi, era impossibile tenere il ritmo degli esborsi economici dei primi anni 2000, tra test liberi, meccanici e tecnici in pista 24 ore su 24 per quasi la totalità dell’anno, motori liberi a iosa ecc ecc.

      Ora, col passaggio ai v6 si continua con il contenimento dei costi, però questo fà sì che la ricerca che passa per le nuove F1 diventino “futuristiche” e cioè l’alimentazione di parte del motore tramite batterie elettriche che si caricano con elementi di “scarico” quali sono i gas di scarico e l’energia della forza frenante.

      Mi dispiace essere in contrasto con la tua idea, pure io nella mia mente sono malinconico verso la vecchia F1, ma devo dire che la sfida energetica futura mi affascina parecchio.
      Avere vetture turbo v6 che mi fanno quasi gli stessi tempi e forse più velocità nel dritto dei v8, è mooolto interessante.

      e non è detto che un giorno si torni alle prestazioni del 2004 MA TOTALMENTE ELETTRICAMENTE!!! è UN SOGNO?!

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