Per Sutil, le nuove auto sono più difficili da domare

2 febbraio 2014 15:23 Scritto da: Davide Reinato

Adrian Sutil fa il punto della situazione dopo i test di Jerez. E sulla lentezza delle monoposto, il tedesco rassicura: “Entro fine anno, le F1 saranno 4 secondi più veloci”.

adrian-sutil-sauber-c33Chi era a Jerez, o chi ha avuto possibilità di intravedere qualche video, si è immediatamente preoccupato della ‘lentezza’ delle nuove monoposto di Formula 1 rispetto al passato. Tuttavia, la preoccupazione degli appassionati è destinata a placarsi, considerando che le nuove monoposto non sono mai andate al limite durante le prime quattro giornata di test.

Solo Mercedes, in un paio d’occasioni, è arrivata a toccare i 15.000 giri del motore, mentre per il resto si è sempre girato tranquillamente sui 13.000. L’obiettivo di questi primi quattro giorni era svezzare le monoposto, comprendendone limiti e pregi, per poi lavorare in vista del Bahrain.

Il processo d’apprendimento è costante e lo stesso Adrian Sutil – pilota ufficiale della Sauber dal 2014 – ha ribadito che i rilevamenti cronometrici di Jerez non hanno avuto nessuna valenza. Inutile, dunque, paragonare il miglior tempo dello scorso anno con quello del 2014. Com’è normale che sia, le nuove vetture hanno bisogno di un gran lavoro di sviluppo che, con costanza, renderà queste vetture poco più lente rispetto a quelle a cui eravamo abituati.

“La nuova macchina ha poca aderenza e si muove tantissimo, ma è solamente questione di tempo”, ammette Sutil. “Entro fine anno, mi aspetto un guadagno generale di tre o quattro secondi. Ci sarà un grande passo in avanti e a quel punto la Formula 1 sarà nuovamente abbastanza veloce”.

L’inizio dei test di Adrian è stato un po’ travagliato. Per ben due volte, infatti, il tedesco ha perso il controllo della vettura andando a sbattere. Alla base, pare ci sia un problema della C33 a mandare in temperatura le gomme. “Sicuramente, sarà un fattore determinante quando farà freddo. Abbiamo perso molto carico non potendo più utilizzare gli scarichi e ora ci arccorgiamo davvero di quanto erano importanti. Avevano un grande impatto e lo notiamo ora che non possiamo più utilizzarli”.

Sutil pone l’attenzione anche sulla perdita di carico determinato dai limiti all’aerodinamica: “Abbiamo un’ala posteriore con un solo profilo e anche la trazione è decisamente peggiorata. Il risultato è che ora abbiamo una macchina imprevedibile in accelerazione e la mancanza di grip e di trazione è decisamente più marcata rispetto agli anni passati”.

Sutil però lascia Jerez con un sano ottimismo: “All’inizio, pensavamo di non poter imparare molto da questo test, perché la macchina è stata terminata in ritardo. Tuttavia, a parte il duro lavoro da fare, siamo riusciti a portare a casa dati interessanti e avremo le giuste specifiche sulla macchina già in Bahrain”, ha concluso.

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