Bahrain, tra test invernali e manifestazioni violente

15 febbraio 2014 13:38 Scritto da: Redazione

A pochi giorni dall’inizio dei test invernali in Bahrain, tornano a farsi insistenti le voci di una sicurezza precaria per chi si reca nel Paese.

bahrainA pochi giorni dell’inizio dei test invernali in Bahrain, giungono notizie poco rassicuranti: continuano gli scontri a fuoco tra civili e forze di polizia e un’ufficiale è rimasto ucciso dopo un’esplosione di una bomba nel villaggio di Dair, a circa 50 chilometri dal Bahrain International Circuit.

Il ministero degli interni in un comunicato ha ammesso: “C’è stata un’esplosione che ha danneggiato un autobus che trasportava poliziotti a Dair. Due di loro sono rimasti feriti in quello che sembra un attentato terroristico, uno è deceduto in seguito alle ferite riportate”.

La polizia, lo scorso venerdì, si è scontrata con i manifestanti per impedire loro di raggiungere la Perla Rotonda, diventata l’icona delle proteste che nacquero nel 2011 e che portarono – tra le altre cose – proprio all’annullamento del Gran Premio. La situazione nel paese resta ad alta tensione, nonostante le rassicurazioni. 26 manifestanti sono stati arrestati con l’accusa di vandalismo e interruzione di servizio pubblico, oltre che per aver attaccato la polizia con bombe incendiarie.

Ora che i riflettori della Formula 1 saranno nuovamente puntati sul Bahrain, che ospiterà i prossimi due turni di test invernali, i manifestanti cercheranno ancora più visibilità tentando di boicottare – ancora una volta – la Formula 1 per attirare a sé l’attenzione dei media.

Nonostante le apparenze, la situazione è sempre stata abbastanza critica e solo le imponenti misure di sicurezza hanno potuto evitare seri problemi. Come riportavamo lo scorso dicembre, il Gulf Daily News ha portato alla luce un grave evento risalente al 21 aprile 2013, giorno della gara sul circuito del Sakhir. All’epoca dei fatti, due donne di 37 e 27 anni furono fermate dalla polizia sulla strada che porta alla pista e, dopo dei controlli, arrestate per possesso di esplosivo. Le due donne confessarono di voler farsi esplodere al circuito durante la corsa, causando una strage.

5 Commenti

  • Stiamo parlando di popoli dove la democrazia non sanno neanche cosa sia..

  • ma questi una volta che hanno preso l’attenzione dei media che vogliono fare?a parte che la violenza è proprio l’ultimo dei modi per ribellarsi e sopratt la violenza mirata al nulla..ai non responsabili..ad altre persone come loro..ma una volta che hanno fatto saltare il gp che hanno concluso?un bel ****..perchè le forze armate del barein saranno addirittura appoggiate a sopprimerli dato che mirano alla sicurezza pubblica..certe volte non capisco proprio la logica di certi paesi..

    • Non credo che sia questo il luogo per questo genere di discussioni, ma penso che tu abbia ragione se consideri tutti gli stati come democratici.
      In democrazia la violenza e’ assolutamente inutile, ma dove la democrazia non c’e’, spesso non riescono a trovare altri modi per manifestare la loro situazione.
      Che non vuol dire che la violenza sia giustificata.

      • dove manca la democrazia e sei arrivato ad usare la violenza..usala dove conta..vai davanti al governo al potere e protesta..fatti sentire la..non nelle tribune di una gara con l’intento di ammazzare migliaia di persone innocenti..creando si un boom di trasmissioni sulla tua causa ma scatenando anche una certa risposta del’opinione mondiale che non puo far altro che sopprimere questi attentati come ”terrorismo”..

    • Purtroppo succede questo,si attira l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica,ma siccome i carri armati intervengono comunque dovremmo chiederci perché Bernie si ostina a farci correre la f1,soldi?
      Resto dell’opinione che il circus dovrebbe prendere le distanze da queste situazioni,come tutte le discipline sportive,del resto.

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