I due lati della medaglia di questa “Formula Consumi”

17 marzo 2014 08:10 Scritto da: Gianni Morbidelli

Dopo una gara, è già scoppiata la polemica sui consumi. Questa nuova era green della Formula Uno non piace a tutti ma, come ogni cosa, presenta pro e contro. Gianni Morbidelli, con gli occhi del pilota e appassionato di corse, dà il proprio parere sul debutto di questa nuova F1.

burnout

La Formula 1 è per me sempre stata una competizione che esprime, ai massimi livelli, valori umani e tecnici di grande eccellenza. Però, da quello che si è visto ieri, mi pare che si sia oltrepassato ogni filosofia della competizione. Le gare del Circus dovrebbero essere delle corse sprint, dove il pilota deve dare il meglio dall’inizio alla fine e far vedere a tutti di cosa è in grado di fare. Invece, questa nuova era della categoria sta un po’ deludendo le aspettative ed è ampiamente criticabile, come d’altronde stanno facendo gli appassionati in un coro quasi unanime.

Immaginate un podista che deve fare una gara sui 100 metri, che è la massima espressione dell’atletica, ma da correre con le scarpe con il tacco, con le mani legate dietro la schiena e che in quei cento metri di corsa deve risparmiare ossigeno e respirare solo sei volte. Ecco, è un po’ quello che viene chiesto alla F1 di oggi. Trovo un po’ ridicolo un regolamento così stringente in termini di consumi. Nella gara di ieri non si è parlato d’altro, tralasciando altri aspetti assolutamente più interessanti. Per non parlare del suono del motore che trovo, in tutta sincerità, davvero imbarazzante. Il fascino della F1 era proprio quello di sentire un rombo che era paragonabile ad una musica, una sinfonia. E mi meraviglio come alcuni, soprattutto i più giovani, dicano che “tutto sommato è bello”. Forse non hanno mai sentito dal vivo – o forse hanno dimenticato – il grido dei 12 o dei 10 cilindri. Quelli erano suoni incredibili che, dopo una giornata in pista, ti mandavano in estasi. Quella di oggi è una F1 in cui si sente anche lo stridio della gomma o addirittura si può parlare tranquillamente ad alta voce quando passano le vetture: mi sembra che ne esca un po’ sminuita.

Caterham - Lotus - Red Bull

Attenzione, però. Non voglio essere uno di quei nostalgici e barbosi che dicono “Ah, ai miei tempi era meglio”. Però, in effetti, non è questa la Formula Uno che i tifosi vogliono vedere, non è la vera sfida. Non piace a nessuno vedere piloti ritirarsi dopo quattro giri solo perché queste auto sono troppo complesse. E sono sicuro che non piace neanche ai piloti, chiamati ad essere sempre più ingegneri nucleari piuttosto che atleti.

Certo, l’altro lato della medaglia è che c’è l’effetto sorpresa. Addirittura, molti si aspettavano una disfatta totale con tantissime rotture. In realtà, alla fine, sono arrivate al traguardo quindici macchine e questo sottolinea come il livello di questi team sia notevolmente alto. Però, a parte questo, viene sempre a scemare il lato umano, in questo caso la parte del pilota, che viene a mancare. E questo mi dispiace molto.

Analizzando la gara nel suo complesso, bisogna fare una doverosa considerazione: è ancora molto presto per poter fare delle valutazioni. Ma ci sono comunque dei punti fermi: anche in caso di cambiamenti epocali, come quello che stiamo vivendo, difficilmente ci sono stravolgimenti per quanto riguarda i valori in campo. E’ improbabile veder vincere una Caterham o una Marussia, per intenderci. Detto questo, dobbiamo sottolineare la grande forza della Red Bull di reagire ad una situazione veramente preoccupante. Prima dell’Australia ho saputo, tramite un nostro amico comune, che Daniel era molto preoccupato. E invece ha fatto un weekend incredibile, tanto di cappello.

In tempi non sospetti, ho sempre sostenuto che Ricciardo fosse un gran pilota. L’ho frequentato molto quando ha corso nel campionato italiano di Formula Renault e posso dire che è uno che può rompere le uova nel paniere a Vettel, perché è forte mentalmente ed ha davvero delle belle qualità. Ma il Gran Premio d’Australia ci ha anche dato indicazioni importanti su altri due piloti che rappresentano la nuova generazione di talenti in F1: Kevin Magnussen, che ha conquistato il podio al debutto, ma anche il buon Daniil Kvyat, che è diventato il più giovane pilota ad avere conquistato punti nella storia della F1. Ragazzi dal grande talento che, non a caso, hanno mostrato di andare subito forte, senza timori reverenziali nei confronti dei più esperti compagni di squadra.

magnussen-mclaren-2014

In questo weekend abbiamo visto una Ferrari mediocre, senza grandi acuti e al livello di Williams e Force India. In questo momento non sembra essere in grado di impensierire la Mercedes, ma forse neanche la McLaren che credo abbia sorpreso, sia in termini di affidabilità che di prestazioni, portando entrambe le vetture a podio, seppur sfruttando la squalifica della Red Bull di Ricciardo. Raikkonen non mi è sembrato per niente a suo agio, quasi addormentato: sicuramente è stato meno incisivo rispetto ad Alonso. Per il finlandese, Fernando è un compagno difficile. Avere a fianco un Grosjean – con tutto il rispetto – non è proprio la stessa cosa che un Alonso. Poi, ripeto, è ancora decisamente prematuro fare delle considerazioni in tal senso e magari fra tre o quattro gare, ci ritroveremo in situazioni completamente diverse, ma per ora la Ferrari non ha convinto.

In conclusione, nonostante una Formula 1 fuori dai canoni, qualcosa di buono si è vista. Per esempio, Bottas ha fatto diversi sorpassi e – anche se è stato aiutato dalla safety car – ha tirato fuori una bella prestazione. Ed è un po’ quello che vorrei vedere: lotte in piste fatte da piloti con gli attributi. Sono realista quando dico che ci sarà un miglioramento nelle prossime gare. Mi auguro che questa sia un po’ una prova generale e che dalla Malesia lo spettacolo sia nettamente migliore.

133 Commenti

  • Per tutti quelli che dicono che la F1 doveva seguire il progresso tecnologico, che doveva mettersi al passo coi tempi dal punto di vista ecologico dando il buon esempio e facendo da traino per tutta l’industria automobilistica, per chi dice che non è il caso di essere pessimisti, io a loro dico questo:
    l’essenza di uno sport come questo, così unico e particolare, il suo fascino che ha da sempre, dal suo esordio, fatto innamorare milioni e milioni di persone nel mondo non è la tecnologia applicata alle monoposto, non è l’essere evolutissime seguendo l’evolversi del modno ecc. ecc.
    Ciò che ha fatto innamorare è la SFIDA, la sfida con se stessi, con gli altri piloti, la percezione immediata e sempre presente di una sfida oltre l’umano, che poche persone erano in grado di reggere, di sopportare il peso di spingersi così per 300 e oltre km oltre i limiti.
    Questo era far sognare chi seguiva questo sport.
    E questo lo si percepiva potendo spingere dal primo all’ultimo giro, potendo far vedere chi era davvero un pilota, senza fronzoli, senza divoleria come Ers, Drs, Batterie, limiti di carburante ecc., potendo far percepire a chi seguiva le corse il senso di tale sfida, della pura e e vera velocità.
    In questo ricade il ruolo nevralgico del suono del motore. Un rombo assordate ti da l’idea della velocità pura, dello spingersi al limite ben prima di vedere la monoposto arrivare e anche molto dopo che questa ti è volata davanti. E per chi non ha mai provato l’emozione di essere ad un autodromo con quelle belve che ti sfrecciavano davanti non può veramente capire di cosa parlo.
    Il rombo del motore era fondamentale e lo sarà anche oggi nel far disinnamorare milioni di tifosi.

    • Sono d’accordo con te, ma quella formula1 è morta e sepolta da tempo, e non per colpa dell’ers nè delle nuove regole. Le auto spinte al limite da anni sono trenini che muovono su binari, da anni nessun pilota rischia ogni momento la vita come 30 anni fa… E’ un mondo diverso, più disciplinato ma non per questo meno affascinante, soprattutto se ami analizzarlo su più piani diversi, oltre quello “brutale” della sfida, del rischio.

  • ma quanti catastrofismi! ok per il sound delle p.u. che non è paragonabile con gli aspirati ma per il resto dai calma siamo solo al primo gp di vetture arrivate senza allenamento! diamo tempo al tempo, per tutti tranne i motorizzati mercedes è stata la prima simulazione di gara!
    a me la cosa che fà più ridere della baracca f1 è il contingentamento dei test, ma comè si può pretendere che le scuderie spingano al massimo vetture acerbe che devano fare 5 gp con la solita p.u. questa si è roba su cui discutere e poi vi lamentate che non c’è spettacolo

  • La f1 non esiste più. La massima serie x quanto mi riguarda sta in usa e si chiama indycar. E ricomincerà tra poco più di una settimana facendomi dimenticare questo tristissimo e schifosissimo spettacolo marchiato f1.

  • Sono un grande appassionato di F1. Seguo la categoria da sempre, ho 46 anni quindi sono almeno 30/35 campionati che vedo con passione, di notte o di giorno, registrati o in diretta.
    Non ricordo di aver aspettato con così tanta ansia un inizio di campionato.
    Sono deluso, come tifoso ok perché le rosse hanno veramente girato per non rompere senza mai un acuto.
    Sono deluso perché il rumore non è quello di una F1.
    Sono deluso perché sembra esserci una sola vettura in grado di vincere.
    Sono deluso perché il trenino a basso consumo senza tentativi di sorpasso è un insulto alla competizione.
    Insomma non ho alcuna voglia di aspettare il prossimo GP, temo sarà una noia pazzesca!
    Spero di essere contraddetto ma ho una brutta sensazione,

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