Senna – The last Team Mate. Hill ricorda Ayrton

29 aprile 2014 12:25 Scritto da: Redazione

A venti anni da quel tragico weekend, Damon Hill è tornato a Imola per un toccante, quanto interessante, racconto sul Gran Premio di San Marino 1994, del suo rapporto con Ayrton e molto altro.

Damon Hill - Ayrton SennaTre gare da compagni di squadra. Hanno avuto davvero poco tempo per conoscersi Damon e Ayrton. Ma, quel che è certo, è che Hill non ha per niente dimenticato l’orrore di quel weekend tragico di Imola ’94.

“Non ho visto il momento dell’incidente, perché ero più indietro rispetto ad Ayrton”, ricorda Hill che – al momento dell’impatto di Senna – occupava la quarta posizione. “Ma ho visto la macchina di Ayrton rimbalzare sul muro. Mi è stato detto da Ann Bradsha, all’epoca addetto stampa Williams – che era una cosa seria. Ma credo fosse abbastanza chiaro che fosse già morto”, ricorda Damon.

Non deve essere stato facile per Hill riprendere la gara, quel giorno, sapendo di avere una vettura identica a quella che aveva tradito Senna pochi minuti prima. I meccanici controllarono la vettura e non c’erano difetti evidenti da far pensare ad un possibile guasto anche sulla vettura di Damon. Così, trentasette minuti dopo l’incidente inspiegabile e fatale che si stava portando via la vita del brasiliano, Hill era di nuovo dentro l’abitacolo per competere. Quella gara, la concluse in sesta posizione. Senza infamia e senza lode.

“Ero stato collaudatore per la Williams e avevo già gareggiato con loro. Era il mio terzo anno in squadra. Il team costruisce le macchine, ma si tiene sempre conto della sicurezza del pilota. Mi fidavo di loro e non ho avuto nessun problema, ma in pista non ho avuto alcun momento per riflettere su questa cosa. Alla fine della giornata, abbiamo imballato tutto e siamo andati a casa con una sensazione orribile. Era una giornata nera per lo sport. Mi sembrava insensibile e inutile correre dopo tutto quel che era successo. Riflettendoci, non mi sembrava una cosa rispettosa da fare”, sottolinea oggi l’ex pilota inglese.

In questo viaggio a Imola, ripercorrendo a piedi i tratti del circuito storico, Damon Hill viaggia nel tempo e dona un toccante, quanto interessante, ricordo di quel tragico weekend del Gran Premio di San Marino 1994.

4 Commenti

  • Non voglio sollevare polemiche inutili o sterili, ma Hill avrebbe fatto meglio a tacere: credo che tutti gli appassionati si ricordino i “non ricordo ” in sequenza durante il processo …

  • Anch’io da tredicenne appassionato ero a vedere il GP e dissi al mio babbo dopo l’incidente..babbo ma lui è Senna non può morire, e lui mi rispose: eh no figlio mio può morire anche lui..mi cadde il mondo addosso.
    Non sono i tempi e risulterò antipatico, ma bisogna che tiri fuori questa mia opinione. La Williams con quella maledetta elettronica rovinó la F1, dominó i mondiali nel 92e nel 93 e nel 94 trovandosi di nuovo a parità degli altri per la messa al bando di alcuni loro sistemi, chissà che cosa combinarono.. e cosa si inventarono il trio Newey-Head e Williams. Da tredicenne ingenuamente ho sempre pensato che Ayrton con il suo casco giallo, se fosse rimasto su quella macchina bianca e rossa, sarebbe ancora tra di noi.. E da li ho sempre “odiato” quella macchina Rothmans..

  • Io quel giorno ero li, avevo 20nni e fin da ragazzino appassionatissimo di motori e in particolare di F1 seguivo spesso il GP di Imola e altri vicini, quel weekend pero’ fu surreale, mi ricorso di essere andato la domenica a malincuore dopo che il giorno precedente era deceduto Ratzenberger.
    Per chi ha qualche anno si risorda che quella stagione era iniziata nel peggior modo, i regolamenti erano cambiati troppo repentinamente e le potenze erano tornate a limiti impossibili, motori da 3500cc e quasi 1000cv in qualifica su motori aspirati, inoltre si era abolita completamente l’elettronica, le macchine erano inguidabili.
    Molti si ricorderanno che in Ferrari c’era Larini in sostituzione di Alesi che si era schiantato al Mugello nei test precampionato.
    Poi l’incidente alla prima partenza e le notizie che per chi era tra il pubblico arrivano poche e imprecise.
    Poi l’epilogo con l’incidente di Senna gli interminabili minuti, l’elicottero che si vedeva partire da ogni parte del circuito nel silenzio piu’ totale.
    Chi era li ha saputo della gravità della situzione chiedendo ai commissari dopo la classica ma composta invasione di pista.
    Mi ricordo ancora il groppo in gola, i piloti sul podio scuri in volto. Anche quello del giovane Schumacher, pensare oggi l’infame destino.
    In quel giorno insieme a Senna se ne e’ andata la F1 epica, da quel giorno tutto è cambiato l’approccio dei team, l’atteggiamento delle federazione, la consapevolezza dei tifosi.

  • Bellissimo, redazione grazie.
    Credo che tutta la mia generazione si ricordi perfettamente quel maledetto week end. Io avevo quasi 12 anni, seguivo già da un po’ la F1, ma quello è sicuramente il primo ricordo completo che ho di una gara. Ero a tavola, la voce di Poltronieri che sia spegne, il sangue per terra, l’elicottero in pista.
    Penso che Ayrton e Roland non siano morti invano. Tutto quanto è stato fatto in materia di sicurezza stradale da quel giorno è avvenuto anche grazie al loro sacrificio. Dovunque essi siano, spero riposino in pace.

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