L’ultimo incontro tra Senna e Montezemolo

30 aprile 2014 15:38 Scritto da: Davide Reinato

Mercoledì 27 aprile 1994: incontro tra Ayrton Senna e Luca Cordero di Montezemolo. Un appuntamento storico che stava per aprire le porte di Maranello al pilota brasiliano. Ma il destino aveva un piano diverso per Ayrton.

Ayrton Senna - Luca MontezemoloVent’anni dopo la sua scomparsa, Ayrton Senna è nei ricordi del Presidente della Ferrari che, in una nota pubblicata sul sito ufficiale della Scuderia, afferma: “Avevo sempre apprezzato il modo di correre di Ayrton. Come in tutti i grandi campioni, anche in lui c’era sempre una enorme voglia di successo e non si stancava mai di inseguire la perfezione, cercando continuamente di migliorarsi. Era straordinario in qualifica, ma anche un gran combattente in gara”.

Il Presidente Montezemolo ricorda perfettamente l’ultimo incontro con Ayrton, avvenuto il 27 aprile 1994, pochi giorni prima del tragico incidente che se lo portò via. “Poiché era in Italia per il Gran Premio di San Marino, ci incontrammo nella mia casa di Bologna. In quella occasione, mi disse che apprezzava molto la posizione che avevamo preso contro l’eccesso nell’utilizzo degli ausili elettronici per la guida, perché non facevano emergere il reale valore dei singoli piloti. Parlammo a lungo e mi disse in modo chiaro che voleva chiudere la sua carriera alla FErrari, dopo esserci andato vicino qualche anno prima”.

Il riferimento del Presidente Montezemolo è chiaro. Ayrton venne avvicinato, nei primi anni novanta, da Cesare Fiorio. L’italiano era il direttore sportivo della Rossa e provò a convincere Senna a firmare per la Scuderia Ferrari. Ma a Maranello c’era Prost, l’acerrimo rivale di Ayrton, che si oppose insieme all’ex Presidente Fusaro. Fiorio, a tal proposito, racconta: “Il mancato arrivo di Senna a Maranello ha cambiato la storia della Formula 1, che ha poi fatto la scelta di andare alla Williams e ha perso la vita a Imola. Ma ha cambiato anche la mia. Con lui al volante della Rossa, sarei rimasto anche io. Il fatto che io stessi portando Senna alla Ferrari è stato usato dal Presidente Fusaro per mettermi contro Prost e la cosa mi ha spinto a lasciare. Anni dopo, però, quando ci siamo ritrovati alla Ligier, Alain mi raccontò come andarono le cose. A quanto pare, Fusaro lo chiamò e gli disse: ‘guarda che il tuo ds vuole portarti in casa Senna, ma finché ci sarò io non succederà’. Capii solo allora perché, da quel momento, Alain si era trasformato da mio miglior collaboratore a nemico giurato”.

Poco prima di morire, dunque, Ayrton ribadì a Montezemolo la voglia di correre per la Rossa. L’attuale Presidente del Cavallino Rampante afferma: “Ci accordammo per rivederci presto, in modo da capire come superare i vincoli contrattuali che aveva in quel momento. Entrambi concordavamo sul fatto che, per un pilota come lui, la Ferrari sarebbe stata il normale sbocco per rendere la sua carriera, già brillantissima, addirittura unica. Purtroppo il destino portò via Ayrton e Roland Ratzenberger in uno dei weekend più tristi della F1. Di Senna ricordo la gentilezza e la semplicità che sembrava quasi timidezza, in netto contrasto con il Senna pilota”.

9 Commenti

  • Schumybestintheworld

    Ayrton alla Ferrari, sarebbe stato un sogno, purtroppo è finita come tutti sappiamo. Oggi possiamo solo commemorarlo a dovere per la leggenda che è diventato. Ricordiamoci di lui com’era e non di come sarebbe potuto essere, perché ad immaginare il futuro di Ayrton non basterebbe una vita. CIAO AYRTON!

    P.S. Mi unisco a zico e M@gicFra nel dire Forza MIchael! Vinci perché non è ancora l’ora di riunirti al tuo rivale nei circuiti del cielo.

  • Senna aveva dimostrato di essere fortissimo in competizione ma nella vita non lo era affatto, molyo legato alla madre e alla sorella era cresciuto in un ambiente agiato e super protettivo che ne avevano sviluppato questa sua dedizione quasi mistica. Purtoppo però non ha mai retto la pressione mediatica e politica che c è al tempo ancor più che adesso in F1.
    Quello fu il suo grande limite.
    E il grande pregio del suo naturale erede ‘sportivo’ Schumacher che invece con spavalderia e irriverenza oltre che con la bravura fece capire subito anche ai senatori chi era e chi sarebbe diventato

    • E’ stato molto migliore come uomo che come pilota. Ha ispirato un progetto che mirasse a far crescere il proprio paese coltivandone le fondamenta – i bambini, la loro istruzione – e che potesse prescindere dalla sua stessa sopravvivenza. Come vedi, ci è riuscito. Essere e dichiararsi profondamente legati alla propria famiglia non è debolezza ma spessore umano, riconoscenza e attaccamento sincero alle proprie radici. Nascere in un ambiente agiato e protettivo non è una colpa nè una vergogna; è un (doppio) merito, invece, misurarsi con persone meno fortunate e spendersi in prima persona per aiutarle concretamente. Spavalderia e irriverenza non gli sono mai mancate, inutile spiegare perchè. Grandi limiti in Senna non ne ho mai visti, i tuoi sono il pregiudizio e la superficialità, da sempre caratteristiche degli insicuri e degli ignoranti. In questo blog bazzicano persone competenti che hanno superato da tempo i 5 anni, devi sforzarti di più.

  • Francesco_Kimi

    Io penso non sarebbe andato né in Ferrari ne in Minardi. L’obiettivo di senna era vincere e proprio per questo lasciò la Mclaren, per passare alla Williams che allora aveva la miglior macchina tra il 92 e il 93. A lui non interessava fare quinto quindi voleva sempre il mezzo migliore

  • Domani vado a imola a vedere questa bella iniziativa di 4gg.. Non vedo l ora!

  • lewis_the_best

    senna avrebbe continunato con la williams fino alla fine e sono sicuro che avrebbe vinto almeno altri 2 mondiali.

  • Si però…a sentire Minardi doveva essere la squadra di Faenza l’ultimo team di Senna, a sentire Montezzemolo doveva essere la Ferrari, forse poteva essere entrambe le cose, prima Ferrari e poi Minardi, chissà…

    La realtà per me è che Senna aveva un vincolo con la Williams fino a tutto il 95 e non credo che sarebbe andato via, forse nel 96 invece di Schumy avremmo avuto Ayrton ma solo per due o tre anni al massimo…

    Il destino ha voluto così, Ayrton consacrato a leggenda e Schumacher consacrato ad eroe Ferrarista, almeno Schumy ha colmato il vuoto che Ayrton ha lasciato nel mio cuore e in quello di tantissimi altri tifosi di F1.

    W Senna!

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