Minardi – Senna: un binomio negato da un destino crudele

30 aprile 2014 08:57 Scritto da: Davide Reinato

Gian Carlo Minardi, ex costruttore faentino, ha ricordato i bei tempi passati nel paddock con Ayrton Senna, svelando che il brasiliano avrebbe voluto correre per la sua squadra.

Giancarlo Minardi e Ayrton Senna

Foto Minardi.it

C’è sempre stato un rapporto particolare tra Ayrton Senna e Gian Carlo Minardi. Una sincera amicizia fondata sulla reciproca stima, le cui radici affondano ancora prima all’arrivo in Formula 1 dell’asso brasiliano.

Tempo fa, il padre di Ayrton – Milton Da Silva – aveva dichiarato: “Dopo il quinto titolo Mondiale, Ayrton avrebbe guidato per la Minardi. Purtroppo il fato ha voluto diversamente”. Un aneddoto che non tutti conoscono, ma che rende l’idea di quanto Senna amasse le sfide. L’ultima stagione della carriera del brasiliano, in Formula 1, sarebbe stata a bordo di una Minardi.

Il primo contatto tra Senna e Gian Carlo Minardi avenne nel 1982, quando Ayrton era impegnato nel campionato di Formula Ford, mentre Minardi gestiva un team in F2. L’ex costruttore faentino racconta: “Ayrton mi venne segnalato da Paolo Barilla e, durante il weekend a Hockenheim, lo invitai a cena in Hotel. Gli offrii fino a 50 milioni di lire per venire a correre con noi in F2, ma Ayrton garbatamente rifiutò”.

Senna aveva già in mente ben chiaro cosa fare per arrivare in F1 ed essere subito competitivo: “Mi ringraziò molto gentilmente, perché fui il primo a offrirgli dei soldi per correre, anziché chiederne a lui. Da quel giorno, in concomitanza delle gare di F2 e Formula Ford, Senna è sempre tornato nel nostro motorhome per mangiare e siamo rimasti in ottimi rapporti”, ha aggiunto Minardi.

Gli incontri divennero assidui e frequenti anche in Formula 1. “Ricevevo spesso sue chiamate e parlavamo al telefono per diverse ore. Durante i Gran Premi, spesso veniva a pranzo da noi. All’inizio del 1993, a causa del rapporto quasi logorato con la McLaren, aveva deciso di venire a guidare per la Minardi, ma lo convinsi a tornare sui suoi passi, puntando ad un contratto aperto con il suo team. E fu da lì che nacque il suo famoso contratto da un milione di dollari a gara. E quell’anno disputò forse la sua stagione più bella e grintosa”.

Il crudele destino del brasiliano, però, gli impedì di mantenere la sua promessa fatta qualche anno prima a Gian Carlo. Cosa sarebbe successo se un pluri-campione del Mondo di F1 avesse terminato la sua carriera con il piccolo team italiano?  “Con i se o i ma, non si va da nessuna parte. Certamente, però, con in squadra Ayrton Senna i rapporti con i vari fornitori tecnici sarebbero cambiati. Con la sua esperienza e il suo carisma, la squadra avrebbe potuto avere un’evoluzione non preventivabile. Ma il solo pensiero che il suo desiderio era quello di venire a correre per noi, mi ha sempre riempito il cuore d’orgoglio”, ha concluso Gian Carlo Minardi.

9 Commenti

  • Credo poco anche io a questa ipotesi di Senna in Ferrari.
    Io mi ricordo che all’epoca si parlava, anzi si leggeva ,e poco, solo su Autosprint,Rombo e Gazzetta, di un paio di avvicinamenti ma sempre all’epoca di Fiorio e Prost e quindi di difficile realizzazione.
    La verità secondo me è che quando la Ferrari andava forte ci correva Prost, e quando non v’era più il francese la Ferrari era caduta in crisi tecnica , non necessariamente perché Prost non c’era piú.
    Senna voleva solo una cosa: vincere. La Ferrari non gli dava assolutamente garanzie, quindi , e aveva visto giusto, ha lottato per andare in Williams nel posto lasciato libero dal suo acerrimo rivale .

    Nella mia personalissima e fantasiosa de-ricostruzione ho scartato l’ipotesi Ferrari perché secondo me difficilmente Ayrton sarebbe andato via da un team così superiore agli altri, unitamente all’età anagrafica, credo che proprio non avrebbe fatto in tempo a correre per la Scuderia, l’ipotesi Minardi resta, oltre che la più romantica, anche la più realistica.

    Poi sono esercizi di stile , “divertissement”, voli di fantasia… fate un po’ voi.
    Certo che, la morte di Ayrton , senza nulla togliere agli altri deceduti in questo sport, è stata una cosa talmente forte da creare nella mente degli appassionati un “prima” e un “dopo” nel seguire la Formula 1.

  • lewis_the_best

    bisogna mettersi d’accordo!! su sportmediaset montezuma dice che senna avrebbe voluto finire la carriera in ferrari!!
    l’unica cosa certa è che senza l’incidente senna avrebbe recuperato alla grande sul crucco vincendo il titolo 94 e forse anche il 95.

    poi xke avrebbe dovuto e voluto andare in un team mediocre che non vinceva un titolo dal ’79! ha lasciato la mclaren non appena si è accordo che nn era competitiva e voi davvero credete che sarebbe andato in un team che nn solo non lottava x il campionato ma nn lottava nemmeno per vincere!!!

    • Bè, questa non è un’ipotesi, ma un’informazione arrivata dal padre di Senna, più che attendibile direi.
      Tra l’altro non è la prima volta che ne sento parlare e trovo sia una cosa perfettamente in linea con la personalità di Ayrton.

      Quanto alla ferrari, Montezemola ha perso l’ennesima buona occasione per stare zitto e fare bella figura. Sparata pubblicitaria, come al solito… la mia stima di questa scuderia scende sempre più in basso…

  • Alessandro HAMALORAI

    Bella la tua versione, anche se la versione del 1997 mi convince ben poco.

    Con quella Williams, Senna avrebbe vinto un altro titolo, altro che svogliato.

  • Piccola correzione per la redazione:cosa sarebbe successo se un pluri-campione del mondo di f1 AVESSE (anziché avrebbe)…

    Per il resto davvero interessante, non sapevo proprio che Senna avrebbe voluto correre con un team poco competitivo per mettersi alla prova.

  • What if …
    Cosa sarebbe successo se Ayrton Senna fosse ancora vivo?

    L’idea non è originale, mi è venuta leggendo un post lasciato da qualcuno, da qualche parte, un po’ di tempo fa; questa la mia versione.

    …lunghetta eh, vi avviso….

    1994: Senna ha un grave incidente a Imola 1994 che lo terrà lontano dalle gare per circa un mese, ritorna alle gare in Canada a metà giugno e vince , così come le successive tre gare in Francia Gran Bretagna e Germania portandosi con 40 punti al secondo posto alle spalle di Schumacher su Benetton che nel frattempo aveva collezionato 4 vittorie, un ritiro e 4 secondi posti e comandava il campionato con 54 punti.
    Nel prosieguo della stagione, Schumacher e Senna si spartiranno vittorie e ritiri con una vittoria a testa per Berger su Ferrari e Damon Hill ma alla fine la spunterà il tedesco che porterà a casa il suo primo titolo mondiale.

    1995: Senna sempre su Williams comincia alla grande il mondiale e vince in Brasile e Argentina con Schumacher secondo, poi si ritira a Imola in un circuito che sembra ormai “stregato” per il brasiliano.
    Il Giovane tedesco vince a Imola, in Spagna e a Monaco , ridicolizzando Senna ,che arriva secondo, e tutti gli altri.
    Dopo un anno e mezzo di chiacchiere e sospetti e immobilismo nella federazione, Senna , che con l’uscita di Prost e Jean Marie Balestre poteva finalmente esercitare il suo giusto peso politico , accusò pubblicamente la Benetton di barare utilizzando un sistema equivalente al “traction control” e sollecitò la FIA e Max Mosley ad effettuare controlli approfonditi sul software della Benetton.
    Nel frattempo tornò alla vittoria in Francia con Schumacher terzo dietro anche a Damon Hill e si ritirò in Gran Bretagna, dove vinse Hill con Schumacher secondo e sempre in testa al campionato.
    Prima del gran premio di Germania arrivò l’esito della FIA che impose a Benetton di rimuovere il sistema di controllo trazione con effetto immediato pena la squalifica dal campionato. Schumacher non vinse più gran premi e la squadra inglese iniziò un lungo periodo di crisi tecnica.
    Senna vinse così il suo quarto titolo mondiale , prolungò il suo contratto con Williams rifiutando le offerte di Ferrari e di Todt, affermando che i tempi non erano ancora maturi, poiché lui voleva vincere un altro titolo per superare Prost ed eguagliare il più grande di tutti i tempi, Juan Manuel Fangio.
    Schumacher abbandonò la Benetton con Byrne e Brown per approdare alla Ferrari, per tentare di dare inizio a un nuovo ciclo a Maranello.

    1996: la Williams ingaggia Villeneuve da affiancare al brasiliano, la monoposto spinta dal motore Renault risulta essere praticamente imbattibile e vince 14 gare su 16 , Senna ne vince 8 fa suo il quinto titolo mondiale ,” il più facile” , dichiarerà alla stampa già dopo il Gp del Belgio dove si laurea matematicamente campione.
    La Ferrari inizia il recupero centrando il successo in due occasioni col nuovo acquisto Schumacher.

    1997: Senna ha 37 anni è alla quattordicesima stagione,un grave incidente alle spalle, ha cinque titoli iridati, 61 vittorie, 82 pole positions , è partito 114 volte in prima fila , guida la macchina più veloce, è responsabile dei piloti e della sicurezza in Formula 1 , corre una stagione svogliata e distratta, lasciando campo libero a Villeneuve e Schumacher che si battono per la lotta al titolo, lui vincerà solo a Monaco e a Monza dove verrà fischiato dai tifosi di Schumacher e della Ferrari.

    Il sensibile asso brasiliano riflette sulla cosa e pensa seriamente al ritiro, poi però decide di mantenere una promessa fatta anni prima: chiama Giancarlo Minardi, riesce a fargli avere la motorizzazione Mugen Honda per il 1998 con un diretto interessamento della casa madre, entusiasta di tornare a lavorare col campione brasiliano, che si accorda per un anno di contratto con la squadra italiana senza stipendio.
    La notizia è clamorosa e dà uno scossone all’ambiente , l’attenzione dei media viene rivitalizzata , i tifosi e gli appassionati attendono trepidanti l’avvio della stagione 1998 , fioccano le richieste di sponsorizzazione per il piccolo Team di Faenza che per la prima volta schiera un top driver, ha una motorizzazione ufficiale e grande disponibilità economica per ricerca e sviluppo.

    1998: Minardi presenta la M198 Mugen- Honda guidata da Senna e Nakano (fortemente voluto dalla casa giapponese) con main sponsor Sony , con l’aggiunta di Parmalat e PepsiCo.
    Ayrton vuole Giorgio Ascanelli come ingegnere di pista, che accetta.
    Nei test invernali Senna si prodiga con inedito entusiasmo allo sviluppo della monoposto, il progetto della quale è partito da un foglio bianco , per creare una macchina ad hoc per l’asso brasiliano, per il motore Honda , per sfruttare al meglio i nuovissimi pneumatici Bridgestone scanalati.
    Obiettivo dichiarato di Senna e del team italo-giapponese è lottare per la vittoria, pronti a competere per il titolo piloti.
    Senna parte in terza fila al debutto a Melbourne per poi ritirarsi a metà gara, fa poi la pole position in Brasile approfittando delle condizioni meteo in un tripudio di festa da Interlagos a Faenza per la prima pole della casa italiana. La monoposto non è però al 100% e chiude 4° in gara ad un soffio dal podio, dopo una gara a resistere agli attacchi delle fortissime McLaren Mercedes e la Ferrari di Schumacher .
    Dopo un gp di Argentina da dimenticare, Senna e la Minardi tornano in europa con una versione B della monoposto e a Imola fa sua la pole portando a collassare l’intricato sistema di vie che circonda il circuito mandando in tilt il traffico attirando 150 mila persone ad assistere alla gara.

    Senna sarà terzo a fine gara dietro ad un imprendibile Hakkinen e a Schumacher , incredibile l’imbarazzo e l’indecisione della folla sotto al podio imolese sul chi tifare tra Schummy e la Ferrari o Senna e la Minardi.

    L’Italia si accorge che Formula 1 non è solo Ferrari e Senna “sente” il pubblico italiano un po’ più vicino , dopo i fischi degli anni passati , legati anche al fatto che non ha mai voluto correre con la Scuderia.
    Ayrton al suo ultimo anno si diverte come un ragazzino, ormai la gente guarda i GP solo per vedere cosa riuscirà a fare Senna con la Minardi, corre spensierato e senza pressioni, in squadra ascoltano i suoi consigli come un guru, in patria è l’eroe di tutti i tempi, la Minardi rappresenta la rivincita degli “invisibili” .
    Galvanizzati , a Faenza lavorano giorno e notte per sviluppare la vettura che si conferma in Spagna come unica alternativa a McLaren e Ferrari centrando un altro 4° posto.
    A Monaco Ayrton fa la gara della vita: corre praticamente da solo per tutto il week end , sarà sempre il più veloce in tutte le sessioni prova , pole, vittoria e giro più veloce sono suoi, vince a Monaco per la nona volta e per l’ottava fa la pole.
    Minardi vince la prima gara in Formula 1.

    In tutto il mondo non si parla d’altro per due settimane, i maligni dicono che sia stato tutto una “combine” per onorare il campione al suo ultimo anno e oliare la macchina dei soldi del “circus”.
    In realtà Senna fa la pole anche al successivo gp del Canada per poi piazzarsi secondo .

    La stagione prosegue tra alti e bassi in un annata segnata dal dualismo Hakkinen / Schumacher, Senna non riuscirà più a portare la Minardi alla vittoria, farà però la pole all’Hungaroring e a SPA montando gomme intermedie negli ultimi minuti mentre gli altri andavano su “rain” , andrà a podio a Silverstone e in Ungheria e soprattutto ottiene la seconda posizione a Monza dopo una gara sul filo delle scie battendo Irvine e piazzandosi dietro al vincitore Schumacher, aiutato anche dal ritiro delle Mclaren.
    Sul podio il vecchio campione , visibilmente commosso, saluta il pubblico in delirio sia per lui che per le Ferrari, questa volta niente fischi, lo strappo si era definitivamente ricucito.

    Chiude il mondiale piloti al terzo posto, lascia la Formula 1 per sempre, non accetterà mai incarichi “di prestigio”, di “ambasciatore”, di “consigliere”, o all’interno di qualche team , non farà il commentatore, scriverà un libro, si dedicherà alla sua fondazione per i bambini e per i poveri del suo paese.

    Non commentò né quando Schumacher lo superò per numero di vittorie, né tantomeno quando vinse il suo sesto titolo, battendo lui e Fangio.

    Non ha mai partecipato a nessuna competizione, neanche esibizioni, le sue apparizioni pubbliche sono legate ai tour per raccolta fondi della sua fondazione, al gp del Brasile , alle finali del campionato del mondo di calcio se il Brasile è finalista.

    Concede una intervista all’anno , sempre a riviste diverse, non parla mai della formula 1 attuale , solo quella del passato; ha mantenuto ottimi rapporti con Alain Prost, Frank Williams, e Michele Alboreto, che non finirà mai di ringraziare Ayrton per averlo convinto a ritirarsi dalle competizioni a fine 1995 e dedicarsi all’attività di giornalista televisivo e al vivaio dei giovani piloti italiani insieme all’amico comune Giancarlo Minardi.

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