Alonso non fa proclami: “Podio? E’ presto per dirlo”

8 maggio 2014 17:38 Scritto da: Redazione

Il pilota della Ferrari non si lascia andare a facili proclami e minimizza circa le possibilità di un podio a Barcellona: “E’ una pista difficile. Non possiamo dire dove siamo ancor prima che inizi il weekend”.

Conferenza Stampa AustraliaMentre la Mercedes ammette di temere un recupero della Ferrari, Fernando Alonso mantiene toni pacati in conferenza stampa e minimizza, parlando di una lenta ripresa che potrebbe tenere lontana la Scuderia del Cavallino Rampante dalla lotta al titolo mondiale.

Fernando frena i facili entusiasmi: “Non possiamo cominciare il weekend di gara e pensare di essere sul podio o vincere. Questo significherebbe creare falsi obiettivi. Abbiamo concluso in nona e decima posizione in Bahrain e abbiamo fatto un podio in Cina, perché siamo riusciti a mettere insieme alcune cosette. Ma non possiamo dire di essere in una determinata posizione o che lotteremo per il podio”.

Alonso evita proclami e attende di verificare in pista gli aggiornamenti sulla F14T. “Faremo del nostro meglio, questo è certo, ma sappiamo che sarà un weekend difficile. Ma se oggi, seduto qui, ti dicessi che lotterò per il podio, probabilmente mentirei spudoratamente alle persone che ci verranno a vedere”.

Nonostante tutto, il pilota spagnolo si augura che la Ferrari sia stata in grado di studiare nuove soluzioni che permettano di ridurre il gap dai leader del campionato. “Dobbiamo fare di tutto per essere più competitivi. Ma sarà una ripresa lenta, anche se speriamo di non diventare veloci troppo tardi. In Cina il podio è stato ottenuto con una combinazione di cose che hanno funzionato e una buona dose di fortuna. Qui a Barcellona, adesso, non ci rimane che verificare quanto siamo competitivi. Questo tracciato ci darà una risposta su alcuni parametri che stiamo studiando. Poi ci saranno Monaco e Canada, circuiti completamente diversi. Ma se Mercedes dice di vederci ancora come rivali per il titolo, beh… è una buona notizia, vuol dire che ci rispettono. Ma dobbiamo muoverci se vogliamo diventare per loro una vera minaccia”, ha concluso.

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