Monaco ’59, l’unica vittoria di Brabham a Montecarlo

20 maggio 2014 14:14 Scritto da: Marco Di Marco

Per omaggiare la memoria di Sir Jack Brabham, ripercorriamo le vicende del Gran Premio di Monaco 1959 che videre l’affermazione del pilota australiano. Nello stesso anno, Brabham vincerà il titolo iridato.

Brabham

Ricordare Jack Brabham come unico pilota a conquistare un titolo mondiale con una vettura da lui stesso prodotta, forse potrebbe renderebbe abbastanza onore ad un uomo dotato di un talento sopraffino. Ma, poche ore dopo dalla sua scomparsa, vogliamo anche ricordarlo come un pilota capace di trionfare proprio al Gran Premio di Montecarlo, edizione 1959, dopo aver gestito egregiamente l’intera corsa, nonostante le difficoltà tecniche e fisiche vissute in quella gara.

Il circuito del Principato ospitò, nel maggio 1959, il primo appuntamento iridato della stagione, a causa dell’annullamento del Gran Premio di Argentina. In realtà,  furono disputate tre gare non ufficiali prima del via mondiale, la Glover Trophy, la BARC 200 e l’International Trophy a Silvestone. Numerosi furono i rimescolamenti di piloti al via della stagione:  Stirling Moss passò al team Cooper privato gestito da Bob Walker, Tony Brooks abbandonò la Ferrari per accasarsi alla BRM, mentre Bruce McLaren scelse di diventare compagno di squadra di Brabham nel team ufficiale Cooper.

Il weekend monegasco vide Stirling Moss piazzarsi in prima fila davanti a Behra e Brabham, mentre in seconda fila seguivano Brooks e Phil Hill. Il via della gara, della durata di 100 interminabili giri, vide Behra su Ferrari prendere il comando delle operazioni seguito da Moss e Brabham. La situazione rimase invariata sino al giro numero 22, quando il pilota della scuderia di Maranello fu sopravanzato da Moss ed iniziò ad accusare problemi al motore.

Brabham, su Cooper Climax T51, conquistò agevolmente la seconda posizione seguito come un falco da Phil Hill su Ferrari D246. La corsa vide numerosi piloti costretti al ritiro a causa di incidenti o problemi meccanici. Tra questi, al giro numero 81, anche il leader della gara Moss, che accusò un guaio alla trasmissione che lo costrinse al ritiro.

Brabham si trovò, quasi inaspettatamente, leader della gara, anche se le noie meccaniche non erano mancate.
Come dichiarò nel libro The Jack Brabham Story :“Mi chiedevo quanto ancora potessi andare avanti fisicamente in quella gara così lunga. I pedali della mia monoposto erano bollenti e riuscivo a malapena a sfiorarli”.

Un’impresa eccezionale, quella compiuta da Brabham che, giunto al giro numero 100, passò sotto la bandiera a scacchi e colse la sua prima e unica affermazione nel Principato. Dietro di lui solo 4 vetture riuscirono a completare la corsa, nell’ordine: Tony Brooks su Ferrari, Maurice Trintignant su Cooper Climax, Phil Hill anch’egli su Ferrari ed il compagno di scuderia di Brabham, Bruce McLaren doppiato di 4 giri.

Quella prima vittoria stagionale fu una vera e propria iniezione di fiducia per Jack che, alla fine dell’anno, riuscì a conquistare il suo primo titolo iridato.

2 Commenti

  • Fa inpressione guardare la foto con i lampioni della luce a bordo strada liberi e senza protezione, e anche il mare con un niente ci si fa un bel volo.

    • Ho pensato anche io la stessa cosa… credo sia la curva del tabaccaio. Un niente e saresti finito in acqua se ti andava bene. Se ti andava male sbattevi contro un lampione o una bitta per gli ormeggi. Da quelle parti sarebbe morto Bandini otto anni dopo e la sicurezza era rimasta la stessa.

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