Haas conferma: “Debutto nel 2016. Niente factory in Italia”

4 giugno 2014 14:43 Scritto da: Davide Reinato

Come anticipato da BlogF1.it, la Haas Formula non debutterà nel Circus della F1 prima del 2016. E il proprietario del team spiega che il fisco italiano sia stato fonte di altri ritardi, relativi alla possibile apertura di una factory a Milano.

Gene Haas

Come avevamo avuto modo di anticiparvi già qualche giorno fa, la Haas Formula non sarà sulla griglia di partenza del campionato del mondo di F1 2015. Lo ha confermato oggi lo stesso Gene Haas che ha spiegato alla stampa la decisione di puntare al debutto nel 2016. “Mi sarebbe piaciuto annunciare l’ingresso per il 2015, ma è stato difficile sedersi e dire di no. Credetemi, io avrei voluto farlo davvero. Il primo anno sarà sempre difficile ma penso che, aspettando un anno, probabilmente avremo solo sei mesi davvero duri, perché ci arriveremo molto più preparati”.

Analizzando la situazione, sette mesi di tempo non erano sufficienti per fondare da zero una squadra di Formula 1. Così, Haas ha riaperto le negoziazioni con Ferrari e Dallara per quanto riguarda il campionato 2016. “Siamo pienamente impegnati per questo e non penso che ci sia alcun dubbio. Saremo un team migliore, perché avremo più tempo per pianificare il lavoro e potremo fare molta più progettazione  a Kannapolis, dove stiamo lavorando alla costruzione di un nuovo edificio come parte dell’espansione del team Nascar. Tra un mese quello sarà pronto e dopo sarà operativo anche quello per la Formula 1″.

Il Team Manager ha abbandonato anche l’opzione che prevedeva l’apertura di una factory in Italia perché, ancora una volta, il nostro paese non è ritenuto competitivo a livello economico. “Stiamo cercando ancora una base in Europa, ma posso confermare che non saremo in Italia per una mera questione di tasse. Probabilmente ci stabiliremo nel sud dell’Inghilterra”.

L’Italia perde la possibilità di ospitare così la terza factory di un team di F1, dopo Ferrari e Toro Rosso. Nei progetti di Haas, c’era Milano come sede centrale: “Avevamo una tabella di marcia e sembrava che tutto sarebbe slittato d iun mese. L’ultimo ritardo è stato causato dalla decisione di aprire un centro operativo a Milano, ma i nostri contabili ci hanno detto che non si poteva fare, a meno di aprire una nuova sede fiscale, quindi le cose iniziavano a farsi complicate. Così, abbiamo deciso di stare sicuri al 100% di scendere in pista anziché fare di fretta e non riuscire a correre”, ha concluso.

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