F1 Story | Austria 1997, il sogno infranto di Trulli

17 giugno 2014 15:18 Scritto da: Marco Di Marco

Jarno Trulli ricorderà ancora il Gran Premio d’Austria del 1997. Una gara che lo vide alla guida della Prost per la prima volta e che mise immediatamente in luce il talento del pilota italiano.

Jarno Trulli

Nella scala dei valori di ogni appassionato di motorsport ci sono 3 step. Correre in Formula 1, vincere un gran premio e vincere un mondiale. Jarno Trulli, pescarese classe ’74, nel 1996 aveva già coronato il primo sogno, quello di correre in Formula 1. Grazie al santo protettore dei giovani talenti – Giancarlo Minardi – il pilota italiano, vero e proprio rullo compressore nelle categorie minori, aveva avuto l’opportunità di affacciarsi alla massima categoria motoristica e di dimostrare al mondo intero che quel ragazzo timido e schivo meritava il rispetto di tutto l’ambiente del Circus iridato.

Il secondo step, vincere un gran premio iridato, Trulli ha rischiato di raggiungerlo già nel Gran Premio d’Austria del 1997. Chiamato da Alain Prost come sostituto di Olivier Panis, vittima di un tremendo incidente al Gran Premio del Canada che gli costò la frattura delle gambe, Trulli dovette in fretta adeguarsi alla monoposto francese dotata del propulsore Mugen Honda.

Il periodo di apprendistato non durò molto. In qualifica, il ragazzo che portava il nome in omaggio a Saarinen, piazzò la vettura blu al terzo posto in griglia, dietro due mostri di velocità quali Villeneuve su Williams e Hakkinen su McLaren. Alle sue spalle, attoniti, Frentzen sulla seconda Williams e Rubens Barrichello su Stewart. Un risultato inatteso, frutto di una tecnica di guida sopraffina maturata dopo anni di dominio nei kart e nelle formule propedeutiche. Lo stesso Alain Prost non credeva ai suoi occhi e gongolava nell’avere tra le mani un diamante grezzo.

Se le qualifiche avevano finalmente fatto sorridere in mondovisione Jarno, la gara avrebbe riservato all’abruzzese ben altre emozioni.

Allo spegnersi dei semafori, Trulli ebbe uno scatto felino che gli fece sopravanzare Villeneuve, balzando subito in seconda posizione. Mika Hakkinen fu subito messo fuori gioco dalla fragilità del propulsore Mercedes che ammutolì già nel corso del primo giro e spianò la strada al pilota della Prost che prese il comando della gara.  Gli occhi di tutto l’ambiente erano puntati sulla Prost numero 14. Quanto avrebbe resistito quel ragazzino in testa al gruppo senza commettere errori? La risposta arrivò giro dopo giro. Jarno conduceva la gara con autorevolezza, facendo registrare giri veloci ed aumentando progressivamente il vantaggio sugli inseguitori.

Al giro 24, Villeneuve riuscì a sopravanzare Barrichello e si buttò subito alla caccia del leader, facendo segnare ottimi tempi.

Alle loro spalle impazzava la lotta. Giro 38, un Irvine in crisi di identità sul circuito austriaco tentò di superare Alesi alla staccata del tornantino. Il francese chiuse la porta e il contatto tra gli pneumatici delle due monoposto fu inevitabile con la rossa numero 6 che decollò in aria. Tornato ai box, Jean Alesi non risparmiò le critiche al pilota irlandese, sfogandosi ai microfoni della stampa. In quello stesso istante Michael Schumacher tentò e portò a segno l’attacco a Frentzen, ma non si rese conto dello sventolare delle bandiere gialle e fu punito con uno stop and go che influenzò negativamente la sua gara.

Al quarantesimo giro fu Villeneuve a fermarsi ai box per rifornimento e cambio gomme. La velocità degli uomini Williams consentirono al canadese di sopravanzare Trulli e di portarsi finalmente al comando della gara. Il mondo guardava incredulo quella vettura francese resistere agli attacchi della McLaren di Coulthard e lo stesso Jarno accarezzava il sogno di conquistare il primo podio alla gara d’esordio in Prost.

Il destino aveva in serbo altri piani e Trulli fece la conoscenza di una presenza quasi costante nella sua carriera in Formula 1, la sfortuna.

Giro numero 57, sulla Prost di Nakano cede improvvisamente il propulsore Mugen. Campanello d’allarme scattato ai box francesi, ma nemmeno il tempo di intervenire tramite telemetria per impostare i parametri che, al giro successivo, il propulsore giapponese della vettura di Trulli esplose in una nuvola di fumo, costringendo Jarno a posteggiare a bordo pista. Il pilota italiano tornò ai box dove trovò ad attenderlo un Prost incredulo dinnanzi alla dimostrazione di cotanto talento.

Il ritiro di Jarno fece balzare in seconda posizione Coulthard, seguito da Frentzen e Fisichella, mentre alle loro spalle la lotta per l’ultimo punto disponibile vedeva Michael Schumacher contro Barrichello. Il brasiliano difendeva con i denti il sesto posto, ma un eccesso di foga lo fece finire fuori pista e lo costrinse ad un mesto ritiro.

Sotto la bandiera a scacchi passò per primo Villeneuve riavvicinatosi in classifica iridata al leader Schumacher, ma l’eroe della giornata agli occhi di tutti fu Trulli, autore di una corsa magistrale e sfortunata.

Foto: Mark Thompson – Getty

10 Commenti

  • Che ricordi, i brividi. Un pilota che sui kart aveva vinto molto piu’ di Senna ma che non aveva le spalle abbastanza coperte finanziariamente per un top team. Di fatto al massimo ha avuto macchine quasi vincenti, dopo Monaco poi fu boicottato pesantemente prima col telaio poi con problemi assurdi ( in Brasile rotta la sospensione anteriore in accellerazione in partenza non l avevo mai visto..).
    E se chiedete ad Alonso chi fosse il suo compagno piu’ competitivo so bene chi indicherebbe 😉

  • Sarò anche esagerato, ma se penso a Jarno mi viene in mente solo questa frase: ” sono partito bene ma poi ho avuto problemi col set di gomme ”

    L’avrà detto 130 gare su 150.

  • Wao!non avevo mai visto e non ero a conoscenza di questo evento di jarno!incredibile quanto contava il manico ed il settaggio del pilota allora

  • Io ho sempre pensato che la carriera di Jarno fosse finita lì, in Austria nel 1997.

    Se avesse vinto, la sua vita agonistica avrebbe preso ben altre pieghe.

  • Quella del 97 fu una gara scellerata per noi Ferraristi oltre che per Jarno,in quel periodo ci fu un’aggiornamento del telaio della F310B + leggero se non erro,che mandò in difficoltà il nostro Schumy nella ricerca dell’assetto ottimale,in quei periodi se non ricordo male ci fu pure la prova della Sauber a Fiorano da parte di Schumy per riuscire a ritrovare una via di uscita da quel tunnel che si era creato… lui come al solito vinse la sua battaglia perchè anche se il mondiale alla fine andò male,però la competitività della macchina fu ritrovata !!! Peccato che Jarno non riuscì a darci una mano.

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